Luca Spennacchio ci aiuta a capire meglio il nostro cane

L’Ufficio Diritti Animali sovracomunale Gerundo (Rivolta d’Adda, Pandino, Agnadello) organizza per venerdì 28 aprile, alle 21, al Centro Culturale di via Renzi a Rivolta d’Adda, la serata formativa, a partecipazione libera e gratuita, con l’educatore cinofilo Luca Spennacchio dal titolo: “Come comunica il tuo cane?”
Per rispondere ad alcune domande del tipo: Come funziona la mente del cane? I cani provano emozioni? Se si, quali? Cosa li guida nei loro comportamenti? Cosa si aspettano dal mondo che li circonda? Come nascono i loro bisogni? E cosa succede se un cane non è messo nella condizione di soddisfarli coerentemente?

Spennacchio ha un’esperienza di lavoro pluriennale in strutture che ospitano cani abbandonati, è istruttore cinofilo membro n°009A.P.D.T. Italia, studioso di zooantropologia applicata alla Pet Therapy, alla Didattica (qualifica di referee in zooantropologia didattica, Maggio ’04, Bologna), alla pet ownership e alla pet partnership, si è formato presso la Scuola di Interazione Uomo-Animale.

Ha partecipato alla progettazione e realizzazioni di interventi in diverse strutture scolastiche in materia di zooantropologia didattica (scuola media di Settala 2002 – scuola materna di Sesto San Giovanni 2003 – scuola elementare di Ozzano Bologna 2003).

Ha scritto una tesina sulla nascita del rapporto uomo-cane dal titolo “L’alba di una partnership” che viene tutt’ora consigliata nella bibliografia per gli aspiranti istruttori A.P.D.T Italia (Association of Pet Dog Trainers).

E’ fondatore della Scuola Cognitivo Zooantropologica (Scuola CZ) che tiene corsi di formazione per educatori (giunta nel 2008 alla terza edizione) e istruttori cinofili professionisti(prima edizione 2006/2007).

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RACCOLTA FONDI per non far morire la piccola Jenny

Jenny trovata abbandonata pochi giorni fa  a Rivolta d’Adda (probabilmente è la sorellina di Gamby, del nostro amico Momo).

In canile si è scoperto che ha una gravissima malformazione cardiaca! Ha una stenosi della valvola polmonare del cuore: i lembi valvolari sono fusi e non permettono il passaggio del sangue..

Jenny non ha neanche tre mesi di vita e il suo destino è segnato. Così non può vivere. Solo un delicatissimo intervento al cuore può salvarla. O morirà. E presto.

Il dott. Claudio Bussadori, cardio-chirurgo veterinario alla Clinica Veterinaria Gran Sasso a Milano, dove è direttore sanitario, e docente di Cardiologia, Ecografia ed Ecocardiografia, si è reso disponibile ad operarla. Ovviamente Jenny è piccola, sia di età che di dimensioni  (neanche 3 kg) e l’operazione è rischiosa e difficile e va fatta da uno dei migliori.

Ma per operarla vanno coperti i costi. Servono 2.000 euro più IVA

L’Ufficio Diritti Animali Gerundo e tantissimi negozi e bar del Cremasco si sono messi a disposizione e stanno raccogliendo i soldi da donare all’associazione Cinofila Sogni Felici  per pagare l’operazione.

Puoi recarti in uno dei posti aderenti e lasciare il tuo aiuto, o versare (anche cifre più grandi!) direttamente sull’IBAN di Associazione Sogni Felici:

IBAN IT42Q0200856760000103800972

ADERISCONO:

  • A Pandino, Bar Mariani (via Umberto I, 47)
  • A Pandino, Taglia e Cuci Riparazioni Sartoriali (via Circonvallazione 18)
  • A Rivolta d’Adda, Bar Speziali (piazza Vittorio Emanuele, 22)
  • A Rivolta d’Adda, Erboristeria Angolo della Natura (piazza Vittorio Emanuele, 26)

Grazie❤️

VOMITO nel gatto: quando preoccuparsi?

Lo sapete tutti. I gatti vomitano tantissimo. Io ho scoperto che il gatto può vomitare anche fino a 3 volte al mese, senza per questo soffrire di alcuna patologia. I boli di pelo, la voracità nel mangiare e la caccia in giardino possono essere solo alcune tra le situazioni che possono indurre la comparsa del vomito nel nostro amico felino.

Ma non solo, c’è da fare una differenza tra vomito e rigurgito.

Nel caso del vomito, questo è sempre preceduto dai classici “conati”: il gatto contrae ritmicamente la pancia ed aumenta la salivazione. L’aspetto del materiale espulso dallo stomaco può avere una consistenza particolare, poiché il cibo è già stato parzialmente digerito. In sostanza, tutto ciò che il gatto ha mangiato verrà espulso con un aspetto diverso.

Nel caso del rigurgito, invece, mancano i segnali che anticipano l’espulsione del cibo. Quindi il gatto non avrà conati, ma si limiterà ad allungare la testa in avanti, riversando all’esterno tutto ciò che ha ingerito da poco. Il rigurgito si manifesta soprattutto con l’espulsione del cibo o altro materiale contenuto nell’esofago, il canale che collega lo stomaco con la bocca. Considerando che il gatto molto spesso non mastica il cibo, questo verrà espulso nella forma originaria, quasi sempre con una tipica forma “a salsicciotto”.

Che si tratti di vomito o rigurgito, alcune situazioni possono favorire l’espulsione del cibo contenuto nello stomaco o nell’esofago. In particolare, non dobbiamo allarmaci se:

  • Il cibo viene ingerito troppo in fretta e con avidità;
  • Il gatto ha bevuto troppa acqua;
  • Ci sono boli di pelo nel vomito;
  • Il gatto ha giocato in maniera frenetica subito dopo aver mangiato;
  • Il cibo ingerito era avariato;
  • Il gatto ha mangiato l’erba gatta o altre piante non tossiche;
  • Abbiamo sostituito improvvisamente il tipo di mangime;
  • Il gattino ha appena iniziato lo svezzamento.

In caso di episodi isolati, che si verificano in una di queste circostanze, il gatto generalmente torna subito attivo dopo aver vomitato e può tornare a chiedere del cibo già dopo pochi minuti. In caso contrario consultate subito il vostro veterinario.

Quando invece dobbiamo preoccuparci?
Il vomito potrebbe rappresentare il campanello d’allarme per problemi più gravi qualora il gatto manifestasse altri sintomi, tra cui:

  • gatto triste con vomito
  • Vomito frequente, almeno una volta al giorno;
    Diarrea persistente;
  • Febbre;
  • Apatia;
  • Debolezza;
  • Letargia;
  • Dimagrimento;
  • Inappetenza;
  • Dolore addominale;
  • Il gatto beve tanto e spesso;
  • Vomito di colore rossastro o verdastro;
  • Vomito con odore “fecale”;
  • Presenza di parassiti nel vomito.

Correte dal veterinario, potrebbe avere

  • Corpi estranei nello stomaco o nell’intestino;
  • Boli di pelo che impediscono il passaggio del cibo;
  • Stitichezza;
  • Intolleranze e allergie alimentari;
  • Gastrite;
  • Gastroenteriti batteriche o virali;
  • Ostruzioni intestinali;
  • Presenza di parassiti nell’intestino, simili a chicchi di riso o stretti ed allungati;
  • Infiammazioni del pancreas o del fegato;
  • Diabete;
  • Insufficienza renale;
  • Infezioni respiratorie;
  • Intossicazione o avvelenamento;
  • Tumori dello stomaco o dell’intestino;
  • Disturbi neurologici;
  • Presenza di fecalomi, masse compatte di feci dure nell’intestino.

PORTATELO DAL VETERINARIO SUBITO: Uno dei rischi principali legati al vomito persistente, infatti, è quello della disidratazione.

La perdita eccessiva di liquidi, soprattutto se il vomito è associato a diarrea, può mettere a rischio la salute del gatto. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, il veterinario provvederà subito a reidratare il vostro gatto tramite una flebo, per reintegrare i liquidi persi.

Una volta individuata la causa, sarà più semplice sottoporre il paziente a quattro zampe ad una terapia mirata e specifica.

Se il vomito non è frequente, provate a cambiare l’alimentazione. Potreste scegliere un alimento più digeribile, ad esempio a base di pollo o tacchino, oppure uno monoproteico, per verificare la presenza di intolleranze o allergie alimentari. Il veterinario saprà comunque consigliarvi al meglio;

Obbligate il gatto a mangiare più lentamente. Provate a somministrargli voi stessi la pappa, aspettando qualche secondo tra un boccone e l’altro. Per rendere più piacevole questa operazione, provate con i giochi di intelligenza. Si inseriscono i croccantini nel supporto semichiuso, obbligando il gatto a faticare per riuscire ad aprirlo;

Sollevate la ciotola su un piano rialzato. In commercio sono disponibili dei supporti per le ciotole dell’acqua e del cibo ad altezza di felino. La posizione della testa verso il basso durante la pappa potrebbe indurre delle difficoltà nella discesa del cibo lungo l’esofago;

Non fate mangiare più gatti insieme. Se avete più di un gatto, dategli da mangiare in momenti diversi oppure in luoghi della casa abbastanza distanti. Spesso i gatti più ansiosi possono ingerire il cibo voracemente per impedire che gli altri gatti glielo possano sottrarre.

PER ESSERE OPERATIVI SUL TERRITORIO

A TUTTI I VOLENTEROSI DI AGNADELLO, PANDINO E RIVOLTA

Visto che a volte ci sono emergenze ed è difficile coordinarsi, è stato creato un GRUPPO CHIUSO SU FACEBOOK da usare per

  • coordinarsi in caso di ricerche di animali
  • passarsi informazioni su maltrattamenti o situazioni da monitorare
  • raccolta fondi per emergenze.

Spero che gli angeli del Gerundo si riconoscano e si iscrivano.