TORNANO LE RONDINI

Il Comune di Rivolta d’Adda ha deciso di rendere più visibile il suo aiuto alle rondini e in generale  ad Apodiformi (rondoni, di cui parleremo più avanti) e  Irundinidi Passeriformi (rondini e balestrucci). A Rivolta d’Adda sono vietati interventi di ristrutturazione nel periodo di nidificazione di questi volatili (15 febbraio – 15 settembre).

Lo facciamo anche ricorrendo a questa scheda diffusa dalla Lipu.

Gli habitat originari delle rondini sono le pareti rocciose con nicchie e cavità e le pareti d’argilla. Di solito costruiva i nidi vicino all’entrata delle caverne, sulle scogliere marine, o attaccati persino sotto i rami degli alberi. Oggigiorno questi luoghi sono rari e le rondini nidificano quasi esclusivamente in
habitat creati dall’uomo: dentro alle costruzioni o sopra di esse – preferibilmente dentro fabbricati agricoli, ma anche sotto i ponti, in canali sotterranei, ecc. (in tali casi possono trovarsi lontano dalle aree abitate).

Sapete perché le rondini sono sempre meno?

Semplice, le rondini sono insettivore. Mangiano mosche, cavallette, grilli, libellule, coleotteri, falene e altri insetti volanti compongono il 99 % della loro dieta. Le mosche e le vespe sembrano essere le loro preferite.

Essendoci sempre meno insetti, ovviamente, le rondini diminuiscono !

Cacciano la maggioranza delle loro prede in volo, e sono in grado di alimentare i loro piccolo al nido stando in volo. L’areale di caccia è circoscritto attorno al luogo di nidificazione, solitamente entro un raggio di 400 m.
Tutte le loro caratteristiche – corpo lungo e sottile, coda biforcuta, una vista eccellente e un becco aperto molto largo – rendono le rondini delle perfette cacciatrici, adatte a predare il loro cibo: piccolo insetti in volo. La lunga coda è usata per compiere intricate manovre.
Le rondini sono cacciatrici opportuniste. Sono state viste seguire trattori a aratri, catturando gli insetti disturbati dai macchinari. Bevono acqua sfiorando la superficie dei corpi d’acqua mentre sono in volo.

In particolare, noi facciamo attenzione ai loro nidi.

Le rondini sono animali monogami. Comunque gli accoppiamenti al di fuori della coppia sono comuni, rendendo questa specie geneticamente poligama. Le coppie si formano ogni primavera dopo l’arrivo nelle zone dove si riproducono. Le coppie si riformano ogni anno anche se quelle che hanno nidificato con successo possono riformare insieme una coppia per diversi anni. I maschi cercano di attirare le femmine mettendo in mostra le loro code distese e cantando.
Di solito le rondini si riproducono tra maggio e agosto.
Il nido di fango è attaccato su travi o muri in vecchie stalle e altre costruzioni di campagna e sotto i ponti. La paglia o i crini di cavallo sono inseriti a costituire il nido, che è modellato con le penne. Solitamente i nidi sono larghi 20 cm e profondi 10 cm e vengono collocati su piccole sporgenze di superfici verticali quali travi o davanzali delle costruzioni; si trovano ad un’altezza dal terreno di 2-5 m. La costruzione del nido può durare dai tre giorni a più di due settimane, a seconda della disponibilità di materiale e delle condizioni meteorologiche.

A Rivolta rondini nidificano (luoghi pubblici) nel cortile dell’ARCI Il Sole e nel cortile del bar Speziali.

UOVA: di solito 4-5, bianche con macchie marroni e lillà, sono lunghe 3,2 cm, vengono deposte una al giorno e c’è spesso una seconda covata.  La deposizione comincia mediamente 16 giorni dopo la formazione della coppia.

INCUBAZIONE: dura 13-17 giorni.
Quando fa freddo nutrire i piccoli diventa difficile. Normalmente è la femmina che passa tanto tempo dando da mangiare alla nidiata quanto poi lo fanno da soli.

Gli adulti non accoppiati si associano spesso a una coppia nidificante anche per un’intera stagione. Anche se questi “aiutanti” di solito non danno da mangiare ai giovani, possono essere d’aiuto nella difesa del nido, nella costruzione del nido, nell’incubazione e la cova. Gli “aiutanti” sono soprattutto maschi e possono riuscire ad accoppiarsi con la femmina residente, dando luogo alla poliginia.

Durante l’allevamento dei piccoli, i genitori possono dare da mangiare ai
piccoli fino a 400 volte al giorno. I cibo che le rondini danno ai loro pulcini è costituito da insetti compressi in palline trasportate al nido dentro la gola dei genitori. Tra l’involo della prima nidiata e quello della seconda vi è solitamente un intervallo di 55 giorni.  L’involo dei pulli avviene circa al ventesimo giorno di vita in un arco di tempo di 48 ore.

 

da ESSERE ANIMALI

Le nostre denunce hanno portato in questi anni non solo denunce e multe, ma anche alla chiusura di allevamenti e all’inizio di processi significativi. Stiamo portando in tribunale allevamenti intensivi e puntiamo alla tutela legale di animali finora considerati quasi al pari di oggetti.

Un allevamento intensivo in tribunale

È iniziato oggi, con la prima udienza presso il Tribunale di Forlì, il processo a carico del legale rappresentante di un allevamento di maiali imputato del reato di maltrattamento di animali.

Il processo è scaturito da una nostra indagine e denuncia nota come “Prosciutto crudele”, pubblicata nel dicembre 2016. Quell’allevamento forniva il noto consorzio del Prosciutto di Parma.

Durante l’udienza all’esterno del Tribunale abbiamo realizzato un flash mob per chiedere che venga riconosciuto il reato di maltrattamento di animali, che prevede la responsabilità penale dei soggetti coinvolti.

L’indagine fece scalpore in tutto il mondo

Per ben 6 mesi il nostro Team Investigativo monitorò questo allevamento con controlli settimanali e l’utilizzo di telecamere nascoste.

Durante questo capillare lavoro i nostri operatori filmarono situazioni davvero terribili: animali con ferite da cannibalismo alle orecchie e alle code, altri visibilmente agonizzanti e lasciati morire di stenti. Abbiamo documentato anche maltrattamenti e comportamenti violenti da parte degli operatori.

Le immagini crearono un grande scandalo attorno al nome del Prosciutto di Parma efecero il giro del mondo, diffuse sui media anche in Inghilterra, Cina e Hong Kong.

Il filmato fu depositato assieme a una denuncia all’allora Corpo Forestale dello Stato che con un controllo confermò quanto da noi segnalato e avviò le indagini.

Perché questo processo è importante

È importante che il reato di maltrattamento di animali sia effettivamente applicato anche agli animali allevati per l’alimentazione e non solo alle specie cosiddette da compagnia, come cani e gatti.

I maiali, estremamente sensibili e intelligenti, sono già ben poco protetti dalle limitate norme per il benessere animale.

Se di fronte a simili immagini non venisse nemmeno riconosciuto il reato di maltrattamento si darebbe un messaggio pericoloso, che esistono animali di serie B a cui si può procurare deliberatamente sofferenza.

Seguiremo da vicino questo processo e forniremo ogni aggiornamento.

Questo è il primo caso in Italia nei confronti di un allevamento intensivo e ci stiamo impegnando al massimo per creare un precedente importantissimo per il futuro!

Anche il Garante Animali del Piemonte reputa l’abbattimento delle nutrie inutile

Riportiamo un comunicato emesso dal Garante deglo Animali della Regione Piemonte:

 

La Città Metropolitana di Torino ha emesso un Piano di contenimento delle nutrie in tutto il territorio di competenza. Le nutrie sono una specie alloctona disperse sul territorio dopo la chiusura degli allevamenti di “castorini” diffusi qualche decennio fa. L’Unione europea chiede il contenimento del loro numero come per altre specie non originarie europee, lasciando però la possibilità di scegliere il sistema che si ritiene migliore. Il Piano della Città Metropolitana si basa esclusivamente sulla cattura e uccisione degli animali. Nel corso del tempo si è constatato che i piani di uccisione degli animali, per eliminarli o ridurli di numero, non raggiungono quasi mai lo scopo prefissato. Si deve infatti riflettere sul fatto che se una specie prospera numericamente il motivo principale è l’assenza di competitori naturali che comporta una disponibilità di alimenti e una mancanza di diminuzione biologica. Quando l’uomo si sostituisce ai nemici naturali svolge solo una parte di quello che avviene in natura, di conseguenza la diminuzione delle presenze provocata dalla caccia viene compensata da una maggiore prolificità favorita dalla disponibilità di cibo, così avviene per qualsiasi specie libera sul territorio, colombi, cinghiali, nutrie, gabbiani, ecc. I piani di abbattimento, provocando degli spazi vuoti, favoriscono l’arrivo di nuovi individui e le uccisioni finora non hanno raggiunto lo scopo prefissato, come dimostra la vicenda dei cinghiali.

Ho chiesto pertanto di rivedere il testo e di sostituire le uccisioni con le sterilizzazioni che hanno già dato buon esito nelle occasioni in cui sono state utilizzate. Prossimamente sarà convocato un tavolo per discutere una diversa formulazione del Piano.

Un importante passo avanti per il benessere di tutti gli animali

Rivolta d’Adda ha ora il proprio Regolamento Benessere Animali, votato all’unanimità nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Il regolamento si occupa di ogni animale ad esclusione di quelli da reddito. Tratta perciò non solo degli animali domestici, ma anche di anatidi, pesci, uccelli domestici e in libertà, equini e fauna alloctona.

E’ vietato predisporre strumenti finalizzati ad impedire la libera circolazione dei felini all’interno del loro habitat o che possano costituire per gli stessi fonte di pericolo o danno, in particolare l’uso di repellenti – comprese le palline antitarme di naftalina o canfora –  a meno che non si trovino all’interno di contenitori ermeticamente chiusi. Allo stesso modo è vietato  l’uso, la detenzione e la vendita di prodotti a base di colle per la cattura della fauna aviaria.

Sono regolamentati anche il sistema di divieto di accesso ai locali pubblici (inammissibile apporre il divieto senza presentazione in Comune di apposita richiesta), la pet terapy, la procedura da seguire nel caso di ritrovamento di bocconi (presumibilmente) avvelenati, l’attività di educatore cinofilo, la procedura in caso di smarrimento di animale domestico.

Alcuni punti del regolamento (per cui sono previste multe) sono la formalizzazione di regolamenti regionali o nazionali come il divieto di taglio di orecchie, coda e corde vocali, di tatuare l’animale, di tenerlo alla catena, di trainarlo con mezzi di locomozione.

E’ vietato il possesso e la vendita dei collari a strozzo, si regolamenta il possesso di animali domestici (per poterne detenere più di dieci va fatta comunicazione al sindaco: il provvedimento serve a contrastare gli accumulatori) e la permanenza di animali sul balcone (non più di due ore di seguito senza la porta aperta: dopodiché scatta la multa; è vietata in ogni caso la detenzione su balcone senza un riparo da sole o intemperie). Altro successo è stata l’imposizione di tenere i cani nelle immediate pertinenze dell’abitazione (“Gli animali domestici non possono essere detenuti in luoghi diversi dalle abitazioni o loro pertinenze”) finalizzato a debellare il diffuso fenomeno di cani lasciati in recinti e casotti in campagna o presso cascine semi abbandonate.

IL regolamento è consultabile sul sito del Comune.

Dopo due anni di attività, infine, l’Ufficio Diritti Animali Gerundo ha concluso il periodo in cui ha giovato del finanziamento regionale (lotta al randagismo).
Il comuei di Rivolta d’Adda ha deciso di continuare a garantire, anche in assenza del finanziamento regionale, la presenza dell’Ufficio Animali sul territorio e consentire all’UDA di continuare a organizzare seminari (il prossimo, sui ricci, con il dottor Massimo Vacchetta, si terrà il 17 febbraio alle 21), incontri, laboratori, mostre, e fornire lo sportello di consulenza in comune. L’ufficio si contatta alla mail info@udagerundo.it e al wup 3463142641

 

Silvia Tozzi, Claudio Speziali e Paola Mazzola

SERATA SUI RICCI A RIVOLTA D’ADDA

 

Domenica 17 febbraio alle 21 in Sala Papa Giovanni al Centro La Chiocciola di via Renzi (Rivolta d’Adda, CR), nell’ambito delle conferenze e delle manifestazioni legate alla Fiera di Santa Apollonia, l’Ufficio Diritti Animali del comune organizza una serata con il veterinario Massimo Vacchetta che, sei anni fa, a Novello, nel cuore delle Langhe, ha dato vita al Centro di recupero ricci La Ninna.

L’attività è un distaccamento del CRAS (Centro recupero animali selvatici) di Bernezzo, aperto grazie alla passione e alla dedizione di Vacchetta, che di recente ha pubblicato il suo secondo libro sull’argomento, presentato anche su Striscia la Notizia, Rete 4 e a Radio DJ. I ricci del Centro di recupero arrivano anche da lontano, portati da chi li trova feriti ai bordi delle strade, o nei propri giardini dove si spingono in cerca di cibo e acqua.

La scelta di ospitare Vacchetta è dovuta proprio al suo primo libro, 35 grammi di felicità, che gli operatori UDA hanno consultato quando si sono trovati ad affrontare il primo, e non unico, affidamento di riccio in difficoltà, nel dovembre di due anni fa. Si trattava di un riccio femmina sottopeso e coperto di zecche, trovato nella zona di via Galilei a inizio inverno, e l’UDA la aiutò a svernare. Capita, infatti, che i ricci saltino il letargo, con il rischio di non trovare più cibo. Per la cronaca: quel riccio passò l’inverno ottimamente.

Si ricorda che uno degli obiettivi dell’Ufficio è anche quello di aumentare da parte dei cittadini la conoscenza delle specie selvatiche che vivono in simbiosi con noi.