IL CANE E LA LEGGE

CAP 1, DOVERE DI CUSTODIA – > Il proprietario o detentore di un animale è tenuto a adottare tutte le cautele necessarie a prevedere le reazioni dell’animale. Ciò vale anche per il dogsitter. Si chiama responsabilità civile ed è prevista dall’art 2052 del Codice Civile. Essa esclude però la responsabilità in situazioni di caso fortuito.

 

Caso fortuito è l’avvenimento imprevedibile ed eccezionale che si inserisce d’improvviso nell’azione del soggetto. L’esempio tipico è quello di un automobilista che viaggia a moderata velocità mentre un passante, volendo suicidarsi, gli si getta all’improvviso sotto alle ruote. Talvolta la giurisprudenza fa rientrare nel caso fortuito il fenomeno del malore che coglie il conducente alla guida, dovendosi ritenere tale però solo il malore improvviso, di cui non c’erano avvisaglie prima dell’inizio del viaggio.

L’ORDINANZA 3 marzo 2009 del Ministero della Salute prescrive: Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo.

Ecco un elenco dei danni o disturbi che possono essere causati da animali come previsti dalla Legge:

Art. 638 UCCISIONE O DANNEGGIAMENTO DI ANIMALI ALTRUI
1. Chiunque senza necessità uccide o rende inservibili o comunque deteriora animali che appartengono ad altri è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309.
2. La pena è della reclusione da sei mesi a quattro anni, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.
2. Non è punibile chi commette il fatto sopra volatili sorpresi nei fondi da lui posseduti e nel momento in cui gli recano danno.

Art. 659 DISTURBO DELLE OCCUPAZIONI O DEL RIPOSO DELLE PERSONE
1. Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.
2. Si applica l’ammenda da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’autorità.

Art. 672 OMESSA CUSTODIA E MALGOVERNO DI ANIMALI
Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da lire euro 25 a euro 258. 
(1)
Alla stessa pena soggiace:
1) chi, in luoghi aperti, abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa, o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o conduce in modo da esporre a pericolo l’incolumità pubblica, ovvero li affida a persona inesperta;
2) chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone.

CAP 2: OMESSA CUSTODIA – > Il dog sitter può incorrere nel reato di omessa custodia; si tratta di un illecito amministrativo come da Codice Penale art 672 (omessa custodia e malgoverno animali). Di norma l’omessa custodia è collegata al reato previsto dalll’art 590, lesioni personali colpose. Infatti se il cane che è in vostra custodia aggredisce una persona / animale la responsabilità è vostra, perché sarà vostro dovere tutelare l’incolumità pubblica dal rischio di aggressioni da parte di cani

Le fattispecie punite sono tre, ovvero:

lasciar libero l’animale ritenuto pericoloso,

custodire senza adottare la dovuta cautela,

affidare un animale pericoloso a persona inesperta. 

Il proprietario non è esonerato da responsabilità neppure nell’ipotesi di assenza temporanea. L’obbligo di diligente custodia sorge ogni qual volta si instauri, nei confronti dell’animale pericoloso, un rapporto di possesso o di semplice detenzione, possesso che deve essere inteso anche come mera detenzione anche solo materiale e di fatto senza che sussista una relazione di proprietà in senso propriamente civilistico. Il reato è di tipo istantaneo ad effetti permanenti, che cessano con la rimozione della situazione di pericolo per la pubblica incolumità. L’elemento soggettivo richiesto è anche la sola colpa, avendo ammesso la giurisprudenza che non è sufficiente tenere l’animale in un luogo recintato, ma è anche doveroso fare in modo che lo stesso non possa uscire dalla recinzione e costituire un pericolo per le persone.

Si riporta l’assunto di derivazione giurisprudenziale teso ad ammettere che “In tema di omessa custodia di animali, l’obbligo di custodia sorge ogni qualvolta sussista una relazione anche di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, in quanto l’art. 672 c.p. collega il dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso, da intendere come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria un rapporto di proprietà in senso civilistico” (Sez. 4, n. 34813 del 02/07/2010, Rv. 248090)” (Cassazione penale, sez. IV, n. 12690/2016). Ancora, per completezza espositiva, si riporta l’orientamento della Suprema Corte con il quale questa ha riconosciuto che sussiste responsabilità del padrone di un cane per le lesioni riportate alla persona offesa la mancata adozione di accorgimenti minimi, non rilevando a nulla che in occasione delle visite della polizia locale lo stesso non si fosse mostrato aggressivo, soprattutto in ragione del fatto che un animale come il pastore maremmano, stante la sua taglia, deve essere adeguatamente custodito o, comunque, reso inoffensivo mediate museruola (Cassazione penale sez. IV n. 36461/2014).

L’evoluzione giurisprudenziale in materia (e in particolare della Corte di Cassazione) ha esteso la responsabilità penale dell’omessa custodia di animali anche ai familiari del proprietario presenti al momento del fatto, evidenziando che l’obbligo di risarcimento dei danni procurati da un animale domestico incombe su tutti i componenti del nucleo familiare presenti in quel momento e non solo sul proprietario dell’animale, in quanto tutti i componenti del nucleo nel quale vive l’animale hanno con lo stesso una relazione di possesso che li obbliga a non lasciarlo libero e a custodirlo con le debite cautele (Cassazione penale, sez. IV, 03/02/2011, n. 8875).

L’Art. 638 del CP considera l’uccisione o il ferimento dell’animale altrui come reati contro il patrimonio. Non si tratta di un reato perseguibile d’ufficio: il proprietario dell’animale ucciso o danneggiato, entro 3 mesi dal giorno in cui è venuto a conoscenza del fatto DEVE chiedere al giudice pretore di perseguire la persona o le persone colpevoli del reato. Non servono indagini per stabilire se l’animale è stato maltrattato, o se ha sofferto: basta accertare la sua morte o il suo danneggiamento fisico. Quindi senza denuncia (o se la denuncia è ritirata) non succede nulla e il giudice non può proseguire la sua azione penale. La pena può consistere nella reclusione, oppure in una multa e non prevede oblazione. Il responsabile dei reati descritti dall’Art. 638 potrebbe essere condannato senza che tale condanna risulti nel casellario (salvandogli quindi la reputazione).

Al fine di evitare il rischio di lesioni, attenetevi sempre a quanto disposto dall’ordinanza, emanata dal Ministero della salute, entrata in vigore il 23 marzo 2009. 

Ecco di seguito i punti principali del provvedimento.

  1. Responsabilità civile e penale dei proprietari, in caso di danni o lesioni a persone, animali o cose.
  2. Si cancella la black list, cioè la lista delle razze pericolose, introdotta dall’ordinanza numero 10 del 13 gennaio 2007, in quanto non è possibile stabilire l’aggressività di un cane in base alla sua razza o incrocio. Ovvero, il pitbull non è più razza pericolosa. Ma il pincher del signor Tal dei Tali può essere per l’ATS un cane pericoloso in quanto morsicatore. Per questo sono previsti percorsi di formazione per i proprietari (obbligatori per i proprietari di cani morsicatori), con regolare rilascio di un patentino, per favorire la formazione e l’acquisizione di adeguate cognizioni sulla corretta detenzione di un cane. La formazione va organizzata dai Comuni, in collaborazione con i Servizi Veterinari delle ATS.
  3. Obbligo di applicare il guinzaglio in ogni luogo; esso deve avere una lunghezza massima di 1 metro e mezzo nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico. Attenzione, si ritiene vagante un cane trovato libero sulla pubblica strada anche se a solo UN metro dall’abitazione del proprietario (Cass. 14 novembre 1961).
  4. Il proprietario di qualsiasi tipo di cane, anche di un cane toy, deve avere sempre con sé anche la museruola, da applicare in caso di potenziale pericolo. Infatti, secondo l’art. 83 del D.P.R. 320/1954, “Regolamento di polizia veterinaria”: nelle vie e in qualunque altro luogo aperto al pubblico, i cani quando non siano condotti a guinzaglio, debbono portare la museruola che corrisponda ai requisiti prescritti dai regolamenti locali di igiene (eccetto quanto di norma disposto per cani da guardia, da pastore  da caccia, per persone non vedenti).
  5. Obbligo della raccolta di feci in ambito urbano da parte dei proprietari, tenuti a possedere gli strumenti idonei all’operazione.
  6. affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
  7. Divieto di addestramento inteso ad esaltarne la naturale aggressivitào potenziale pericolosità.
  8. Divieto di qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività, oltre che di sottoposizione di cani a doping.
  9. Divieto di interventi chirurgici finalizzati a scopi non curativi, in particolare il taglio della coda, delle orecchie e delle corde vocali. Nessun veterinario può più tagliare le orecchie a un cane, sia esso un dobermann, un pitbull o un pastore tedesco.
  10. Obbligo di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati da proprio cane contro terzi.  essere protetti da un’assicurazione ci toglie almeno il peso dell’onere economico che dovremmo sostenere in caso di incidenti, come ad esempio l’investimento da parte di un’automobile che può provocare conseguenze gravi tanto per l’animale quanto per l’automobilista.

 

NOTA 1 : ASSICURAZIONE – > L’assicurazione per il proprio cane è una responsabile presa di coscienza, una tutela per noi stessi e per il nostro animale domestico, otre che un comportamento civile. Inoltre, per alcune razze, stipulare una polizza assicurativa è obbligatorio per legge. Ci sono diverse forme di tutela, la più comune è inclusa nella polizza del capo famiglia. Questo è un prodotto assicurativo molto diffuso, sebbene sia parecchio generico, ben adattabile alla custodia del cane. In genere, queste tipologie connesse alla custodia dei cani, hanno massimali di copertura bassi, proprio perchè si basano sull’idea di base che lo scopo principale sia quello di tutelare la famiglia e la casa.
Col passare del tempo, anche a causa della necessità di polizze specifiche per cani, come disposto per legge, alcune aziende assicurative hanno ideato prodotti ad hoc, semplici e dai costi contenuti.

Ad esempio esistono prodotti assicurativi multirischio riferiti alla casa, oppure polizze che coprono la responsabilità di danni a terzi (R.C.T: responsabilità civile a terzi). Oltre agli incidenti, altre polizze sono pensate per aiutarci economicamente anche in svariate occasioni, come negli interventi chirurgici, o ancora nella riabilitazione del nostro cane.

La polizza del cane tutela in conseguenza di danni per morte, per lesioni personali, per rotture di cose, per danni inerenti la proprietà e il possesso di cani, compresa la responsabilità delle persone che si occupano temporaneamente di custodire i vostri animali. La copertura assicurativa ha 750.000 euro di massimale.

In genere, il prezzo delle assicurazioni per i cani è correlato alla loro età, razza e pericolosità, per i differenti tipi di rischi che si corrono.

NOTA 2 : UN ELENCO DI OFFERTE DA CONSULTARE

– INA ASSITALIA

Offre due polizze specifiche per i cani: “Qua la zampa” e di “Amico Fedele”. La prima è una polizza contro gli infortuni dei nostri animali domestici, di età fra i 6 mesi e 10 anni, che copre le spese di interventi chirurgici – sia per malattie sia per infortuni – alloggi in pensione causa ricovero del proprio padrone, inumazione per decesso dell’animale per infortunio e le spese veterinarie sempre derivanti da incidenti. Obblighi per stipulare la polizza sono la buona salute dell’animale e la massima cura che deve ricevere dal padrone.“Amico fedele” è progettata per assicurare il cane in caso di morte, per responsabilità civile e anche per le spese veterinarie.

– RAS

Anche la RAS offre una polizza assicurativa ad hoc per il nostro migliore amico, che si chiama “Operazione Cane&Gatto”, che ci supporta in caso sia di danni a terzi causati dai nostri animali, sia per quanto concerne il rimborso di spese veterinarie. La Ras mette a disposizione dei clienti un numero verde, attivo 24 ore al giorno, per avere una consulenza veterinaria immediata, e per altre informazioni del mondo animale. Tra i principali vantaggi vi segnalo il rimborso, in caso di infortunio notturno (dalle 21.00 alle 7:30) delle spese di trasporto fino allo studio zooiatrico e successiva visita, fino a 120 euro, o anche dell’assistenza gratuita nei paesi dell’EU. Anche questa polizza può essere estesa, oltre all’assicurato, alle altre persone che accudiscono l’animale.

– LLOYD ITALICO

L’assicurazione per cane di Lloyd Italico si chiama “quattrozampe” ed offre una delle offerte più complete sul mercato. Adatto alle più svariate esigenze, a costi variabili. Copre da imprevisti come spese per furto o smarrimento del nostro animale, le spese veterinarie causate da infortunio o malattia. Spese di pensione se il padrone è costretto al ricovero, vitto e alloggio per il cane in caso di morte del padrone. Ancora: ci protegge dai danni per Responsabilità civile, offre una tutela giudiziaria e dispone di un’assistenza on-line e tramite numero verde, sia per consulti veterinari, sia per informazioni inerenti ai bisogni del nostro fido.

– SAI

Sul sito web della SAI, nella sezione per l’assicurazione al cane, è possibile scegliere una formula semplice e chiara: al costo di 26,00 euro per cane si è protetti tutto l’anno contro gli incidenti che possono vederlo responsabile. La polizza è estendibile, senza spese aggiuntive, anche a chi ha la tutela del cane temporaneamente. Anche questa copertura assicurativa ha un massimale di 750000 euro.

– POSTE ITALIANE

Ha pensato ad una polizza più adatta a tutelarsi dal rischio di incidenti causati dai cani, in particolare quelli considerati “aggressivi”. Questa polizza non copre solo i danni causati dal nostro animale ma anche quelli eventualmente causati da noi padroni. Costa 4,33 euro al mese e il tetto massimo di copertura assicurativa è di 500.000 euro. E’ possibile richiedere informazioni presso qualsiasi ufficio postale d’Italia.

-BROKER ONLINE

Esiste anche una polizza assicurativa stipulabile esclusivamente sul web. Quella della Broker Online, assicurazione via web, con cui proteggere il nostro animale da ogni imprevisto. E’ un’ottima e completa polizza, per tutti i cani fra il sesto mese e l’ottavo anno d’età. Questa formula copre dalle conseguenze di incidenti causati dal nostro fido, dalle spese veterinarie e da quelle delle pensioni per animali. Il prodotto si rivolge anche ai cani cosiddetti pericolosi e la somma assicurata è di 2100 euro, con garanzia riguardo le spese giudiziarie, e massimale di 7800 euro, in conseguenza di incidenti.

HO TROVATO UN CUCCIOLO DI PIPISTRELLO

Giugno e luglio sono i mesi in cui le femmine di pipistrello partoriscono e sono impegnate nell’allevamento dei propri piccoli e può capitare di trovare piccoli a terra in difficoltà.
I cuccioli di pipistrello sono piccoli come una moneta da 10 cent, sono rosa perché privi di pelo oppure lo hanno cortissimo; se il pipistrello è piccolo ma ha il pelo lungo è adulto.

 

UN CUCCIOLO DI PIPISTRELLO TROVATO A TERRA VA SEMPRE AIUTATO
Raccoglietelo e somministrate dell’acqua avendo cura di non mandargliela nel naso o nelle orecchie

Ferito, debilitato, con molti parassiti -> Mettere il piccolo in una scatola
di cartone con buchi piccoli sul coperchio,                                                                         tenere al caldo, inserendo bottiglietta di                                                                             acqua calda coperta con straccio o                                                                                       posizionare la scatola per metà
sopra a boulle di acqua calda e
consegnare il prima possibile al
Centro di Recupero competente.                                                                                                            (Varanzago)

Allestire un rifugio in cui tenerlo: Ampia vaschetta di plastica (no altri
materiali), bottiglia con acqua calda (da sostituire durante la notte) coperta da uno straccio o calzino che non faccia pieghe.
Non somministrare latte vaccino o latte vegetale ma, solo per emergenza, latte di capra intero diluito 1:1, il piccolo deve sempre essere tenuto al caldo, se non digerisce può anche morire.

Se vedete il nido – > Somministrare poca acqua tiepida e posizionare il piccolo                                            immediatamente all’interno del rifugio; è                                                                          opportuno assicurarsi che dopo qualche tempo il
cucciolo non sia di nuovo a terra

I cuccioli di pipistrello sono estremamente delicati, evitate il fai da te e portateli il prima possibile al Centro di Recupero, per maggiori informazioni

Telefono: 3473941266 orario d’ufficio lun-ven e via messaggio su FB: Sportello pipistrelli.

PICCOLI VOLATILI TROVATELLI – MASSIME PER IL RECUPERO

Sono davvero da salvare?
Spesso lasciano il nido prima di saper volare,  i genitori li seguono a distanza e li nutrono a intervalli regolari. Se sospettate che il piccolo sia abbandonato, osservatelo a distanza per almeno un’ora prima di raccoglierlo, e fatelo solo se nel frattempo non si è avvicinato nessun uccello adulto.

Stagioni
I piccoli nascono tutti in primavera – estate, solo piccioni e tortore possono nascere per tutto l’anno. Se chi chiama d’inverno parla di nidiacei, si tratta in realtà di piccoli uccelli adulti tipo regoli.

Merli
Sono i tipici piccoli che non devono essere raccolti perché è normale che siano a terra, in apparenza da soli e ancora incapaci di volare. Controllate che non siano presenti ferite; se sono stati acciuffati anche per un attimo da un gatto devono essere raccolti e curati, le ferite inferte dai gatti si infettano sempre. I piccoli dei merli sono bruni e grossi circa come un pugno, la coda è corta e poco visibile, il becco è solo bordato di giallo. Solo in capo a un anno, alla primavera seguente a quella della nascita, presentano il caratteristico aspetto allungato dei merli, con livrea nera e becco interamente giallo solo nei maschi. I piccoli  degli uccelli a questo stadio si possono toccare, perché la madre è indifferente all’odore umano, e non li abbandona come invece fanno cervi e lepri, perciò li si può spostare in luoghi più freschi o sicuri, lontano da gatti o cani o auto, ma sempre entro un raggio di pochi metri. Devono infatti rimanere nel territorio dei genitori, dove sono sparsi anche i fratelli, tutti in contatto di voce. Altre coppie della stessa specie non li adotterebbero e li considererebbero estranei da scacciare. Se il luogo sembra inadatto e inospitale perché poco verde o disturbato, non importa: i piccoli sono necessariamente nati in quella zona.

Cornacchie
Anch’esse lasciano il nido prima di volare correttamente, sono però molto più grandi, più dei piccioni, nere e grigie, con la bocca rosa. La specie si è abituata alla vita in città solo di recente, i genitori sono molto diffidenti e si avvicinano solo se ci si tiene a debita distanza, a volte però si fanno notare con grida di allarme. I piccoli a volte hanno strane posture, sembrano zoppicare, ma anche qui se non si vede sangue, si può supporre che non  abbiano niente e che debbano essere lasciati in loco.

Rondoni
I piccoli dei rondoni e delle rondini devono essere sempre raccolti perché i genitori non se ne occupano una volta che sono sul terreno. I rondoni sono uccelli molto numerosi in città, tutti scuri con ali lunghissime e becco piccolo e adunco. Le zampe sono molto piccole, il che rende loro impossibile riprendere il volo una volta che sono finiti a terra, anche se sono adulti e sani,  spiccano il volo infatti di norma dall’alto. Quando ci si imbatte in un rondone e non si sa bene cos’abbia, conviene recarsi in un posto aperto e tranquillo e tenerlo in alto sulle mani: questa spinta sarà sufficiente a fargli riprendere il volo se si tratta di un adulto momentaneamente in difficoltà.

Cibo
Gli uccelli di tutte le specie, anche i granivori, mangiano cose proteiche da piccoli, perciò carne trita arricchita di insetti (grilli), pezzetti di carne, omogeneizzato di carne, quest’ultimo è forse il più pratico, con siringa da insulina senz’ago. Il cibo per insettivori dei negozi di animali non sempre va bene, il pane e il latte vanno malissimo! I bocconi o la siringa vanno inseriti in profondità nella gola, come farebbe il genitore con il becco. Mangiano tanto, molto di più di altri animali più grossi, e crescono di continuo, se la crescita si blocca c’è qualcosa che non va. In effetti in due settimane quasi tutte le specie sono pronte per la liberazione. Mangiano spesso, gli implumi ogni pochi minuti, mai comunque nessun piccolo può essere lasciato senza cibo per più di un’ora, tra l’alba e il tramonto, di notte non è necessario. Solo i piccoli dei colombi e delle tortore fanno pasti molto abbondanti (si vede il gozzo pieno come un sacchetto gonfio sotto il collo) ma rari, quattro o cinque al giorno. Vanno imboccati, i piccoli non possono essere nutriti solo lasciando loro davanti il cibo! Quando sono un po’ cresciuti e impiumati si offrono semi (in drogheria miscele per canarini) ai granivori (becco corto e tozzo: passeri, piccioni) e vermetti (negozi di rettili e pesca: camole della farina e del miele, lombrichi solo per i merli) agli insettivori (becco sottile e aguzzo: merli, capinere, cince). Non devono essere liberati e non devono scappare se sanno volare ma non ancora mangiare da soli. Gli insettivori non dovrebbero essere liberati se non sono stati visti predare da soli un vermetto. Rondini e rondoni sono insettivori ma non mangiano mai da soli se non in volo; quando sono pronti per il volo i rondoni sanno nutrirsi per istinto, le rondini e i balestrucci vanno trattenuti per un paio di giorni volanti nella stanza.
Nell’allattamento dei piccoli mammiferi non bisogna usare latte bovino, ma il latte apposito per i cuccioli, per i pipistrelli Esbilac, con integratori minerali e vitaminici.

Temperatura
I piccoli implumi starebbero nel nido sotto la mamma e con i fratellini, vanno perciò tenuti caldi, tendono a raffreddarsi anche in piena estate, soprattutto di notte. Vanno bene la
borsa dell’acqua calda avvolta in un panno (non usate il cotone idrofilo che si impiglia nelle zampette, ostruisce le narici), una lampadina schermata vicino al nido.
Gli adulti feriti o malati vanno tenuti al caldo, ma non eccessivo, sempre lontani dal termosifone, soprattutto per le lunghe degenze e in vista della liberazione, quel che fa loro male infatti non è tanto il freddo ma lo sbalzo di temperatura improvviso tra ambiente interno ed esterno. Gabbie lontane anche dalle correnti d’aria, e non trasportate dentro e fuori. Nella terapia di urgenza, per recuperare adulti gravemente menomati, si usino gli accorgimenti indicati per i piccoli.

Volo
L’apprendimento al volo è istintivo, con lo sviluppo del piumaggio i piccoli uccelli tendono ad esercitarsi, bisogna dare loro agio di farlo, tenendoli in gabbie grandi, voliere, stanze, o almeno in scatoloni o vasche da cui possano uscire solo volando verso l’alto. Se un uccello vola verso l’alto sa volare, se da un mobile scende, sia pure battendo le ali, non si tratta di vero volo. I rondoni non apprendono mai a spiccare il volo da terra, bisogna portarli all’aperto in un prato e sollevarli in alto, se ricadono non c’è problema, non si feriscono e si deve ritentare dopo qualche giorno.

Migrazione
Alcune delle specie che più spesso si soccorrono, specialmente rondini e rondoni, sono migratrici obbligate, cioè lasciano del tutto il nostro Paese nella brutta stagione. Bisogna tenerlo presente per affrettare cure ed allevamento e non protrarli fino ad autunno avanzato.

Liberazione
Non è necessario cercare oasi e parchi naturali, la maggior parte dei nostri pazienti sono uccelli di città che si accontentano dei giardini condominiali, i piccioni preferiscono addirittura gli edifici alle piante. In “campagna” ci sono predatori e cacciatori, meglio liberarli, magari per gradi, così a volte ritornano per qualche tempo per mangiare, dai balconi e terrazzi di casa, dove sono stati allevati, ambiente familiare e sicuro, meglio se su strade non troppo trafficate e a piani non troppo alti.

Legge
Secondo la legge italiana solo i centri recupero autorizzati, più o meno uno per Regione, possono detenere animali selvatici, tutti gli altri, associazioni, privati o veterinari, non possono, anche se lo fanno per curarli. E’ chiaro che un minimo di buon senso vuol che un piccolo che si ha in cura solo per il tempo strettamente necessario all’allevamento non andrà sanzionato da eventuali autorità giuntene a conoscenza, tuttavia sarebbe difficile giustificare la detenzione dello stesso animale una volta cresciuto: motivo di più per liberarli al più presto!

Irrecuperabili
Un uccello inabile al volo non può essere liberato in natura, bisogna sistemarlo in uno spazio protetto senza gatti, giardino, cortile, terrazzo, voliera, da cui non possa scappare camminando o lanciandosi.

Imprinting
Si addomesticano e non possono più essere liberati? Assolutamente no, per istinto recuperano la paura degli essere umani, la giusta diffidenza, solo le cornacchie piccole si affezionano, soprattutto se tenute senza altre della stessa specie.

Trasporto e stabulazione
Gli animali selvatici hanno bisogno di quiete e di calma, per trasportarli non bisogna usare gabbie, perché ciò che vedono li stressa e spaventa, adoperiamo invece scatole di cartone forate per l’aria, all’interno uno straccio o carta morbida a cui aggrapparsi, inutili cibo e acqua, che si versano. Nel luogo dove li teniamo, bisogna vietare l’accesso a cani, gatti, bambini rumorosi, aspirapolvere, musica, devono avere luce naturale per potersi cibare, buio di sera; lo spazio non sempre necessariamente grande, i feriti spesso devono muoversi poco.

Avitaminosi dei piccioni
Molti piccioni vengono trovati in città con il collo ritratto tra le spalle, con movimenti rotatori di tutto il corpo, incapacità di mantenere l’equilibrio e quindi di volare. Molti di questi sono vittime di carenze alimentari tipiche della vita urbana: si nutrono di cereali non integrali (pane bianco) da cui non possono trarre l’apporto vitaminico e proteico necessario. Si impone una cura d’urto a base di vitamina B, facilmente reperibile in farmacia (Betotal); e legumi verdi (piselli secchi, azuki, soia).

Gatti
Bisogna dire a tutti di mettere loro al collo campanelli e di non farli uscire almeno nella stagione dei piccoli di merlo (maggio-luglio). Gli aggrediti da gatto sono graffiati e spesso hanno perso la coda. Un uccello adulto senza coda si può liberare ma prima bisogna fare una cura di tre giorni di antibiotico, perché i morsi e graffi di gatto si infettano sempre e bisogna considerare  che queste ferite ci siano anche se non si vedono.

Antibiotico
Il veterinario vi saprà indicare quale usare e con quale dosaggio, che varia da caso a caso.

Arnica
Arnica Compositum della Heel, compresse. Antistress, rigenerante, ricostituente, antidolorifico. Bisogna sciogliere ¼  di compressa in 100 cc acqua per un uccello della taglia di un merlo o cardellino, se non beve da solo, bisogna dargliene qualche goccia con una siringhina senz’ago o sondino. Per cornacchie o fagiani ½ compressa due volte al giorno nel cibo.

Peso
Molti medicinali vanno dosati per peso, è allora importante ricordare allora che gli uccelli sono molto leggeri, molto più di altri animali della stessa taglia: sono fatti per volare, le loro ossa sono cave! A titolo di esempio si riportano i pesi medi degli adulti di alcune specie più comuni, anche come riferimento per chi alleva un piccolo e non sa giudicare se si possa considerare del tutto cresciuto:
Fringuello, cinciallegra,  pettirosso e rondine 18/20 gr.; passero: 25/30 gr.; rondone: 40 gr.; storno 80 gr; merlo: 100 gr.; tortora 120 gr.; gallinella d’acqua 250 gr.; piccione 300 gr (con molte variabili per le varie razze domestiche che possono essere più pesanti); cornacchia e colombaccio 500 gr.; fagiano 1 kg.

Letargo
Ricci e pipistrelli che si trovano in giro d’inverno sono in difficoltà, soprattutto se accade di giorno, dovrebbero essere in letargo. L’intervento di un veterinario è necessario. Intanto tenerli tranquilli al buio, i pipistrelli all’umido e non al caldo, se stanno ancora dormendo. Anche in autunno si trovano in giro di giorno ricci che non hanno scorte di grasso sufficienti per l’ibernazione, in questo caso può essere necessario tenerli fino alla bella stagione facendo loro saltare il letargo.

PRASSI
a – una persona telefona e chiede di consegnare un uccello in difficoltà:
b – è un piccolo? in alcune stagioni lo si può escludere. I piccoli aprono il becco chiedendo cibo, hanno i bordi del becco molli e gialli
c- è davvero in difficoltà? Se un uccello adulto si fa raccattare, è in difficoltà, se è un piccolo può non esserlo
d – riconoscimento specie:è grosso come un pugno e bruno? è un merlo – è grosso come un pollice e beige? un passero
e – se è un rondone (possibile solo da aprile a luglio) spiegate di recarsi in un luogo aperto e sollevarlo in alto sulle mani, spesso basta a fargli riprendere il volo (se dicono “rondine” a Milano è spesso un rondone).

NB per tutti ma soprattutto per i piccoli uccelli non c’è un minuto da perdere e l’intervento dev’essere immediato

TELEFONO PER EMERGENZE SOCCORSO ANIMALI SELVATICI, CONSIGLI E RECUPERO
333 9206116

LA LEGGE PER TUTTI: Il cane del vicino fa cacca e pipì sulle mie piante

Che fare se il cane del vicino fa pipì e cacca sulle tue piante?

Puoi inviargli una diffida con raccomandata a.r. Se questi non pone rimedio al problema o non risponde alla lettera, puoi agire in tribunale con un ricorso d’urgenza (cosiddetto ricorso all’articolo 700 del codice di procedura civile), con un avvocato, per ottenere un ordine di interdizione. Il giudice, in pratica, ordina al titolare dell’animale di tenere il quadrupede lontano dalla proprietà altrui e, in particolare, da fiori e piantine circostanti. Su richiesta del ricorrente, il magistrato può anche prevedere una sanzione pecuniaria per ogni giorno in cui non verrà rispettato il suddetto obbligo di tenere lontano il cane: una sorta di sanzione preventiva che quantifica in anticipo il danno prodotto a terzi.

Puoi anche agire con un’azione giudiziaria per il risarcimento se hai subito danni ingenti.

Si tratta comunque di azioni di carattere civile: quindi non puoi rivolgerti a carabinieri o altre autorità di pubblica sicurezza. Se però gli escrementi possono costituire un pericolo per la salute pubblica puoi denunciare l’accaduto all’Asl.

ANIMALI SELVATICI cosa fare?

Cosa si può fare se si trova un piccolo rondone caduto dal nido ?

O se in un campo ci si imbatte in un falchetto colpito da una fucilata ?

Oppure se il cane ha morso un riccio in giardino ?

Semplice !

Si telefona allo 02.93549076: a rispondere è il Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS) WWF di Vanzago.

Il Centro di Recupero per Animali Selvatici (CRAS), istituito e riconosciuto dalla Regione  Lombardia nel 1995 è una struttura preposta all’accoglienza, degenza, cura, riabilitazione e reinserimento in natura di esemplari di fauna selvatica   autoctona. È’ ospitato nella parte più  interna dell’oasi WWF di Vanzago.

Gli oltre 2000 esemplari di selvatici che il Centro ospita ogni anno (dato in costante aumento) provengono dalle province di Milano, Varese, Como e Monza Brianza: il recupero parte dai cittadini che ricoprono il ruolo di segnalatori e si attua attraverso una rete operativa “etica e responsabile” che vede coinvolte soprattutto le forze di polizia provinciale, forestale e dell’ordine, le guardie ecologiche provinciale (GEV), gli enti parco e le amministrazioni territoriali locali.

L’estrema sensibilità delle specie ricoverate, alla vicinanza e alla manipolazione da parte degli esseri  umani, è un pericoloso fattore di stress per creature già estremamente provate.

Gli animali selvatici, anche se in gravi difficoltà, non si danno per vinti fino all’ultimo istante, giungendo nelle mani dell’uomo solo quando ormai sono all’estremo delle loro forze.

I ricoveri più frequenti riguardano merli, rondoni, codirossi, cince, germani reali, allocchi, gufi, civette, gheppi, poiane e sparvieri tra gli uccelli e poi ricci, scoiattoli, conigli selvatici, caprioli e tassi.

L’inquinamento, la riduzione dell’habitat, l’impatto con veicoli o vetrate, le trappole, i bocconi avvelenati, il commercio di animali, diventano minacce tangibili per la fauna selvatica e ognuno di noi è chiamato, nel limite delle sue possibilità, ad intervenire.

Il mio cane è minaccioso con mio figlio

Molti proprietari di cani che stanno per diventare genitori sono preoccupati da come il loro amico a quattro zampe possa reagire all’arrivo del neonato. Effettivamente un bimbo, con i suoi ritmi e le sue esigenze, sconvolge la vita dei genitori e di conseguenza anche quella del cane di casa. Inoltre lo stile di vita della famiglia tende a cambiare radicalmente e spesso il cane vede ridursi drasticamente il tempo dedicato a lui: le passeggiate sono più corte, i momenti di gioco e d’interazione si riducono in frequenza e durata.

Perciò, in previsione della nascita del neonato, bisogna fare in modo che il cane impari a conoscere i bambini gradualmente e in modo corretto, associandoli sempre ad esperienze positive.

Per questo motivo, qualche settimana prima del parto, è bene far comparire in casa la carrozzina e la culla, oltre a riprodurre pianti, urla e vocalizzi dei neonati, grazie ai cd appositi che si trovano in commercio.

Si possono creare delle situazioni piacevoli dove si gioca e si coccola il cane, tenendo come sottofondo i suoni dei bimbi (ad un volume inizialmente molto basso, per poi aumentarlo gradualmente).

Quando il bambino arriva a casa, è bene non diminuire la quantità di attenzioni riservate al cane e premiare sempre (con carezze, premi in cibo e giochi ) l’amico a quattro zampe quando rimane tranquillo. In questo modo, nella sua mente, si creerà un’associazione positiva con l’immagine del bambino.

Proprio a tale scopo, evitiamo di punire il cane in presenza del bimbo, altrimenti si rischia, al contrario, un’associazione negativa. Allo stesso modo, evitiamo di allontanare l’amico a quattro zampe quando tenta un approccio con il bambino: cerchiamo piuttosto di far stare il cane nella stessa stanza con il bimbo, tenendolo magari impegnato con qualche gioco interattivo riempito con del cibo (si tratta di giocattoli che stimolano la mente, il fiuto e la masticazione). Al contrario, se il cane si nasconde o si allontana dal bimbo, non costringiamolo per forza a stare in sua presenza.

Naturalmente è sempre utile supervisionare le interazioni tra cani e bambini, perché anche l’amico a quattro zampe più tranquillo, se disturbato eccessivamente, potrebbe reagire in modo aggressivo per difesa e comunque, anche giocando, potrebbe fare involontariamente del male al bambino. Quando non è possibile supervisionare le interazioni tra cane e bambino è preferibile tenerli separati: allo scopo si possono usare dei piccoli cancelli per dividere gli ambienti, o si può tenere il cane in un altra stanza impegnandolo con un gioco di “attivazione mentale” (si tratta di giocattoli che sviluppano la capacità di risolvere un problema). È inoltre bene evitare che il bambino tocchi le cose del cane, come la ciotola, la cuccia e i giochi: a questo scopo collochiamo la cuccia in una zona della casa tranquilla e inaccessibile al bimbo.

Dovrete dimostrare al cane che siete comunque voi che comandate,e soprattutto, se l’aggressività è indirizzata a un essere umano, dovrete fargli capire che anche il nuovo “inquilino” è comunque al di sopra di lui nella gerarchia, e che non può essere quindi aggressivo con lui.

Importante inserire il nuovo arrivato nella gerarchia del branco del cane, quindi nel caso di un bimbo dovrete responsabilizzare Fido facendovi accompagnare nelle passeggiate. Oppure indicandogli di fare la guardia alla culla, a prescindere dalla razza e dal formato, rendendolo consapevole della nuova presenza.
Si agisce esattamente come se il cane fosse il fratello maggiore e lo si coinvolge nella nuova dinamica, senza dimenticare le continue dimostrazioni d’affetto spartite in eguale misura.

Quando il cane dimostra comportamenti, di aggressività con i proprietari, e comunque, quando non ha mai avuto possibilità di incontrare bambini, e’ il caso di rivolgersi ad un educatore cinofilo esperto sui problemi comportamentali del cane, che potrà certamente dirvi se il cane è idoneo o meno alla convivenza in casa con un bambino.
L’errore che spesso si commette, è quello di rivolgere attenzioni e giocare con il cane quando il bambino non è in casa o quando dorme. Così facendo, il cane vedrà il bambino come suo principale rivale perché assocerà la presenza del bambino con la mancanza del gioco e dell’interazione con il proprio padrone.

Ecco alcuni consigli utili.

– abituare il cane a ricevere meno attenzioni già prima dell’arrivo del bambino, in questo modo il cane non potrà associare l’arrivo del bimbo con la diminuzione delle attenzioni.
– molto utile è portare a casa e far annusare al cane i nuovi odori degli indumenti del bimbo e della madre che sono ancora in ospedale.
– all’arrivo in casa del bambino, lasciare che il cane si avvicini a lui, per annusarlo e conoscerlo. E’ importante che il cane capisca ciò che sta accadendo, ovviamente i proprietari devono sempre controllarlo senza bloccargli la sua naturale curiosità. Non devono mandarlo via o punirlo quando si avvicina al bambino.
– essere sempre presenti e premiare i comportamenti corretti del cane con un bocconcino o facendolo giocare, se invece notate che è molto agitato, distraetelo con un gioco, ma non punitelo.
Il bambino deve rappresentare per il cane qualche cosa di positivo, quindi è importante cercare di dare il maggior numero di attenzioni al cane, quando il bambino è presente, accarezzandolo, parlando e giocando con lui. Quando invece il bambino non c’e’, i proprietari dovranno dare meno attenzioni al cane perché così facendo, la presenza del bimbo viene associata al premio, al gioco all’esperienza positiva e all’interazione.