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Si allevano galline ovaiole anche IN GABBIE ARRICCHITE, in cui lo spazio a disposizione di ogni gallina passa dai 550 cmq dell’allevamento in batteria a 750 cmq. Il sovraffollamento è anche in questo caso fonte di stress e aggressività. Le galline si accalcano l’una sull’altra nei pressi del nido, sui posatoi e se illuminate si avventano sul cibo. A TERRA, dove le galline non hanno accesso all’esterno ma non sono chiuse in gabbia. Sono “libere” di muoversi all’interno del capannone. A volte sono in capannoni con fondo di cemento ricoperto di paglia, nei quali sono disposti dei tunnel di plastica con vari accessi nei quali le galline depongono le uova. In alcuni capannoni gli animali vivono costantemente calpestando i propri escrementi. Nel capannone non trapelano né aria né luce naturale,le galline sono così ammassate che non è possibile vederne nemmeno i pavimento. Questa metodologia prevede che il capannone venga pulito esclusivamente a fine ciclo, quando cioè le galline vengono macellate e il capannone svuotato. In altri casi all’interno dei capannoni vengono poste strutture di ferro simili a gradinate (i piani). Queste strutture assecondano l’istinto delle galline di cercare rifugio sugli alberi e permettono all’allevatore di moltiplicare la superficie occupabile dagli animali. In alcuni casi questa metodologia è anche funzionale all’automatizzazione della raccolta delle uova e delle feci. 
Questa tipologia di allevamento risolve in parte i problemi derivati dallo sfregamento delle penne sulle gabbie e della crescita incontrollata delle unghie. Restano però l’aggressività, lo stress, i deficit da mancanza di luce naturale e tutte le problematiche che ne derivano. ALL’APERTO, ovvero un allevamento a terra che dà la possibilità agli animali di uscire in aree recintate per alcune ore al giorno. L’interno dei capannoni è identico a qualunque allevamento a terra. Ma dato che le galline non fanno pulcini durante la stagione fredda e che nessun allevatore può permettersi di mantenere degli animali per vari mesi senza che questi gli garantiscano un profitto, le galline allevate all’aperto restano all’interno dei capannoni per tutta la stagione invernale. In ogni caso, il pascolo aperto e quasi senza alberi è un ambiente artificiale ed estraneo, nel quale i polli si sentono vulnerabili ed esposti ai predatori. I polli da allevamento all’aperto spesso manifestano alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), che indicano appunto una sensazione di pericolo.  L’allevamento BIOLOGICO consente alle galline di uscire all’aperto su un terreno coltivato in maniera biologica; le galline sono inoltre alimentate con mangimi biologici all’80%. Gli animali trascorrono nel capannone i 2/3 della loro vita. La densità di animali è inferiore rispetto a tutti gli altri sistemi. e non subiscono il taglio del becco o altre mutilazioni; inoltre l’allevamento biologico vieta l’uso di sostanze sintetiche che favoriscono la crescita, aumentano l’appetito e ostacolano il naturale sviluppo dell’animale.

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