Domande e risposte: Anagrafe Regionale Animali d’affezione

Cos’è l’anagrafe degli animali da compagnia?
È la registrazione della popolazione canina, felina e di furetti, identificata, presente sul territorio della Lombardia, collegata ai dati del proprietario.

A cosa serve?
A garantire la veloce restituzione degli animali smarriti ai legittimi proprietari. A conoscere la consistenza e la distribuzione della popolazione canina.

Come funziona?
L’animale viene identificato con un “microchip”, che viene applicato dal Medico Veterinario per via sottocutanea sul lato sinistro del collo, in modo rapido, innocuo e indolore.
Il microchip è contenuto in una capsula di pochi millimetri e contiene un numero di identificazione univoco, che viene rilevato mediante uno strumento denominato “lettore”.
Dopo aver applicato il microchip il Medico Veterinario registra nell’anagrafe degli animali d’affezione il numero del microchip, i dati segnaletici dell’animale e i dati relativi al proprietario. Al proprietario viene consegnato un certificato di iscrizione, completo dei dati registrati.

È obbligatorio iscrivere gli animali d’affezione all’anagrafe?
L’iscrizione all’anagrafe dei cani, oltre che essere utile per il proprietario, è un obbligo di legge. Il proprietario o il detentore, compreso il commerciante e l’allevatore, deve provvedere all’iscrizione del proprio cane in anagrafe entro trenta giorni dalla nascita o entro quindici giorni dal momento in cui ne entra in possesso e comunque prima della sua cessione a qualunque titolo (art. 109 della legge regionale 33/2009). Chi non l’avesse ancora fatto, deve provvedere al più presto.
Per gli altri animali d’affezione l’iscrizione è obbligatoria solo in caso di espatrio.

Il mio cane è tatuato: devo comunque provvedere a identificarlo con il “microchip”?
Se il tatuaggio è stato applicato anteriormente al 1° gennaio 2004 ed è ben leggibile, il cane viene considerato correttamente identificato e non è obbligatorio applicare il “microchip”.

Cosa devo fare per iscrivere il mio cane già tatuato in anagrafe?
Il proprietario deve recarsi con il cane o con un certificato di un veterinario che attesti la lettura del tatuaggio, presso:
• il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL (via Capergnanica a CREMA), oppure
• un Medico Veterinario libero professionista accreditato;
munito di documento di identità e codice fiscale ed eventuali documenti che comprovino la proprietà dell’animale, per l’iscrizione del cane all’anagrafe degli animali d’affezione regionale.

Cosa devo fare per identificare il mio animale?
Il proprietario, con documento di identità e codice fiscale, deve rivolgersi esclusivamente a:
• il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL, oppure a
• un Medico Veterinario libero professionista accreditato, i cui nominativi sono reperibili presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’Asl di CREMONA/ CREMA.
Il Medico Veterinario provvede contestualmente :
1. all’inoculazione del microchip;
2. all’iscrizione dell’animale nell’anagrafe degli animali d’affezione regionale.
A seguito di identificazione il Veterinario rilascia al padrone il certificato d’iscrizione all’Anagrafe.

Devo comunicare eventuali variazioni?
Sì, è obbligatorio recarsi al Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL o presso un Medico Veterinario libero professionista accreditato o presso il proprio l’Ufficio Diritti Animali del Comune di residenza per segnalare, entro quindici giorni:
• variazione di proprietà;
• cambio di residenza;
• decesso dell’animale.

Ho comprato – ho ceduto il mio cane da un proprietario che abita in un’altra Regione o stato estero cosa devo fare?
Devi presentarti presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL, oppure da un Medico Veterinario libero professionista accreditato, con un documento che certifichi il passaggio di proprietà (ne trovi una copia da compilare sul sito udagerundo.it nella sezione MODULISTICA) e con fotocopia del documento d’identità e del codice fiscale del vecchio e del nuovo proprietario. Se il cane proviene da uno stato estero deve essere dotato di passaporto.

Cosa devo fare se ho smarrito il mio animale o me lo hanno rubato?
La scomparsa del proprio animale deve essere denunciata al più presto e comunque entro sette giorni al Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL o alla Polizia Locale del
comune dove si è verificato l’evento. Ideale è rivolgersi all’Ufficio Diritti Animali che
svolgerà ogni pratica per te. info@udagerundo.it oppure 3463142641
Devo recarmi all’estero con il mio animale, come faccio ad ottenere il passaporto ed in
quali paesi è obbligatorio ?
Il proprietario deve presentarsi per tempo presso Dipartimento di Prevenzione Veterinario
dell’ASL con un certificato d’iscrizione all’anagrafe ed il certificato di vaccinazione anti
rabbica in corso di validità e richiedere l’emissione del passaporto.
E utile comunque accertarsi presso il consolato dello stato in cui ci si reca per verificare
ulteriori disposizioni sanitarie in vigore.
In caso di smarrimento del passaporto è necessario sporgere denuncia ai Carabinieri e
successivamente sarà possibile richiederne il duplicato. Il passaporto non ha scadenza ma
per potersi recare all’estero bisogna che la vaccinazione anti rabbica sia in corso di validità
e sia stata riportata sul passaporto dal Veterinario che l’ha eseguita.
Mi sono separato/a come faccio ad acquisire il possesso dell’animale ?
Deve presentarsi presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL oppure preso
un Medico Veterinario libero professionista accreditato, con un documento che certifichi la
volontà di entrambi e con fotocopia del documento d’identità e codice fiscale del vecchio e del nuovo proprietario.

Mia figlia/o minorenne può essere proprietaria di un cane/gatto/a?
No, un animale può essere di proprietà e in detenzione esclusivamente di persone maggiorenni

Il mio animale ha morsicato una persona cosa devo fare?
Deve recarsi al Dipartimento di Prevenzione Veterinario o Medico dell’ASL per segnalare l’accaduto. Se la persona morsicata si reca al Pronto Soccorso o dal Medico curante, saranno i medici stessi a trasmettere tale comunicazione per l’osservazione dell’animale.

Il mio animale è stato morsicato da un altro animale cosa devo fare?
Recarmi presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL o dal Veterinario di fiducia con il mio animale; sarà lo stesso Veterinario a comunicare all’ASL quanto accaduto per l’osservazione dell’animale.

Ho trovato un animale d’affezione cosa devo fare?
Segnalare il ritrovamento alla Polizia Locale o al Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL. Se è sera, chiamare 3463142641 per ritrovamenti nei comuni di Pandino, Rivolta o Agnadello.

Ho perso un animale d’affezione cosa devo fare?
Vieni all’Ufficio Diritti Animali Gerundo.

Quanto costa microchippare/registrare ?
Le tariffe sono pubblicate presso i il Dipartimenti di Prevenzione Veterinaria delle ASL e presso gli studi dei Medici Veterinari liberi professionisti accreditati all’accesso alla Banca Dati degli Animali d’Affezione. La tariffa in vigore presso le ASL è di circa 15 euro.

Quali sanzioni sono previste se non iscrivo il mio cane all’anagrafe?
In caso di mancata iscrizione del proprio cane in anagrafe, o di omessa segnalazione di variazione dei dati registrati è prevista una sanzione amministrativa da 25 a 150 euro, fatte salve le ipotesi di responsabilità penale.
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Se vuoi accedere all’anagrafe canina, clicca www.anagrafecaninalombardia.it:
troverai sul sito anche gli indirizzi dei Dipartimenti di Prevenzione Veterinari delle ASL.

VOMITO nel gatto: quando preoccuparsi?

Lo sapete tutti. I gatti vomitano tantissimo. Io ho scoperto che il gatto può vomitare anche fino a 3 volte al mese, senza per questo soffrire di alcuna patologia. I boli di pelo, la voracità nel mangiare e la caccia in giardino possono essere solo alcune tra le situazioni che possono indurre la comparsa del vomito nel nostro amico felino.

Ma non solo, c’è da fare una differenza tra vomito e rigurgito.

Nel caso del vomito, questo è sempre preceduto dai classici “conati”: il gatto contrae ritmicamente la pancia ed aumenta la salivazione. L’aspetto del materiale espulso dallo stomaco può avere una consistenza particolare, poiché il cibo è già stato parzialmente digerito. In sostanza, tutto ciò che il gatto ha mangiato verrà espulso con un aspetto diverso.

Nel caso del rigurgito, invece, mancano i segnali che anticipano l’espulsione del cibo. Quindi il gatto non avrà conati, ma si limiterà ad allungare la testa in avanti, riversando all’esterno tutto ciò che ha ingerito da poco. Il rigurgito si manifesta soprattutto con l’espulsione del cibo o altro materiale contenuto nell’esofago, il canale che collega lo stomaco con la bocca. Considerando che il gatto molto spesso non mastica il cibo, questo verrà espulso nella forma originaria, quasi sempre con una tipica forma “a salsicciotto”.

Che si tratti di vomito o rigurgito, alcune situazioni possono favorire l’espulsione del cibo contenuto nello stomaco o nell’esofago. In particolare, non dobbiamo allarmaci se:

  • Il cibo viene ingerito troppo in fretta e con avidità;
  • Il gatto ha bevuto troppa acqua;
  • Ci sono boli di pelo nel vomito;
  • Il gatto ha giocato in maniera frenetica subito dopo aver mangiato;
  • Il cibo ingerito era avariato;
  • Il gatto ha mangiato l’erba gatta o altre piante non tossiche;
  • Abbiamo sostituito improvvisamente il tipo di mangime;
  • Il gattino ha appena iniziato lo svezzamento.

In caso di episodi isolati, che si verificano in una di queste circostanze, il gatto generalmente torna subito attivo dopo aver vomitato e può tornare a chiedere del cibo già dopo pochi minuti. In caso contrario consultate subito il vostro veterinario.

Quando invece dobbiamo preoccuparci?
Il vomito potrebbe rappresentare il campanello d’allarme per problemi più gravi qualora il gatto manifestasse altri sintomi, tra cui:

  • gatto triste con vomito
  • Vomito frequente, almeno una volta al giorno;
    Diarrea persistente;
  • Febbre;
  • Apatia;
  • Debolezza;
  • Letargia;
  • Dimagrimento;
  • Inappetenza;
  • Dolore addominale;
  • Il gatto beve tanto e spesso;
  • Vomito di colore rossastro o verdastro;
  • Vomito con odore “fecale”;
  • Presenza di parassiti nel vomito.

Correte dal veterinario, potrebbe avere

  • Corpi estranei nello stomaco o nell’intestino;
  • Boli di pelo che impediscono il passaggio del cibo;
  • Stitichezza;
  • Intolleranze e allergie alimentari;
  • Gastrite;
  • Gastroenteriti batteriche o virali;
  • Ostruzioni intestinali;
  • Presenza di parassiti nell’intestino, simili a chicchi di riso o stretti ed allungati;
  • Infiammazioni del pancreas o del fegato;
  • Diabete;
  • Insufficienza renale;
  • Infezioni respiratorie;
  • Intossicazione o avvelenamento;
  • Tumori dello stomaco o dell’intestino;
  • Disturbi neurologici;
  • Presenza di fecalomi, masse compatte di feci dure nell’intestino.

PORTATELO DAL VETERINARIO SUBITO: Uno dei rischi principali legati al vomito persistente, infatti, è quello della disidratazione.

La perdita eccessiva di liquidi, soprattutto se il vomito è associato a diarrea, può mettere a rischio la salute del gatto. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, il veterinario provvederà subito a reidratare il vostro gatto tramite una flebo, per reintegrare i liquidi persi.

Una volta individuata la causa, sarà più semplice sottoporre il paziente a quattro zampe ad una terapia mirata e specifica.

Se il vomito non è frequente, provate a cambiare l’alimentazione. Potreste scegliere un alimento più digeribile, ad esempio a base di pollo o tacchino, oppure uno monoproteico, per verificare la presenza di intolleranze o allergie alimentari. Il veterinario saprà comunque consigliarvi al meglio;

Obbligate il gatto a mangiare più lentamente. Provate a somministrargli voi stessi la pappa, aspettando qualche secondo tra un boccone e l’altro. Per rendere più piacevole questa operazione, provate con i giochi di intelligenza. Si inseriscono i croccantini nel supporto semichiuso, obbligando il gatto a faticare per riuscire ad aprirlo;

Sollevate la ciotola su un piano rialzato. In commercio sono disponibili dei supporti per le ciotole dell’acqua e del cibo ad altezza di felino. La posizione della testa verso il basso durante la pappa potrebbe indurre delle difficoltà nella discesa del cibo lungo l’esofago;

Non fate mangiare più gatti insieme. Se avete più di un gatto, dategli da mangiare in momenti diversi oppure in luoghi della casa abbastanza distanti. Spesso i gatti più ansiosi possono ingerire il cibo voracemente per impedire che gli altri gatti glielo possano sottrarre.

IL REGOLAMENTO REGIONALE CHE SARA’ SPERIAMO VOTATO A BREVE…

La catena per i cani in Lombardia non è ANCORA  vietata. Il nuovo regolamento per la tutela degli animali e per la prevenzione del randagismo deve ancora essere votato dal Consiglio Regionale, ma per ora ha superato il vaglio della Commissione Sanità.

Il regolamento propone, tra le altre cose:

  • divieto di catena,  salvo che per ragioni sanitarie o di sicurezza, che deve comunque avere carattere temporaneo, documentabili e certificate dal veterinario.
  • fornire all’animale un ricovero adeguato, cibo e acqua in quantità sufficiente e un’adeguata attività motoria.
  • per gli animali in addestramento, viene previsto il divieto di sottoporli ad attività che possono risultare dannose per la loro salute.
  • i rifugi dovranno essere aperti al pubblico per almeno 4 giorni alla settimana compresi il sabato e la domenica per un minimo di quattro ore al giorno, con l’obiettivo di favorire la ricollocazione degli animali presso nuovi proprietari.
  • possibilità di accesso di cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite dalle strutture sanitarie e sociosanitarie.
  • è VIETATO usare animali come premio o regalo per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività.
  • La scomparsa di un cane o di un gatto deve essere denunciata dal proprietario, possessore o detentore entro due giorni al dipartimento di prevenzione veterinario o alla polizia locale territorialmente competenti. L’organo che riceve la denuncia di scomparsa deve registrarla nell’anagrafe canina e felina.
  • Chiunque ritrovi un cane vagante o un gatto vagante in stato di evidente abbandono, bisognoso di cure e non identificabile come gatto di proprietà, è tenuto a darne pronta comunicazione al dipartimento di prevenzione veterinario di un’ATS, anche diversa da quella in cui è avvenuto il ritrovamento o alla polizia locale del comune in cui è avvenuto il ritrovamento stesso, consegnandolo al più presto al canile sanitario o fornendo le indicazioni necessarie al suo ritiro.
  • La notifica del ritrovamento del cane o del gatto al proprietario, possessore o detentore comporta l’obbligo del ritiro entro cinque giorni e del pagamento dei costi sostenuti per la cattura, le eventuali cure ed il mantenimento.
  • I gatti che vivono in stato di libertà sono protetti ed è vietato maltrattarli o allontanarli dal loro habitat. Se il comune, d’intesa con l’ATS competente, accerta che l’allontanamento si rende inevitabile per la loro tutela o per gravi motivazioni sanitarie, individua altra idonea collocazione, nel rispetto delle norme igieniche. S’intende per habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di territorio nel quale viva stabilmente una colonia felina,. Nel caso la porzione di territorio sia privata e il proprietario deceduto, gli eredi del territorio subentrano al proprietario deceduto come responsabili dei felini in accordo con il Comune di pertinenza.

MOLTO INTERESSANTE QUESTO PUNTO:

Con l’entrata in vigore della presente legge è istituito il Villaggio dei randagi, luogo in cui i cani possano vivere in libertà e ove sia rispettato il loro bisogno etologico. Il Villaggio dei randagi è una struttura pubblica dove gli animali vengono ricoverati in attesa di adozione. Gli animali sono ricoverati in libertà senza gabbie di cemento o metallo e possono usufruire di casette e strutture ecologiche in legno coibentate in ampi spazi verdi. l Villaggio dei randagi è situato in un’area territoriale abbastanza vasta da permettere la suddivisione in zone atte a contenere un piccolo numero di cani, lasciati sempre liberi al loro interno. Le zone dovranno essere dotate di casette accessibili agli animali 24 ore e al giorno e protette da tettoie. Compito dei comuni sarà quello di mettere a disposizione un’area verde piantumata di almeno 5.000 mq servita da acqua, luce e gas che potrà essere anche a valenza intercomunale, convenzionandosi con enti pubblici, associazioni e cooperative sociali per la gestione dei Villaggi. La superficie di 5000 mq potrà essere utilizzabile per ospitare al massimo 30 cani, il numero di cani ospitabili aumenterà proporzionalmente al numero di mq messi a disposizione. Deve essere garantito uno spazio di 100 mq per ogni cane.

Il Villaggio dei randagi è dotato di una struttura eco compatibile, volta ad ospitare i cani malati ed è dotato di un ambulatorio attrezzato per il primo soccorso.

I Villaggi dei randagi offriranno: − pensione per cani abbandonati e di persone in difficoltà − servizi di pensione anche ad ore per lavoratori a prezzi convenzionati − educatore cinofilo − spazi per riabilitazione di soggetti fragili e diversamente abili − visite didattiche guidate 7. Il Villaggio dei randagi può essere gestito da uno staff di animalisti e volontari di comprovata competenza attestata da patentino cinofilo o da un certificato di partecipazione ad un corso base per operatore cinofilo della durata di almeno 100 ore.

Si deve inoltre prevedere la presenza di:

a) almeno un educatore cinofilo;

b) almeno un istruttore

c) almeno un veterinario reperibile 24 ore su 24.

Gatti che mangiano troppo

Il vostro gatto – come fa uno dei miei – miagola in continuazione fino a che non gli date da mangiare?

Perché?

Per noia: troppo spesso i nostri gatti a casa si annoiano. Anche quando siamo in casa, non abbiamo tempo da dedicare loro, torniamo dal lavoro e siamo stanchi e non gli prestiamo le dovute attenzioni. Ecco che il micio allora cerca di ottenerle nell’unico modo che conosce: miagola, noi scambiamo questa richiesta di attenzioni per richiesta di cibo, anche perché ci mettiamo di meno ad aprire il frigo piuttosto che a metterci a giocare con lui. E gli diamo da mangiare. Il micio in questo modo impara che per ottenere attenzioni, deve miagolare e noi apriamo la dispensa per lui. In fin dei conti gli abbiamo dato attenzioni

Per una dieta errata: se stiamo dando un’alimentazione sbagliata al gatto, magari una dieta commerciale non di ottima qualità, ecco che il gatto potrebbe manifestare un aumento dell’appetito per compensare il fatto che o non gli stiamo dando abbastanza cibo o gli stiamo dando quello sbagliato per lui

Ha il diabete mellito: nelle prime fasi del diabete mellito, il gatto mostra un aumento dell’appetito, della sete e dell’urinazione (polifagia, polidipsia e poliuria). Se il problema viene trascurato, ecco che il diabete evolve in direzione della cheto acidosi diabetica, con perdita di appetito, vomito e dimagramento

Per ipertiroidismo (la mia gatta ad esempio è ipertiroidea): i gatti che soffrono di ipertiroidismo manifestano come sintomi la polifagia, ovvero l’aumento dell’appetito. In contemporanea dimagriscono e diventano più nervosi e aggressivi

Per parassitosi intestinali: gatti che soffrono soprattutto di tenia, ma anche di ascaridi, mostrano un aumento dell’appetito. Questo perché parte di quello che mangiano viene assorbita dal parassita al posto che dal loro organismo
forme infiltrative intestinali: sia in caso di enteriti linfoplasmacellulari che di linfomi intestinali, spesso si nota un aumento dell’appetito del gatto con concomitante diarrea. Il fatto di andare in diarrea e di non riuscire ad assorbire correttamente i nutrienti fa sì che il gatto aumenti in maniera smodata il suo appetito.

Ha l’acromegalia: provocata da un tumore all’ipofisi.

E’ affetto da iperadrenocorticismo (sindrome di Cushing). Generalmente, esso è anche associato ad un aumento del senso di sete e delle minzioni.

QUINDI?

Facile, fate come ho fatto io, andate dal veterinario!!

– Si consiglia di prestare attenzione ai seguenti segni:

  • Aumento dell’appetito associato all’aumento o alla perdita di peso. L’aumento di peso si verifica in caso di polifagia psicologica o comportamentale. La perdita di peso può verificarsi in caso di scarso assorbimento intestinale o di tumori insulino secernenti. Sia l’aumento che la perdita di peso possono essere associati a diabete e iperadrenocorticismo.
  • Nel caso di un cambiamento nel comportamento, il gatto può sviluppare una fissazione per il cibo.
  • Notare se vi è un cambiamento nella conformazione corporea. E’ possibile notare depositi adiposi ridistribuiti in tutto il corpo del gatto, un addome sporgente e atrofia muscolare.
  • Se ha vomito. In questi casi, il gatto tende ad ingerire il cibo in modo talmente rapido da vomitarlo subito dopo aver mangiato.

Pulci, zecche, filaria e Leishmania

ECTOPARASSITI: PULCI E ZECCHE

CHI COLPISCONO: Possono interessare sia i cani che i gatti.

COME PREVENIRLE: Il modo migliore per prevenire l’infestazione da questi parassiti è sicuramente una corretta profilassi tramite prodotti spot-on (pipette), collari specifici o pastiglie/tavolette che, applicati o somministrati correttamente per tutto il periodo primaverile-estivo, garantiscono un’efficace prevenzione. Chiedete al vostro veterinario consiglio sul prodotto migliore per il vostro animale.

COME TOGLIERLE: nel caso delle pulci l’unico modo è l’utilizzo di prodotti spot-on o collari; per le zecche, invece, è possibile eseguire la rimozione anche in modo manuale utilizzando un liquido viscoso (sapone, vaselina, olio da cucina) per «soffocare» la zecca che poi verrà estratta con movimenti rotatori («svitandola»).

ZANZARE: FILARIOSI

CHI COLPISCE: Può interessare sia i cani che i gatti.

COME PREVENIRLE: esistono, in commercio, diverse prodotti che permettono una corretta profilassi nei confronti di questo parassita.

E’ fondamentale ricordarsi di effettuare una corretta profilassi tutti gli anni e per un periodo adeguato alla presenza delle zanzare: normalmente si consiglia da Aprile a Novembre/Dicembre.

E’ importante anche, ogni due anni, ricordarsi di effettuare un test del sangue per confermare l’assenza della patologia nei nostri amici cani, prima di iniziare un nuovo ciclo di profilassi preventiva.

Vi sono diverse soluzioni per effettuare una corretta profilassi: tavolette, compresse, punture.. chiedete consiglio al vostro veterinario, che saprà sempre indicarvi la soluzione più adatta alle vostre esigenze e, soprattutto, a quelle del vostro amico.

FLEBOTOMI: LEISHMANIOSI

CHI COLPISCE: interessa esclusivamente i cani.

COME PREVENIRLE: in questo caso invece la prevenzione è, attualmente, una delle poche armi realmente efficaci per prevenire l’insorgere di questa patologia; purtroppo non esiste, attualmente, una terapia capace di debellare la patologia una volta contratta, ma ci è possibile soltanto tenere sotto controllo i sintomi, capite anche voi, perciò, l’importanza di effettuare una corretta profilassi eseguita costantemente.

Il modo migliore rimane, attualmente, quello di utilizzare collari o soluzioni spot-on ad effetto repellente, presenti in commercio e registrate appositamente nei confronti della leishmania; vi è la possibilità, inoltre, di effettuare una vaccinazione, consigliata in zone altamente endemiche.

da MYPETCLINIC

L’assessore Regione Lombardia: qui non abbatteremo lupi

In Regione Lombardia non sarà abbattuto nessun lupo. Ad assicurarlo è l’assessore regionale all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Claudia Terzi, in una nota. “Da un lato – spiega – perché sono le Regioni a chiedere le deroghe al Ministero e io non ho intenzione di chiederne nessuna, dall’altro perché, nella nostra regione, i capi sono pochi, non stanziali e ad oggi non si riscontrano particolari problemi legati alla loro presenza”.

Con il Piano Lupo, ad ogni modo, “non si autorizza affatto l’abbattimento dei lupi in maniera indiscriminata. Ogni regione potrà chiedere o meno la deroga secondo quanto prescritto dalla direttiva Ue che già norma la questione. Noi, in Lombardia, da sempre sosteniamo il ritorno del lupo, anche con progetti europei”.