PICCOLI VOLATILI TROVATELLI – MASSIME PER IL RECUPERO

Sono davvero da salvare?
Spesso lasciano il nido prima di saper volare,  i genitori li seguono a distanza e li nutrono a intervalli regolari. Se sospettate che il piccolo sia abbandonato, osservatelo a distanza per almeno un’ora prima di raccoglierlo, e fatelo solo se nel frattempo non si è avvicinato nessun uccello adulto.

Stagioni
I piccoli nascono tutti in primavera – estate, solo piccioni e tortore possono nascere per tutto l’anno. Se chi chiama d’inverno parla di nidiacei, si tratta in realtà di piccoli uccelli adulti tipo regoli.

Merli
Sono i tipici piccoli che non devono essere raccolti perché è normale che siano a terra, in apparenza da soli e ancora incapaci di volare. Controllate che non siano presenti ferite; se sono stati acciuffati anche per un attimo da un gatto devono essere raccolti e curati, le ferite inferte dai gatti si infettano sempre. I piccoli dei merli sono bruni e grossi circa come un pugno, la coda è corta e poco visibile, il becco è solo bordato di giallo. Solo in capo a un anno, alla primavera seguente a quella della nascita, presentano il caratteristico aspetto allungato dei merli, con livrea nera e becco interamente giallo solo nei maschi. I piccoli  degli uccelli a questo stadio si possono toccare, perché la madre è indifferente all’odore umano, e non li abbandona come invece fanno cervi e lepri, perciò li si può spostare in luoghi più freschi o sicuri, lontano da gatti o cani o auto, ma sempre entro un raggio di pochi metri. Devono infatti rimanere nel territorio dei genitori, dove sono sparsi anche i fratelli, tutti in contatto di voce. Altre coppie della stessa specie non li adotterebbero e li considererebbero estranei da scacciare. Se il luogo sembra inadatto e inospitale perché poco verde o disturbato, non importa: i piccoli sono necessariamente nati in quella zona.

Cornacchie
Anch’esse lasciano il nido prima di volare correttamente, sono però molto più grandi, più dei piccioni, nere e grigie, con la bocca rosa. La specie si è abituata alla vita in città solo di recente, i genitori sono molto diffidenti e si avvicinano solo se ci si tiene a debita distanza, a volte però si fanno notare con grida di allarme. I piccoli a volte hanno strane posture, sembrano zoppicare, ma anche qui se non si vede sangue, si può supporre che non  abbiano niente e che debbano essere lasciati in loco.

Rondoni
I piccoli dei rondoni e delle rondini devono essere sempre raccolti perché i genitori non se ne occupano una volta che sono sul terreno. I rondoni sono uccelli molto numerosi in città, tutti scuri con ali lunghissime e becco piccolo e adunco. Le zampe sono molto piccole, il che rende loro impossibile riprendere il volo una volta che sono finiti a terra, anche se sono adulti e sani,  spiccano il volo infatti di norma dall’alto. Quando ci si imbatte in un rondone e non si sa bene cos’abbia, conviene recarsi in un posto aperto e tranquillo e tenerlo in alto sulle mani: questa spinta sarà sufficiente a fargli riprendere il volo se si tratta di un adulto momentaneamente in difficoltà.

Cibo
Gli uccelli di tutte le specie, anche i granivori, mangiano cose proteiche da piccoli, perciò carne trita arricchita di insetti (grilli), pezzetti di carne, omogeneizzato di carne, quest’ultimo è forse il più pratico, con siringa da insulina senz’ago. Il cibo per insettivori dei negozi di animali non sempre va bene, il pane e il latte vanno malissimo! I bocconi o la siringa vanno inseriti in profondità nella gola, come farebbe il genitore con il becco. Mangiano tanto, molto di più di altri animali più grossi, e crescono di continuo, se la crescita si blocca c’è qualcosa che non va. In effetti in due settimane quasi tutte le specie sono pronte per la liberazione. Mangiano spesso, gli implumi ogni pochi minuti, mai comunque nessun piccolo può essere lasciato senza cibo per più di un’ora, tra l’alba e il tramonto, di notte non è necessario. Solo i piccoli dei colombi e delle tortore fanno pasti molto abbondanti (si vede il gozzo pieno come un sacchetto gonfio sotto il collo) ma rari, quattro o cinque al giorno. Vanno imboccati, i piccoli non possono essere nutriti solo lasciando loro davanti il cibo! Quando sono un po’ cresciuti e impiumati si offrono semi (in drogheria miscele per canarini) ai granivori (becco corto e tozzo: passeri, piccioni) e vermetti (negozi di rettili e pesca: camole della farina e del miele, lombrichi solo per i merli) agli insettivori (becco sottile e aguzzo: merli, capinere, cince). Non devono essere liberati e non devono scappare se sanno volare ma non ancora mangiare da soli. Gli insettivori non dovrebbero essere liberati se non sono stati visti predare da soli un vermetto. Rondini e rondoni sono insettivori ma non mangiano mai da soli se non in volo; quando sono pronti per il volo i rondoni sanno nutrirsi per istinto, le rondini e i balestrucci vanno trattenuti per un paio di giorni volanti nella stanza.
Nell’allattamento dei piccoli mammiferi non bisogna usare latte bovino, ma il latte apposito per i cuccioli, per i pipistrelli Esbilac, con integratori minerali e vitaminici.

Temperatura
I piccoli implumi starebbero nel nido sotto la mamma e con i fratellini, vanno perciò tenuti caldi, tendono a raffreddarsi anche in piena estate, soprattutto di notte. Vanno bene la
borsa dell’acqua calda avvolta in un panno (non usate il cotone idrofilo che si impiglia nelle zampette, ostruisce le narici), una lampadina schermata vicino al nido.
Gli adulti feriti o malati vanno tenuti al caldo, ma non eccessivo, sempre lontani dal termosifone, soprattutto per le lunghe degenze e in vista della liberazione, quel che fa loro male infatti non è tanto il freddo ma lo sbalzo di temperatura improvviso tra ambiente interno ed esterno. Gabbie lontane anche dalle correnti d’aria, e non trasportate dentro e fuori. Nella terapia di urgenza, per recuperare adulti gravemente menomati, si usino gli accorgimenti indicati per i piccoli.

Volo
L’apprendimento al volo è istintivo, con lo sviluppo del piumaggio i piccoli uccelli tendono ad esercitarsi, bisogna dare loro agio di farlo, tenendoli in gabbie grandi, voliere, stanze, o almeno in scatoloni o vasche da cui possano uscire solo volando verso l’alto. Se un uccello vola verso l’alto sa volare, se da un mobile scende, sia pure battendo le ali, non si tratta di vero volo. I rondoni non apprendono mai a spiccare il volo da terra, bisogna portarli all’aperto in un prato e sollevarli in alto, se ricadono non c’è problema, non si feriscono e si deve ritentare dopo qualche giorno.

Migrazione
Alcune delle specie che più spesso si soccorrono, specialmente rondini e rondoni, sono migratrici obbligate, cioè lasciano del tutto il nostro Paese nella brutta stagione. Bisogna tenerlo presente per affrettare cure ed allevamento e non protrarli fino ad autunno avanzato.

Liberazione
Non è necessario cercare oasi e parchi naturali, la maggior parte dei nostri pazienti sono uccelli di città che si accontentano dei giardini condominiali, i piccioni preferiscono addirittura gli edifici alle piante. In “campagna” ci sono predatori e cacciatori, meglio liberarli, magari per gradi, così a volte ritornano per qualche tempo per mangiare, dai balconi e terrazzi di casa, dove sono stati allevati, ambiente familiare e sicuro, meglio se su strade non troppo trafficate e a piani non troppo alti.

Legge
Secondo la legge italiana solo i centri recupero autorizzati, più o meno uno per Regione, possono detenere animali selvatici, tutti gli altri, associazioni, privati o veterinari, non possono, anche se lo fanno per curarli. E’ chiaro che un minimo di buon senso vuol che un piccolo che si ha in cura solo per il tempo strettamente necessario all’allevamento non andrà sanzionato da eventuali autorità giuntene a conoscenza, tuttavia sarebbe difficile giustificare la detenzione dello stesso animale una volta cresciuto: motivo di più per liberarli al più presto!

Irrecuperabili
Un uccello inabile al volo non può essere liberato in natura, bisogna sistemarlo in uno spazio protetto senza gatti, giardino, cortile, terrazzo, voliera, da cui non possa scappare camminando o lanciandosi.

Imprinting
Si addomesticano e non possono più essere liberati? Assolutamente no, per istinto recuperano la paura degli essere umani, la giusta diffidenza, solo le cornacchie piccole si affezionano, soprattutto se tenute senza altre della stessa specie.

Trasporto e stabulazione
Gli animali selvatici hanno bisogno di quiete e di calma, per trasportarli non bisogna usare gabbie, perché ciò che vedono li stressa e spaventa, adoperiamo invece scatole di cartone forate per l’aria, all’interno uno straccio o carta morbida a cui aggrapparsi, inutili cibo e acqua, che si versano. Nel luogo dove li teniamo, bisogna vietare l’accesso a cani, gatti, bambini rumorosi, aspirapolvere, musica, devono avere luce naturale per potersi cibare, buio di sera; lo spazio non sempre necessariamente grande, i feriti spesso devono muoversi poco.

Avitaminosi dei piccioni
Molti piccioni vengono trovati in città con il collo ritratto tra le spalle, con movimenti rotatori di tutto il corpo, incapacità di mantenere l’equilibrio e quindi di volare. Molti di questi sono vittime di carenze alimentari tipiche della vita urbana: si nutrono di cereali non integrali (pane bianco) da cui non possono trarre l’apporto vitaminico e proteico necessario. Si impone una cura d’urto a base di vitamina B, facilmente reperibile in farmacia (Betotal); e legumi verdi (piselli secchi, azuki, soia).

Gatti
Bisogna dire a tutti di mettere loro al collo campanelli e di non farli uscire almeno nella stagione dei piccoli di merlo (maggio-luglio). Gli aggrediti da gatto sono graffiati e spesso hanno perso la coda. Un uccello adulto senza coda si può liberare ma prima bisogna fare una cura di tre giorni di antibiotico, perché i morsi e graffi di gatto si infettano sempre e bisogna considerare  che queste ferite ci siano anche se non si vedono.

Antibiotico
Il veterinario vi saprà indicare quale usare e con quale dosaggio, che varia da caso a caso.

Arnica
Arnica Compositum della Heel, compresse. Antistress, rigenerante, ricostituente, antidolorifico. Bisogna sciogliere ¼  di compressa in 100 cc acqua per un uccello della taglia di un merlo o cardellino, se non beve da solo, bisogna dargliene qualche goccia con una siringhina senz’ago o sondino. Per cornacchie o fagiani ½ compressa due volte al giorno nel cibo.

Peso
Molti medicinali vanno dosati per peso, è allora importante ricordare allora che gli uccelli sono molto leggeri, molto più di altri animali della stessa taglia: sono fatti per volare, le loro ossa sono cave! A titolo di esempio si riportano i pesi medi degli adulti di alcune specie più comuni, anche come riferimento per chi alleva un piccolo e non sa giudicare se si possa considerare del tutto cresciuto:
Fringuello, cinciallegra,  pettirosso e rondine 18/20 gr.; passero: 25/30 gr.; rondone: 40 gr.; storno 80 gr; merlo: 100 gr.; tortora 120 gr.; gallinella d’acqua 250 gr.; piccione 300 gr (con molte variabili per le varie razze domestiche che possono essere più pesanti); cornacchia e colombaccio 500 gr.; fagiano 1 kg.

Letargo
Ricci e pipistrelli che si trovano in giro d’inverno sono in difficoltà, soprattutto se accade di giorno, dovrebbero essere in letargo. L’intervento di un veterinario è necessario. Intanto tenerli tranquilli al buio, i pipistrelli all’umido e non al caldo, se stanno ancora dormendo. Anche in autunno si trovano in giro di giorno ricci che non hanno scorte di grasso sufficienti per l’ibernazione, in questo caso può essere necessario tenerli fino alla bella stagione facendo loro saltare il letargo.

PRASSI
a – una persona telefona e chiede di consegnare un uccello in difficoltà:
b – è un piccolo? in alcune stagioni lo si può escludere. I piccoli aprono il becco chiedendo cibo, hanno i bordi del becco molli e gialli
c- è davvero in difficoltà? Se un uccello adulto si fa raccattare, è in difficoltà, se è un piccolo può non esserlo
d – riconoscimento specie:è grosso come un pugno e bruno? è un merlo – è grosso come un pollice e beige? un passero
e – se è un rondone (possibile solo da aprile a luglio) spiegate di recarsi in un luogo aperto e sollevarlo in alto sulle mani, spesso basta a fargli riprendere il volo (se dicono “rondine” a Milano è spesso un rondone).

NB per tutti ma soprattutto per i piccoli uccelli non c’è un minuto da perdere e l’intervento dev’essere immediato

TELEFONO PER EMERGENZE SOCCORSO ANIMALI SELVATICI, CONSIGLI E RECUPERO
333 9206116

LA LEGGE PER TUTTI: Il cane del vicino fa cacca e pipì sulle mie piante

Che fare se il cane del vicino fa pipì e cacca sulle tue piante?

Puoi inviargli una diffida con raccomandata a.r. Se questi non pone rimedio al problema o non risponde alla lettera, puoi agire in tribunale con un ricorso d’urgenza (cosiddetto ricorso all’articolo 700 del codice di procedura civile), con un avvocato, per ottenere un ordine di interdizione. Il giudice, in pratica, ordina al titolare dell’animale di tenere il quadrupede lontano dalla proprietà altrui e, in particolare, da fiori e piantine circostanti. Su richiesta del ricorrente, il magistrato può anche prevedere una sanzione pecuniaria per ogni giorno in cui non verrà rispettato il suddetto obbligo di tenere lontano il cane: una sorta di sanzione preventiva che quantifica in anticipo il danno prodotto a terzi.

Puoi anche agire con un’azione giudiziaria per il risarcimento se hai subito danni ingenti.

Si tratta comunque di azioni di carattere civile: quindi non puoi rivolgerti a carabinieri o altre autorità di pubblica sicurezza. Se però gli escrementi possono costituire un pericolo per la salute pubblica puoi denunciare l’accaduto all’Asl.

ANIMALI SELVATICI cosa fare?

Cosa si può fare se si trova un piccolo rondone caduto dal nido ?

O se in un campo ci si imbatte in un falchetto colpito da una fucilata ?

Oppure se il cane ha morso un riccio in giardino ?

Semplice !

Si telefona allo 02.93549076: a rispondere è il Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS) WWF di Vanzago.

Il Centro di Recupero per Animali Selvatici (CRAS), istituito e riconosciuto dalla Regione  Lombardia nel 1995 è una struttura preposta all’accoglienza, degenza, cura, riabilitazione e reinserimento in natura di esemplari di fauna selvatica   autoctona. È’ ospitato nella parte più  interna dell’oasi WWF di Vanzago.

Gli oltre 2000 esemplari di selvatici che il Centro ospita ogni anno (dato in costante aumento) provengono dalle province di Milano, Varese, Como e Monza Brianza: il recupero parte dai cittadini che ricoprono il ruolo di segnalatori e si attua attraverso una rete operativa “etica e responsabile” che vede coinvolte soprattutto le forze di polizia provinciale, forestale e dell’ordine, le guardie ecologiche provinciale (GEV), gli enti parco e le amministrazioni territoriali locali.

L’estrema sensibilità delle specie ricoverate, alla vicinanza e alla manipolazione da parte degli esseri  umani, è un pericoloso fattore di stress per creature già estremamente provate.

Gli animali selvatici, anche se in gravi difficoltà, non si danno per vinti fino all’ultimo istante, giungendo nelle mani dell’uomo solo quando ormai sono all’estremo delle loro forze.

I ricoveri più frequenti riguardano merli, rondoni, codirossi, cince, germani reali, allocchi, gufi, civette, gheppi, poiane e sparvieri tra gli uccelli e poi ricci, scoiattoli, conigli selvatici, caprioli e tassi.

L’inquinamento, la riduzione dell’habitat, l’impatto con veicoli o vetrate, le trappole, i bocconi avvelenati, il commercio di animali, diventano minacce tangibili per la fauna selvatica e ognuno di noi è chiamato, nel limite delle sue possibilità, ad intervenire.

Il mio cane è minaccioso con mio figlio

Molti proprietari di cani che stanno per diventare genitori sono preoccupati da come il loro amico a quattro zampe possa reagire all’arrivo del neonato. Effettivamente un bimbo, con i suoi ritmi e le sue esigenze, sconvolge la vita dei genitori e di conseguenza anche quella del cane di casa. Inoltre lo stile di vita della famiglia tende a cambiare radicalmente e spesso il cane vede ridursi drasticamente il tempo dedicato a lui: le passeggiate sono più corte, i momenti di gioco e d’interazione si riducono in frequenza e durata.

Perciò, in previsione della nascita del neonato, bisogna fare in modo che il cane impari a conoscere i bambini gradualmente e in modo corretto, associandoli sempre ad esperienze positive.

Per questo motivo, qualche settimana prima del parto, è bene far comparire in casa la carrozzina e la culla, oltre a riprodurre pianti, urla e vocalizzi dei neonati, grazie ai cd appositi che si trovano in commercio.

Si possono creare delle situazioni piacevoli dove si gioca e si coccola il cane, tenendo come sottofondo i suoni dei bimbi (ad un volume inizialmente molto basso, per poi aumentarlo gradualmente).

Quando il bambino arriva a casa, è bene non diminuire la quantità di attenzioni riservate al cane e premiare sempre (con carezze, premi in cibo e giochi ) l’amico a quattro zampe quando rimane tranquillo. In questo modo, nella sua mente, si creerà un’associazione positiva con l’immagine del bambino.

Proprio a tale scopo, evitiamo di punire il cane in presenza del bimbo, altrimenti si rischia, al contrario, un’associazione negativa. Allo stesso modo, evitiamo di allontanare l’amico a quattro zampe quando tenta un approccio con il bambino: cerchiamo piuttosto di far stare il cane nella stessa stanza con il bimbo, tenendolo magari impegnato con qualche gioco interattivo riempito con del cibo (si tratta di giocattoli che stimolano la mente, il fiuto e la masticazione). Al contrario, se il cane si nasconde o si allontana dal bimbo, non costringiamolo per forza a stare in sua presenza.

Naturalmente è sempre utile supervisionare le interazioni tra cani e bambini, perché anche l’amico a quattro zampe più tranquillo, se disturbato eccessivamente, potrebbe reagire in modo aggressivo per difesa e comunque, anche giocando, potrebbe fare involontariamente del male al bambino. Quando non è possibile supervisionare le interazioni tra cane e bambino è preferibile tenerli separati: allo scopo si possono usare dei piccoli cancelli per dividere gli ambienti, o si può tenere il cane in un altra stanza impegnandolo con un gioco di “attivazione mentale” (si tratta di giocattoli che sviluppano la capacità di risolvere un problema). È inoltre bene evitare che il bambino tocchi le cose del cane, come la ciotola, la cuccia e i giochi: a questo scopo collochiamo la cuccia in una zona della casa tranquilla e inaccessibile al bimbo.

Dovrete dimostrare al cane che siete comunque voi che comandate,e soprattutto, se l’aggressività è indirizzata a un essere umano, dovrete fargli capire che anche il nuovo “inquilino” è comunque al di sopra di lui nella gerarchia, e che non può essere quindi aggressivo con lui.

Importante inserire il nuovo arrivato nella gerarchia del branco del cane, quindi nel caso di un bimbo dovrete responsabilizzare Fido facendovi accompagnare nelle passeggiate. Oppure indicandogli di fare la guardia alla culla, a prescindere dalla razza e dal formato, rendendolo consapevole della nuova presenza.
Si agisce esattamente come se il cane fosse il fratello maggiore e lo si coinvolge nella nuova dinamica, senza dimenticare le continue dimostrazioni d’affetto spartite in eguale misura.

Quando il cane dimostra comportamenti, di aggressività con i proprietari, e comunque, quando non ha mai avuto possibilità di incontrare bambini, e’ il caso di rivolgersi ad un educatore cinofilo esperto sui problemi comportamentali del cane, che potrà certamente dirvi se il cane è idoneo o meno alla convivenza in casa con un bambino.
L’errore che spesso si commette, è quello di rivolgere attenzioni e giocare con il cane quando il bambino non è in casa o quando dorme. Così facendo, il cane vedrà il bambino come suo principale rivale perché assocerà la presenza del bambino con la mancanza del gioco e dell’interazione con il proprio padrone.

Ecco alcuni consigli utili.

– abituare il cane a ricevere meno attenzioni già prima dell’arrivo del bambino, in questo modo il cane non potrà associare l’arrivo del bimbo con la diminuzione delle attenzioni.
– molto utile è portare a casa e far annusare al cane i nuovi odori degli indumenti del bimbo e della madre che sono ancora in ospedale.
– all’arrivo in casa del bambino, lasciare che il cane si avvicini a lui, per annusarlo e conoscerlo. E’ importante che il cane capisca ciò che sta accadendo, ovviamente i proprietari devono sempre controllarlo senza bloccargli la sua naturale curiosità. Non devono mandarlo via o punirlo quando si avvicina al bambino.
– essere sempre presenti e premiare i comportamenti corretti del cane con un bocconcino o facendolo giocare, se invece notate che è molto agitato, distraetelo con un gioco, ma non punitelo.
Il bambino deve rappresentare per il cane qualche cosa di positivo, quindi è importante cercare di dare il maggior numero di attenzioni al cane, quando il bambino è presente, accarezzandolo, parlando e giocando con lui. Quando invece il bambino non c’e’, i proprietari dovranno dare meno attenzioni al cane perché così facendo, la presenza del bimbo viene associata al premio, al gioco all’esperienza positiva e all’interazione.