Smarrimento e ritrovamento di un cane o di un gatto: che fare?

Ad ognuno di noi potrebbe capitare di smarrire il nostro quattro zampe (il quale potrebbe approfittare di un cancello trovato aperto, farsi distrarre dalla presenza di altri animali e seguirli, venire rubato etc.) oppure di trovare un cane o un gatto da soli per strada (non solo al parco cittadino ma anche, ad esempio, in autostrada).

Come dobbiamo comportarci in questi casi?

Partendo dall’ipotesi di smarrimento di un animale, la prima cosa da fare è sicuramente quella di inoltrare una segnalazione ai Vigili territorialmente competenti oppure, in caso di assenza, ai Carabinieri.

Dopo avervi richiesto i vostri dati e quelli del cane o gatto smarrito (razza, taglia, età, sesso, numero di microchip o tatuaggio etc.), i Vigili redigeranno un verbale di denuncia di smarrimento.

Munirsi di tale denuncia è importante in quanto, in caso di ritrovamento del cane o gatto e di traduzione dello stesso presso il canile competente, verrete certamente avvisati ma l’assenza di un verbale di denuncia di smarrimento potrebbe costarvi un’accusa di abbandono di animale.

Secondariamente occorre avvisare, altresì, i servizi veterinari dell’ASL di riferimento nonché delle ASL dei paesi limitrofi in quanto dobbiamo ricordare che un animale smarrito può percorrere anche molti chilometri in poco tempo e quindi potrebbe essere ritrovato in un luogo distante da quello in cui si è perso.

Ancora, è opportuno segnalare lo smarrimento dell’animale anche al veterinario di fiducia e a quelli delle zone vicine. Ciò in quanto spesso chi ritrova un cane o un gatto smarrito tende a portarlo dal suo veterinario, il quale potrebbe non coincidere con il vostro.

Infine è molto importante preparare dei volantini con foto del cane / gatto, descrizione (taglia, razza, sesso, età etc.), luogo, data della scomparsa e vostro recapito telefonico ed affiggerli nell’area di smarrimento dell’animale ma anche negli studi veterinari, nei negozi di articoli per animali, senza tralasciare supermercati, panetterie, bar etc..

Molto utile, inoltre, sarà la diffusione della notizia attraverso i social network (Avvocato Animali su Facebook) con cui potrete avvisare i vostri amici dello smarrimento dell’animale e chiedere loro di aiutarvi a diffondere l’avviso in modo tale da dare all’accaduto la maggiore visibilità possibile.

 

Vediamo ora che cosa occorre fare se ritroviamo un cane o un gatto smarrito o abbandonato.

Quasi sempre un animale che si è smarrito o è stato abbandonato si muove in modo confuso ed è spaventato.

Occorre dunque provare ad approcciarlo usando la massima prudenza.

Ecco alcuni consigli:

  • non urlate e non agitatevi: impaurireste ulteriormente l’animale!
  • se necessario, seguitelo e controllatene gli spostamenti;
  • cercate di conquistare la sua fiducia accucciandovi mentre lo chiamate e muovendovi lentamente, siate pazienti e provate ad avvicinarlo, accarezzarlo e tranquillizzarlo. Del tutto controproducente è corrergli incontro o dietro;
  • allontanatelo dalla strada e cercate di condurlo verso un’area sicura come ad esempio un campo o un parco.

Verificate poi se il cane / gatto ha al collo una medaglietta con i riferimenti del proprietario e, in tal caso, contattatelo immediatamente.

Qualora l’animale risulti sprovvisto di medaglietta, chiamate i Vigili urbani i quali, a loro volta, allerteranno il canile sanitario competente (quello convenzionato con il Comune di ritrovamento) che invierà sul posto un suo addetto per procedere al recupero dell’animale.

In caso di animale ferito contattate anche la ASL (reperibile anche di notte e nei giorni festivi).

Ricordiamo che sia i Vigili che la ASL sono obbligati ad intervenire e che l’eventuale mancato intervento è passibile di denuncia in quanto configurerebbe l’omissione di un pubblico servizio.

Qualora il soccorso dell’animale debba svolgersi in condizioni particolari (tetti, alberi, tombini, fossi etc.) sarà opportuno richiedere anche l’intervento dei Vigili del Fuoco (115).

Una volta allertato il canile sanitario di competenza, attendete insieme all’animale l’arrivo dell’operatore e fatevi lasciare da quest’ultimo i riferimenti della struttura ove il cane / gatto verrà ricoverato.

Come per il caso di smarrimento di un animale, anche in ipotesi di ritrovamento risulterà molto utile diffondere la notizia attraverso volantini, social network etc. e dare comunicazione dell’accaduto alle associazioni animaliste ed ai rifugi per animali della zona.

Una volta giunti al canile sanitario, gli animali vengono esaminati da un veterinario, curati e vaccinati se necessario e  infine identificati.

Naturalmente, ove l’animale risulti provvisto di microchip o tatuaggio, il canile provvederà a contattare immediatamente il proprietario.

Per ogni animale viene redatta una scheda contenente alcune indicazioni sul comportamento tenuto dal cane / gatto in sede di visita. Ciò tornerà utile al momento dell’affido dell’animale in quanto gli operatori potranno, anche sulla base del comportamento tenuto dall’animale nel periodo successivo, fornire indicazioni agli aspiranti adottanti in merito al carattere dello stesso.

I cani accalappiati (perché randagi o smarriti) restano ricoverati presso il canile sanitario per 10 giorni, trascorsi i quali vengono trasferiti in un canile – rifugio per l’adozione (in alcune strutture è presente sia il canile sanitario che il canile rifugio).

Ricordiamo infine che per 60 giorni dalla data di ingresso in canile il cane eventualmente adottato è in affido temporaneo: se il vecchio proprietario lo rintraccia e lo reclama, ha diritto di riaverlo.

 

da AVVOCATO ANIMALI

FERMIAMO SUBITO IL MASSACRO DELLE VOLPI E CUCCIOLI IN TANA autorizzata dalla Regione Lombardia in provincia di Brescia

La Regione Lombardia e l’ambito territoriale di caccia di Brescia hanno programmato una vera e propria azione di sterminio della durata di cinque anni nei confronti di un numero illimitato di volpi, per lo più cuccioli e le loro madri, che saranno sterminate dalle doppiette dei cacciatori senza la presenza  e quindi il controllo degli agenti della polizia provinciale, che lamentano carenza di personale e risorse. Siamo venuti a conoscenza solo in questi giorni e solo tramite un giornale locale che lo sterminio inizierà il 1 Giugno. Le volpi, senza aver attuato censimenti, saranno uccise tutto l’anno – 365 giorni,7 giorni su 7, 24 ore al giorno – anche con il cruento metodo della caccia in tana.

Una pratica ingiustificata dal punto di vista scientifico, inaccettabile dal punto di vista etico, dannosa per la specie oggetto di prelievo e di disturbo per il resto della fauna selvatica in periodo riproduttivo.

Ogni genere di caccia è crudele, e nel caso della caccia alla volpe in tana la crudeltà è ancora maggiore, perché la volpe cerca rifugio nella propria tana dove sta accudendo i suoi cuccioli, dove viene ferita a morte dai morsi dei cani addestrati ad infilarsi nella tana per stanare e uccidere lei e le sue creature indifese, e dove muore dopo una lunga agonia e spesso i cani riportano gravi ferite.

Non posso tollerare che l’Amministrazione pubblica consenta questa pratica medioevale e illogica  a una sempre più esigua minoranza di cacciatori di uccidere animali che sono patrimonio di tutti noi, ancor di più nel caso della volpe che costituisce oramai l’unico predatore naturale presente sul nostro martoriato territorio: la volpe, se lasciata viva, potrebbe ridurre notevolmente gli emolumenti che le Regioni devono pagare ogni anno per i danni all’agricoltura provocati da fagiani, lepri e nutrie.

È quindi evidente che la decisione derivi unicamente dalla volontà di garantire ai cacciatori  più prede possibili durante la stagione venatoria: la volpe si nutre infatti dei continui ripopolamenti artificiali effettuati proprio dai cacciatori.

Un altro regalo alla lobby delle doppiette bresciane per farli andare a caccia tutto l’anno: la maggioranza dei Cittadini sono contrari alla caccia e una politica che non ne tiene conto è irresponsabile.

Chiediamo:

-Al Presidente della Regione Lombardia, all’Assessore al dirigente settore Agricoltura e dell’Ufficio Territoriale Regionale di Brescia di revocare senza indugio l’atto autorizzativo approvato senza il rispetto della normativa vigente.

– Chiediamo alla Regione Lombardia di rispettare la normativa in materia di trasparenza quale strumento atto a garantire il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione  anche attraverso lo strumento della diffusione e pubblicazione sui siti istituzionali dei provvedimenti normativi.

Oltre alla raccolta firme, la petizione è QUI:

PICCOLI VOLATILI TROVATELLI – MASSIME PER IL RECUPERO

Sono davvero da salvare?
Spesso lasciano il nido prima di saper volare,  i genitori li seguono a distanza e li nutrono a intervalli regolari. Se sospettate che il piccolo sia abbandonato, osservatelo a distanza per almeno un’ora prima di raccoglierlo, e fatelo solo se nel frattempo non si è avvicinato nessun uccello adulto.

Stagioni
I piccoli nascono tutti in primavera – estate, solo piccioni e tortore possono nascere per tutto l’anno. Se chi chiama d’inverno parla di nidiacei, si tratta in realtà di piccoli uccelli adulti tipo regoli.

Merli
Sono i tipici piccoli che non devono essere raccolti perché è normale che siano a terra, in apparenza da soli e ancora incapaci di volare. Controllate che non siano presenti ferite; se sono stati acciuffati anche per un attimo da un gatto devono essere raccolti e curati, le ferite inferte dai gatti si infettano sempre. I piccoli dei merli sono bruni e grossi circa come un pugno, la coda è corta e poco visibile, il becco è solo bordato di giallo. Solo in capo a un anno, alla primavera seguente a quella della nascita, presentano il caratteristico aspetto allungato dei merli, con livrea nera e becco interamente giallo solo nei maschi. I piccoli  degli uccelli a questo stadio si possono toccare, perché la madre è indifferente all’odore umano, e non li abbandona come invece fanno cervi e lepri, perciò li si può spostare in luoghi più freschi o sicuri, lontano da gatti o cani o auto, ma sempre entro un raggio di pochi metri. Devono infatti rimanere nel territorio dei genitori, dove sono sparsi anche i fratelli, tutti in contatto di voce. Altre coppie della stessa specie non li adotterebbero e li considererebbero estranei da scacciare. Se il luogo sembra inadatto e inospitale perché poco verde o disturbato, non importa: i piccoli sono necessariamente nati in quella zona.

Cornacchie
Anch’esse lasciano il nido prima di volare correttamente, sono però molto più grandi, più dei piccioni, nere e grigie, con la bocca rosa. La specie si è abituata alla vita in città solo di recente, i genitori sono molto diffidenti e si avvicinano solo se ci si tiene a debita distanza, a volte però si fanno notare con grida di allarme. I piccoli a volte hanno strane posture, sembrano zoppicare, ma anche qui se non si vede sangue, si può supporre che non  abbiano niente e che debbano essere lasciati in loco.

Rondoni
I piccoli dei rondoni e delle rondini devono essere sempre raccolti perché i genitori non se ne occupano una volta che sono sul terreno. I rondoni sono uccelli molto numerosi in città, tutti scuri con ali lunghissime e becco piccolo e adunco. Le zampe sono molto piccole, il che rende loro impossibile riprendere il volo una volta che sono finiti a terra, anche se sono adulti e sani,  spiccano il volo infatti di norma dall’alto. Quando ci si imbatte in un rondone e non si sa bene cos’abbia, conviene recarsi in un posto aperto e tranquillo e tenerlo in alto sulle mani: questa spinta sarà sufficiente a fargli riprendere il volo se si tratta di un adulto momentaneamente in difficoltà.

Cibo
Gli uccelli di tutte le specie, anche i granivori, mangiano cose proteiche da piccoli, perciò carne trita arricchita di insetti (grilli), pezzetti di carne, omogeneizzato di carne, quest’ultimo è forse il più pratico, con siringa da insulina senz’ago. Il cibo per insettivori dei negozi di animali non sempre va bene, il pane e il latte vanno malissimo! I bocconi o la siringa vanno inseriti in profondità nella gola, come farebbe il genitore con il becco. Mangiano tanto, molto di più di altri animali più grossi, e crescono di continuo, se la crescita si blocca c’è qualcosa che non va. In effetti in due settimane quasi tutte le specie sono pronte per la liberazione. Mangiano spesso, gli implumi ogni pochi minuti, mai comunque nessun piccolo può essere lasciato senza cibo per più di un’ora, tra l’alba e il tramonto, di notte non è necessario. Solo i piccoli dei colombi e delle tortore fanno pasti molto abbondanti (si vede il gozzo pieno come un sacchetto gonfio sotto il collo) ma rari, quattro o cinque al giorno. Vanno imboccati, i piccoli non possono essere nutriti solo lasciando loro davanti il cibo! Quando sono un po’ cresciuti e impiumati si offrono semi (in drogheria miscele per canarini) ai granivori (becco corto e tozzo: passeri, piccioni) e vermetti (negozi di rettili e pesca: camole della farina e del miele, lombrichi solo per i merli) agli insettivori (becco sottile e aguzzo: merli, capinere, cince). Non devono essere liberati e non devono scappare se sanno volare ma non ancora mangiare da soli. Gli insettivori non dovrebbero essere liberati se non sono stati visti predare da soli un vermetto. Rondini e rondoni sono insettivori ma non mangiano mai da soli se non in volo; quando sono pronti per il volo i rondoni sanno nutrirsi per istinto, le rondini e i balestrucci vanno trattenuti per un paio di giorni volanti nella stanza.
Nell’allattamento dei piccoli mammiferi non bisogna usare latte bovino, ma il latte apposito per i cuccioli, per i pipistrelli Esbilac, con integratori minerali e vitaminici.

Temperatura
I piccoli implumi starebbero nel nido sotto la mamma e con i fratellini, vanno perciò tenuti caldi, tendono a raffreddarsi anche in piena estate, soprattutto di notte. Vanno bene la
borsa dell’acqua calda avvolta in un panno (non usate il cotone idrofilo che si impiglia nelle zampette, ostruisce le narici), una lampadina schermata vicino al nido.
Gli adulti feriti o malati vanno tenuti al caldo, ma non eccessivo, sempre lontani dal termosifone, soprattutto per le lunghe degenze e in vista della liberazione, quel che fa loro male infatti non è tanto il freddo ma lo sbalzo di temperatura improvviso tra ambiente interno ed esterno. Gabbie lontane anche dalle correnti d’aria, e non trasportate dentro e fuori. Nella terapia di urgenza, per recuperare adulti gravemente menomati, si usino gli accorgimenti indicati per i piccoli.

Volo
L’apprendimento al volo è istintivo, con lo sviluppo del piumaggio i piccoli uccelli tendono ad esercitarsi, bisogna dare loro agio di farlo, tenendoli in gabbie grandi, voliere, stanze, o almeno in scatoloni o vasche da cui possano uscire solo volando verso l’alto. Se un uccello vola verso l’alto sa volare, se da un mobile scende, sia pure battendo le ali, non si tratta di vero volo. I rondoni non apprendono mai a spiccare il volo da terra, bisogna portarli all’aperto in un prato e sollevarli in alto, se ricadono non c’è problema, non si feriscono e si deve ritentare dopo qualche giorno.

Migrazione
Alcune delle specie che più spesso si soccorrono, specialmente rondini e rondoni, sono migratrici obbligate, cioè lasciano del tutto il nostro Paese nella brutta stagione. Bisogna tenerlo presente per affrettare cure ed allevamento e non protrarli fino ad autunno avanzato.

Liberazione
Non è necessario cercare oasi e parchi naturali, la maggior parte dei nostri pazienti sono uccelli di città che si accontentano dei giardini condominiali, i piccioni preferiscono addirittura gli edifici alle piante. In “campagna” ci sono predatori e cacciatori, meglio liberarli, magari per gradi, così a volte ritornano per qualche tempo per mangiare, dai balconi e terrazzi di casa, dove sono stati allevati, ambiente familiare e sicuro, meglio se su strade non troppo trafficate e a piani non troppo alti.

Legge
Secondo la legge italiana solo i centri recupero autorizzati, più o meno uno per Regione, possono detenere animali selvatici, tutti gli altri, associazioni, privati o veterinari, non possono, anche se lo fanno per curarli. E’ chiaro che un minimo di buon senso vuol che un piccolo che si ha in cura solo per il tempo strettamente necessario all’allevamento non andrà sanzionato da eventuali autorità giuntene a conoscenza, tuttavia sarebbe difficile giustificare la detenzione dello stesso animale una volta cresciuto: motivo di più per liberarli al più presto!

Irrecuperabili
Un uccello inabile al volo non può essere liberato in natura, bisogna sistemarlo in uno spazio protetto senza gatti, giardino, cortile, terrazzo, voliera, da cui non possa scappare camminando o lanciandosi.

Imprinting
Si addomesticano e non possono più essere liberati? Assolutamente no, per istinto recuperano la paura degli essere umani, la giusta diffidenza, solo le cornacchie piccole si affezionano, soprattutto se tenute senza altre della stessa specie.

Trasporto e stabulazione
Gli animali selvatici hanno bisogno di quiete e di calma, per trasportarli non bisogna usare gabbie, perché ciò che vedono li stressa e spaventa, adoperiamo invece scatole di cartone forate per l’aria, all’interno uno straccio o carta morbida a cui aggrapparsi, inutili cibo e acqua, che si versano. Nel luogo dove li teniamo, bisogna vietare l’accesso a cani, gatti, bambini rumorosi, aspirapolvere, musica, devono avere luce naturale per potersi cibare, buio di sera; lo spazio non sempre necessariamente grande, i feriti spesso devono muoversi poco.

Avitaminosi dei piccioni
Molti piccioni vengono trovati in città con il collo ritratto tra le spalle, con movimenti rotatori di tutto il corpo, incapacità di mantenere l’equilibrio e quindi di volare. Molti di questi sono vittime di carenze alimentari tipiche della vita urbana: si nutrono di cereali non integrali (pane bianco) da cui non possono trarre l’apporto vitaminico e proteico necessario. Si impone una cura d’urto a base di vitamina B, facilmente reperibile in farmacia (Betotal); e legumi verdi (piselli secchi, azuki, soia).

Gatti
Bisogna dire a tutti di mettere loro al collo campanelli e di non farli uscire almeno nella stagione dei piccoli di merlo (maggio-luglio). Gli aggrediti da gatto sono graffiati e spesso hanno perso la coda. Un uccello adulto senza coda si può liberare ma prima bisogna fare una cura di tre giorni di antibiotico, perché i morsi e graffi di gatto si infettano sempre e bisogna considerare  che queste ferite ci siano anche se non si vedono.

Antibiotico
Il veterinario vi saprà indicare quale usare e con quale dosaggio, che varia da caso a caso.

Arnica
Arnica Compositum della Heel, compresse. Antistress, rigenerante, ricostituente, antidolorifico. Bisogna sciogliere ¼  di compressa in 100 cc acqua per un uccello della taglia di un merlo o cardellino, se non beve da solo, bisogna dargliene qualche goccia con una siringhina senz’ago o sondino. Per cornacchie o fagiani ½ compressa due volte al giorno nel cibo.

Peso
Molti medicinali vanno dosati per peso, è allora importante ricordare allora che gli uccelli sono molto leggeri, molto più di altri animali della stessa taglia: sono fatti per volare, le loro ossa sono cave! A titolo di esempio si riportano i pesi medi degli adulti di alcune specie più comuni, anche come riferimento per chi alleva un piccolo e non sa giudicare se si possa considerare del tutto cresciuto:
Fringuello, cinciallegra,  pettirosso e rondine 18/20 gr.; passero: 25/30 gr.; rondone: 40 gr.; storno 80 gr; merlo: 100 gr.; tortora 120 gr.; gallinella d’acqua 250 gr.; piccione 300 gr (con molte variabili per le varie razze domestiche che possono essere più pesanti); cornacchia e colombaccio 500 gr.; fagiano 1 kg.

Letargo
Ricci e pipistrelli che si trovano in giro d’inverno sono in difficoltà, soprattutto se accade di giorno, dovrebbero essere in letargo. L’intervento di un veterinario è necessario. Intanto tenerli tranquilli al buio, i pipistrelli all’umido e non al caldo, se stanno ancora dormendo. Anche in autunno si trovano in giro di giorno ricci che non hanno scorte di grasso sufficienti per l’ibernazione, in questo caso può essere necessario tenerli fino alla bella stagione facendo loro saltare il letargo.

PRASSI
a – una persona telefona e chiede di consegnare un uccello in difficoltà:
b – è un piccolo? in alcune stagioni lo si può escludere. I piccoli aprono il becco chiedendo cibo, hanno i bordi del becco molli e gialli
c- è davvero in difficoltà? Se un uccello adulto si fa raccattare, è in difficoltà, se è un piccolo può non esserlo
d – riconoscimento specie:è grosso come un pugno e bruno? è un merlo – è grosso come un pollice e beige? un passero
e – se è un rondone (possibile solo da aprile a luglio) spiegate di recarsi in un luogo aperto e sollevarlo in alto sulle mani, spesso basta a fargli riprendere il volo (se dicono “rondine” a Milano è spesso un rondone).

NB per tutti ma soprattutto per i piccoli uccelli non c’è un minuto da perdere e l’intervento dev’essere immediato

TELEFONO PER EMERGENZE SOCCORSO ANIMALI SELVATICI, CONSIGLI E RECUPERO
333 9206116

AD AGNADELLO una serata sulle malattie del gatto

ERIKA BOSSETTI – Clinica veterinaria Crema

FILV, FELV, TOXOPLASMOSI, EMOBARTONELLA, GASTROINTERITE FELINA, CLAMIDIA, MALATTIE AGLI OCCHI E ALL’APPARATO RESPIRATORIO. Sono questi gli argomenti principali di cui tratterà ad Agnadello, al centro Boschiroli di via Marconi 6, il medico veterinario Erika Bossetti, in una serata gratuita aperta a tutti gli amanti dei gatti e finalizzata a aiutare chi ha gatti e chi si occupa di colonie feline a comprendere quali sintomi non siano da sottovalutare e quali le vaccinazioni da fare assolutamente.

APPUNTAMENTO GIOVEDI’ 22 GIUGNO ALLE 21, partecipazione libera e gratuita


 

Erika Bossetti lavora per la Clinica Veterinaria di Crema, vive a Nosadello, è una gattara, ha svolto l’Erasmus all’Università di Cordoba e ha vinto una borsa di studio del progetto Leonardo all’università di Salamanca (Ricerca nell’ambito della proteomica, con particolare riferimento a D. immitis e A.suum). E’ laureata in Medicina Veterinaria all’Università Statale di Milano. Tesi di laurea: “DIFFUSIONE DI BARTONELLOSI FELINA NEI GATTI DI COLONIA DELLA CITTÀ DI MILANO E VALUTAZIONE DEL POTENZIALE RISCHIO ZOONOSICO”

Si occupa principalmente di medicina interna, medicina d’urgenza e responsabile del reparto degenti ed è abilitata alla professione dal 2012.

ARRIVANO LE PASSEGGIATE SOCIAL (gratuite, ma solo per pandinesi, agnadellesi e rivoltani)

da CUORDICANE

TUTTI I MERCOLEDI’ DI GIUGNO A RIVOLTA D’ADDA – riservate per residenti dei comuni di Pandino, Rivolta d’Adda e Agnadello – si terranno le PASSEGGIATE SOCIAL per i cani, accompagnati dai loro padroni, i quali, dalle 20 alle 21.30 a nessun costo, faranno un giro in mezzo alla natura rivoltana (gli itinerari saranno resi noti di volta in volta, ma saranno tutti adatti anche a bambini e a persone avanti con gli anni) accompagnati da DIEGO ANTONIOTTI, educatore cinofilo monzese, specializzato in passeggiate di gruppo con cani.

da CUORDICANE

Iscriversi non ha alcun costo, ma è necessario farlo con almeno cinque giorni di anticipo. Le iscrizioni (nome, cognome, telefono, nome del cane, razza, età, sesso e se è sterilizzato) si raccolgono al Civic Centre LA CHIOCCIOLA di via Renzi 3 a Rivolta d’Adda o via mail: info@udagerundo.it .

Massimo 10 umani a passeggiata, minimo 3.
Abbigliamento comodo e adatto alla stagione, scarpe per camminare sull’erba, bocconcini gustosi per il cane, guinzaglio da 2 metri, pettorina, acqua e ciotola. È indispensabile una buona dose di entusiasmo, per stare bene insieme e creare la giusta armonia di gruppo.

 

da CUORDICANE

Le passeggiate sociali sono momenti in cui cani e proprietari possono stare insieme in armonia. Sono solitamente praticate in luoghi come boschi o sentieri conosciuti dall’educatore in modo che possa essere svolto il tutto nella più completa sicurezza e danno ai cani la possibilità di praticare le loro abilità sociali stando liberi e ai proprietari la possibilità di fare domande e condividere insieme l’interesse per i cani. La passeggiata didattica ci insegna a stare in compagnia del cane e a praticare con lui una serie di esercizi davvero utili. Non solo: grazie alle passeggiate didattiche abbiamo la possibilità di conoscere tante persone nuove, con gli stessi interessi e la stessa passione per i cani.
I padroni, vedendo i propri amici a 4 zampe che interagiscono tra loro, imparano a conoscere il proprio cane mentre si relaziona con altri della sua specie; infatti, alle volte ci si spaventa o si hanno degli atteggiamenti esageratamente protettivi causati dalla poco conoscenza del modo di comunicare dei nostri amici tra di loro.

da CUORDICANE

Il padrone, guidato dall’esperienza di istruttori cinofili preparati e competenti, sarà libero di muoversi in totale sicurezza, imparando a gestire il cane in contesti insoliti e in presenza di altri cani e persone. La passeggiata didattica è un modo originale per godersi una mattina o un pomeriggio di sole, con in più il valore aggiunto di apprendere tantissime nozioni utili sull’educazione del cane e di fare nuove amicizie. Un altro obiettivo è quello di creare un gruppo di persone che anche dopo l’esperienza con l’educatore cinofilo, continuino a trovarsi con i loro cani per passeggiare e stare assieme.


 

da CUORDICANE – DIEGO ANTONIOTTI

Diego Antoniotti, istruttore cinofilo, titolare di Cuordicane. Certificato APNEC e Libertas, ha una passione infinita per i cani, con lui da tempo UNArivolta collabora su progetti per la relazione e la collaborazione uomo-cane, per passare del tempo con gli amici e i cani degli amici, imparando divertendosi. Camminare a Cuordicane piace moltissimo. Antoniotti organizza escursioni di dog-trekking in gruppo fondamentalmente per tre motivi: aumenta il livello di socialità dei cani coinvolti, fa bene al proprietario cimentarsi in questo tipo di avventure conoscendo persone nuove, giova alla relazione tra cane e “proprietario”Camminare fa bene al quadrupede e alla salute psico-fisica del bipede.

LA LEGGE PER TUTTI: Il cane del vicino fa cacca e pipì sulle mie piante

Che fare se il cane del vicino fa pipì e cacca sulle tue piante?

Puoi inviargli una diffida con raccomandata a.r. Se questi non pone rimedio al problema o non risponde alla lettera, puoi agire in tribunale con un ricorso d’urgenza (cosiddetto ricorso all’articolo 700 del codice di procedura civile), con un avvocato, per ottenere un ordine di interdizione. Il giudice, in pratica, ordina al titolare dell’animale di tenere il quadrupede lontano dalla proprietà altrui e, in particolare, da fiori e piantine circostanti. Su richiesta del ricorrente, il magistrato può anche prevedere una sanzione pecuniaria per ogni giorno in cui non verrà rispettato il suddetto obbligo di tenere lontano il cane: una sorta di sanzione preventiva che quantifica in anticipo il danno prodotto a terzi.

Puoi anche agire con un’azione giudiziaria per il risarcimento se hai subito danni ingenti.

Si tratta comunque di azioni di carattere civile: quindi non puoi rivolgerti a carabinieri o altre autorità di pubblica sicurezza. Se però gli escrementi possono costituire un pericolo per la salute pubblica puoi denunciare l’accaduto all’Asl.

TENERE IL CANE LEGATO ALLA CATENA E’ ILLEGALE

Regolamento regionale 13 aprile 2017 – n. 2
…..
art 6. E’ vietato tenere i cani alla catena o applicare loro qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie certificate da un veterinario, con specificazione della diagnosi e della durata del trattamento, o per temporanee ragioni di sicurezza. E’ in ogni caso vietato agganciare la catena
a collari a strozzo.
Ora segnalateci tutte le situazioni ILLEGALI