Iniziative

A SETTEMBRE IL PRIMO CORSO (RIVOLTANO) PER DOGSITTER

IL 18 SETTEMBRE IN SALA MONTANELLI A RIVOLTA D’ADDA (CENTRO SOCIOCULTURALE) INIZIA IL CORSO PER DIVENTARE DOGSITTER.

PER DIVENTARE UN DOG SITTER L’AMORE PER I CANI NON BASTA, è importante acquisire le giuste competenze e responsabilità a livello igienico e tecnico necessarie per custodire un cane.
Il dog sitter è di sostegno alla famiglia che necessita di affidare il proprio cane a una persona fidata e competente, ma ha anche una funzione di benessere nella vita del cane affidatogli.

Il corso ha l’obiettivo di dare ai candidati una tecnica, conoscenze base in ambito giuridico e di primo soccorso, conoscenze pratiche e teoriche per svolgere l’attività di Dog Sitter.

Il corso sarà tenuto dall’educatore cinofilo Anna Botta, coadiuvata dall’avvocato Mimma Aiello e dal veterinario Ferdinando Bolzoni ed avrà una durata di 18 ore (termine il 6 novembre) con lezioni il lunedì sera e il sabato pomeriggio. Con la frequenza di almeno il 75% del monte ore, il partecipante sarà inserito nell’albo UDA di dog sitter.

COSTI: per residenti a Rivolta d’Adda, Pandino, Agnadello, 100 euro da pagarsi entro l’inizio del corso, anche in due tranches distinte, via IBAN o contanti

per i non residenti, 150 euro con possibilità di iscrizione dal 15 agosto 

per i DISOCCUPATI residenti a Rivolta d’Adda, Pandino, Agnadello, GRATUITO, ma con obbligo di passaggio presso l’Assistente Sociale del comune per attestare la disoccupazione. (L’iter: l’assistente sociale certificherà che l’interessato non ha un’occupazione – ma può essere uno studente).

Quanto introitato sarà utilizzato per finanziare il Progetto Controllo Chip che partirà in autunno.

PER PARTECIPARE E’ NECESSARIO AVER COMPIUTO 18 ANNI.

Calendario: Lezioni TEORICHE il lunedì sera il 18 et 25 settembre, 16 – 23 – 30 ottobre, 6 novembre. Lezioni PRATICHE il sabato pomeriggio il 30 settembre et 7 – 14 ottobre. Eventuali modifiche alle date saranno tempestivamente comunicate.

Per partecipare è necessario, sia per disoccupati che per occupati, compilare e far riavere QUESTO MODULO e pagare la quota entro il 4 settembre. PER ORA SONO APERTE SOLO LE ISCRIZIONI PER I RESDENTI. Per info: 346-3142641 info@udagerundo.it oppure il sabato mattina in ufficio.

IN SETTEMBRE A RIVOLTA D’ADDA PARTE IL CORSO PER DOG SITTER

Tra le altre cose, il corso, che dura dal 18 settembre al 6 novembre con un incontro la settimana, il lunedì sera o il sabato pomeriggio, vi insegnerà

  • Impariamo ad assicurarci che il cane ospite sia in regola con: profilassi, iscrizione all’anagrafe canina, libretto sanitario con piano
  • vaccinale eventuale passaporto. Cure corporali.
  • La valigia del dog sitter.
  • Come prevenire sgraditi “incidenti” del mestiere
  • Comportamento in area verde
  • Incontrare altri cani, persone e bambini
  • L’uso dell’auto, creare le corrette abitudini.
  • Gestire la convivenza con il proprio cane e/o altri animali
  • Come organizzare un accudimento:
  • Domande da fare al proprietario
  • Cosa deve portare il proprietario
  • Organizzare l’ora di sitting, la giornata di accudimento in famiglia e la notte
  • Accortezze in merito all’alimentazione
  • Cosa non fare
  • Il lavoro in pratica: sitting e accudimento

Per info: info@udagerundo.it

Se sei disoccupato, e vivi a Pandino, Nosadello, Gradella, Agnadello o Rivolta d’Adda, recati ai Servizi Sociali del tuo comune dicendo che vuoi frequentare il corso. Lo potrai fare GRATUITAMENTE

Si parte il 18 settembre

HO TROVATO UN CUCCIOLO DI PIPISTRELLO

Giugno e luglio sono i mesi in cui le femmine di pipistrello partoriscono e sono impegnate nell’allevamento dei propri piccoli e può capitare di trovare piccoli a terra in difficoltà.
I cuccioli di pipistrello sono piccoli come una moneta da 10 cent, sono rosa perché privi di pelo oppure lo hanno cortissimo; se il pipistrello è piccolo ma ha il pelo lungo è adulto.

 

UN CUCCIOLO DI PIPISTRELLO TROVATO A TERRA VA SEMPRE AIUTATO
Raccoglietelo e somministrate dell’acqua avendo cura di non mandargliela nel naso o nelle orecchie

Ferito, debilitato, con molti parassiti -> Mettere il piccolo in una scatola
di cartone con buchi piccoli sul coperchio,                                                                         tenere al caldo, inserendo bottiglietta di                                                                             acqua calda coperta con straccio o                                                                                       posizionare la scatola per metà
sopra a boulle di acqua calda e
consegnare il prima possibile al
Centro di Recupero competente.                                                                                                            (Varanzago)

Allestire un rifugio in cui tenerlo: Ampia vaschetta di plastica (no altri
materiali), bottiglia con acqua calda (da sostituire durante la notte) coperta da uno straccio o calzino che non faccia pieghe.
Non somministrare latte vaccino o latte vegetale ma, solo per emergenza, latte di capra intero diluito 1:1, il piccolo deve sempre essere tenuto al caldo, se non digerisce può anche morire.

Se vedete il nido – > Somministrare poca acqua tiepida e posizionare il piccolo                                            immediatamente all’interno del rifugio; è                                                                          opportuno assicurarsi che dopo qualche tempo il
cucciolo non sia di nuovo a terra

I cuccioli di pipistrello sono estremamente delicati, evitate il fai da te e portateli il prima possibile al Centro di Recupero, per maggiori informazioni

Telefono: 3473941266 orario d’ufficio lun-ven e via messaggio su FB: Sportello pipistrelli.

FESTA DEL 24 SETTEMBRE A RIVOLTA D’ADDA – VUOI PARTECIPARE COME ESPOSITORE?

Scrivici una mail e inviaci le tue foto se hai questi requisiti:

  • sei un creativo dell’ingegno

  • produci articoli per animali

  • hai un’azienda dove il tuo core business è legato al mondo degli animali

  • vuoi partecipare al mercatino con i tuoi prodotti

  • hai un progetto speciale sugli animali

    info@udagerundo.it

GRANDE FESTA!

Smarrimento e ritrovamento di un cane o di un gatto: che fare?

Ad ognuno di noi potrebbe capitare di smarrire il nostro quattro zampe (il quale potrebbe approfittare di un cancello trovato aperto, farsi distrarre dalla presenza di altri animali e seguirli, venire rubato etc.) oppure di trovare un cane o un gatto da soli per strada (non solo al parco cittadino ma anche, ad esempio, in autostrada).

Come dobbiamo comportarci in questi casi?

Partendo dall’ipotesi di smarrimento di un animale, la prima cosa da fare è sicuramente quella di inoltrare una segnalazione ai Vigili territorialmente competenti oppure, in caso di assenza, ai Carabinieri.

Dopo avervi richiesto i vostri dati e quelli del cane o gatto smarrito (razza, taglia, età, sesso, numero di microchip o tatuaggio etc.), i Vigili redigeranno un verbale di denuncia di smarrimento.

Munirsi di tale denuncia è importante in quanto, in caso di ritrovamento del cane o gatto e di traduzione dello stesso presso il canile competente, verrete certamente avvisati ma l’assenza di un verbale di denuncia di smarrimento potrebbe costarvi un’accusa di abbandono di animale.

Secondariamente occorre avvisare, altresì, i servizi veterinari dell’ASL di riferimento nonché delle ASL dei paesi limitrofi in quanto dobbiamo ricordare che un animale smarrito può percorrere anche molti chilometri in poco tempo e quindi potrebbe essere ritrovato in un luogo distante da quello in cui si è perso.

Ancora, è opportuno segnalare lo smarrimento dell’animale anche al veterinario di fiducia e a quelli delle zone vicine. Ciò in quanto spesso chi ritrova un cane o un gatto smarrito tende a portarlo dal suo veterinario, il quale potrebbe non coincidere con il vostro.

Infine è molto importante preparare dei volantini con foto del cane / gatto, descrizione (taglia, razza, sesso, età etc.), luogo, data della scomparsa e vostro recapito telefonico ed affiggerli nell’area di smarrimento dell’animale ma anche negli studi veterinari, nei negozi di articoli per animali, senza tralasciare supermercati, panetterie, bar etc..

Molto utile, inoltre, sarà la diffusione della notizia attraverso i social network (Avvocato Animali su Facebook) con cui potrete avvisare i vostri amici dello smarrimento dell’animale e chiedere loro di aiutarvi a diffondere l’avviso in modo tale da dare all’accaduto la maggiore visibilità possibile.

 

Vediamo ora che cosa occorre fare se ritroviamo un cane o un gatto smarrito o abbandonato.

Quasi sempre un animale che si è smarrito o è stato abbandonato si muove in modo confuso ed è spaventato.

Occorre dunque provare ad approcciarlo usando la massima prudenza.

Ecco alcuni consigli:

  • non urlate e non agitatevi: impaurireste ulteriormente l’animale!
  • se necessario, seguitelo e controllatene gli spostamenti;
  • cercate di conquistare la sua fiducia accucciandovi mentre lo chiamate e muovendovi lentamente, siate pazienti e provate ad avvicinarlo, accarezzarlo e tranquillizzarlo. Del tutto controproducente è corrergli incontro o dietro;
  • allontanatelo dalla strada e cercate di condurlo verso un’area sicura come ad esempio un campo o un parco.

Verificate poi se il cane / gatto ha al collo una medaglietta con i riferimenti del proprietario e, in tal caso, contattatelo immediatamente.

Qualora l’animale risulti sprovvisto di medaglietta, chiamate i Vigili urbani i quali, a loro volta, allerteranno il canile sanitario competente (quello convenzionato con il Comune di ritrovamento) che invierà sul posto un suo addetto per procedere al recupero dell’animale.

In caso di animale ferito contattate anche la ASL (reperibile anche di notte e nei giorni festivi).

Ricordiamo che sia i Vigili che la ASL sono obbligati ad intervenire e che l’eventuale mancato intervento è passibile di denuncia in quanto configurerebbe l’omissione di un pubblico servizio.

Qualora il soccorso dell’animale debba svolgersi in condizioni particolari (tetti, alberi, tombini, fossi etc.) sarà opportuno richiedere anche l’intervento dei Vigili del Fuoco (115).

Una volta allertato il canile sanitario di competenza, attendete insieme all’animale l’arrivo dell’operatore e fatevi lasciare da quest’ultimo i riferimenti della struttura ove il cane / gatto verrà ricoverato.

Come per il caso di smarrimento di un animale, anche in ipotesi di ritrovamento risulterà molto utile diffondere la notizia attraverso volantini, social network etc. e dare comunicazione dell’accaduto alle associazioni animaliste ed ai rifugi per animali della zona.

Una volta giunti al canile sanitario, gli animali vengono esaminati da un veterinario, curati e vaccinati se necessario e  infine identificati.

Naturalmente, ove l’animale risulti provvisto di microchip o tatuaggio, il canile provvederà a contattare immediatamente il proprietario.

Per ogni animale viene redatta una scheda contenente alcune indicazioni sul comportamento tenuto dal cane / gatto in sede di visita. Ciò tornerà utile al momento dell’affido dell’animale in quanto gli operatori potranno, anche sulla base del comportamento tenuto dall’animale nel periodo successivo, fornire indicazioni agli aspiranti adottanti in merito al carattere dello stesso.

I cani accalappiati (perché randagi o smarriti) restano ricoverati presso il canile sanitario per 10 giorni, trascorsi i quali vengono trasferiti in un canile – rifugio per l’adozione (in alcune strutture è presente sia il canile sanitario che il canile rifugio).

Ricordiamo infine che per 60 giorni dalla data di ingresso in canile il cane eventualmente adottato è in affido temporaneo: se il vecchio proprietario lo rintraccia e lo reclama, ha diritto di riaverlo.

 

da AVVOCATO ANIMALI

FERMIAMO SUBITO IL MASSACRO DELLE VOLPI E CUCCIOLI IN TANA autorizzata dalla Regione Lombardia in provincia di Brescia

La Regione Lombardia e l’ambito territoriale di caccia di Brescia hanno programmato una vera e propria azione di sterminio della durata di cinque anni nei confronti di un numero illimitato di volpi, per lo più cuccioli e le loro madri, che saranno sterminate dalle doppiette dei cacciatori senza la presenza  e quindi il controllo degli agenti della polizia provinciale, che lamentano carenza di personale e risorse. Siamo venuti a conoscenza solo in questi giorni e solo tramite un giornale locale che lo sterminio inizierà il 1 Giugno. Le volpi, senza aver attuato censimenti, saranno uccise tutto l’anno – 365 giorni,7 giorni su 7, 24 ore al giorno – anche con il cruento metodo della caccia in tana.

Una pratica ingiustificata dal punto di vista scientifico, inaccettabile dal punto di vista etico, dannosa per la specie oggetto di prelievo e di disturbo per il resto della fauna selvatica in periodo riproduttivo.

Ogni genere di caccia è crudele, e nel caso della caccia alla volpe in tana la crudeltà è ancora maggiore, perché la volpe cerca rifugio nella propria tana dove sta accudendo i suoi cuccioli, dove viene ferita a morte dai morsi dei cani addestrati ad infilarsi nella tana per stanare e uccidere lei e le sue creature indifese, e dove muore dopo una lunga agonia e spesso i cani riportano gravi ferite.

Non posso tollerare che l’Amministrazione pubblica consenta questa pratica medioevale e illogica  a una sempre più esigua minoranza di cacciatori di uccidere animali che sono patrimonio di tutti noi, ancor di più nel caso della volpe che costituisce oramai l’unico predatore naturale presente sul nostro martoriato territorio: la volpe, se lasciata viva, potrebbe ridurre notevolmente gli emolumenti che le Regioni devono pagare ogni anno per i danni all’agricoltura provocati da fagiani, lepri e nutrie.

È quindi evidente che la decisione derivi unicamente dalla volontà di garantire ai cacciatori  più prede possibili durante la stagione venatoria: la volpe si nutre infatti dei continui ripopolamenti artificiali effettuati proprio dai cacciatori.

Un altro regalo alla lobby delle doppiette bresciane per farli andare a caccia tutto l’anno: la maggioranza dei Cittadini sono contrari alla caccia e una politica che non ne tiene conto è irresponsabile.

Chiediamo:

-Al Presidente della Regione Lombardia, all’Assessore al dirigente settore Agricoltura e dell’Ufficio Territoriale Regionale di Brescia di revocare senza indugio l’atto autorizzativo approvato senza il rispetto della normativa vigente.

– Chiediamo alla Regione Lombardia di rispettare la normativa in materia di trasparenza quale strumento atto a garantire il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione  anche attraverso lo strumento della diffusione e pubblicazione sui siti istituzionali dei provvedimenti normativi.

Oltre alla raccolta firme, la petizione è QUI:

PICCOLI VOLATILI TROVATELLI – MASSIME PER IL RECUPERO

Sono davvero da salvare?
Spesso lasciano il nido prima di saper volare,  i genitori li seguono a distanza e li nutrono a intervalli regolari. Se sospettate che il piccolo sia abbandonato, osservatelo a distanza per almeno un’ora prima di raccoglierlo, e fatelo solo se nel frattempo non si è avvicinato nessun uccello adulto.

Stagioni
I piccoli nascono tutti in primavera – estate, solo piccioni e tortore possono nascere per tutto l’anno. Se chi chiama d’inverno parla di nidiacei, si tratta in realtà di piccoli uccelli adulti tipo regoli.

Merli
Sono i tipici piccoli che non devono essere raccolti perché è normale che siano a terra, in apparenza da soli e ancora incapaci di volare. Controllate che non siano presenti ferite; se sono stati acciuffati anche per un attimo da un gatto devono essere raccolti e curati, le ferite inferte dai gatti si infettano sempre. I piccoli dei merli sono bruni e grossi circa come un pugno, la coda è corta e poco visibile, il becco è solo bordato di giallo. Solo in capo a un anno, alla primavera seguente a quella della nascita, presentano il caratteristico aspetto allungato dei merli, con livrea nera e becco interamente giallo solo nei maschi. I piccoli  degli uccelli a questo stadio si possono toccare, perché la madre è indifferente all’odore umano, e non li abbandona come invece fanno cervi e lepri, perciò li si può spostare in luoghi più freschi o sicuri, lontano da gatti o cani o auto, ma sempre entro un raggio di pochi metri. Devono infatti rimanere nel territorio dei genitori, dove sono sparsi anche i fratelli, tutti in contatto di voce. Altre coppie della stessa specie non li adotterebbero e li considererebbero estranei da scacciare. Se il luogo sembra inadatto e inospitale perché poco verde o disturbato, non importa: i piccoli sono necessariamente nati in quella zona.

Cornacchie
Anch’esse lasciano il nido prima di volare correttamente, sono però molto più grandi, più dei piccioni, nere e grigie, con la bocca rosa. La specie si è abituata alla vita in città solo di recente, i genitori sono molto diffidenti e si avvicinano solo se ci si tiene a debita distanza, a volte però si fanno notare con grida di allarme. I piccoli a volte hanno strane posture, sembrano zoppicare, ma anche qui se non si vede sangue, si può supporre che non  abbiano niente e che debbano essere lasciati in loco.

Rondoni
I piccoli dei rondoni e delle rondini devono essere sempre raccolti perché i genitori non se ne occupano una volta che sono sul terreno. I rondoni sono uccelli molto numerosi in città, tutti scuri con ali lunghissime e becco piccolo e adunco. Le zampe sono molto piccole, il che rende loro impossibile riprendere il volo una volta che sono finiti a terra, anche se sono adulti e sani,  spiccano il volo infatti di norma dall’alto. Quando ci si imbatte in un rondone e non si sa bene cos’abbia, conviene recarsi in un posto aperto e tranquillo e tenerlo in alto sulle mani: questa spinta sarà sufficiente a fargli riprendere il volo se si tratta di un adulto momentaneamente in difficoltà.

Cibo
Gli uccelli di tutte le specie, anche i granivori, mangiano cose proteiche da piccoli, perciò carne trita arricchita di insetti (grilli), pezzetti di carne, omogeneizzato di carne, quest’ultimo è forse il più pratico, con siringa da insulina senz’ago. Il cibo per insettivori dei negozi di animali non sempre va bene, il pane e il latte vanno malissimo! I bocconi o la siringa vanno inseriti in profondità nella gola, come farebbe il genitore con il becco. Mangiano tanto, molto di più di altri animali più grossi, e crescono di continuo, se la crescita si blocca c’è qualcosa che non va. In effetti in due settimane quasi tutte le specie sono pronte per la liberazione. Mangiano spesso, gli implumi ogni pochi minuti, mai comunque nessun piccolo può essere lasciato senza cibo per più di un’ora, tra l’alba e il tramonto, di notte non è necessario. Solo i piccoli dei colombi e delle tortore fanno pasti molto abbondanti (si vede il gozzo pieno come un sacchetto gonfio sotto il collo) ma rari, quattro o cinque al giorno. Vanno imboccati, i piccoli non possono essere nutriti solo lasciando loro davanti il cibo! Quando sono un po’ cresciuti e impiumati si offrono semi (in drogheria miscele per canarini) ai granivori (becco corto e tozzo: passeri, piccioni) e vermetti (negozi di rettili e pesca: camole della farina e del miele, lombrichi solo per i merli) agli insettivori (becco sottile e aguzzo: merli, capinere, cince). Non devono essere liberati e non devono scappare se sanno volare ma non ancora mangiare da soli. Gli insettivori non dovrebbero essere liberati se non sono stati visti predare da soli un vermetto. Rondini e rondoni sono insettivori ma non mangiano mai da soli se non in volo; quando sono pronti per il volo i rondoni sanno nutrirsi per istinto, le rondini e i balestrucci vanno trattenuti per un paio di giorni volanti nella stanza.
Nell’allattamento dei piccoli mammiferi non bisogna usare latte bovino, ma il latte apposito per i cuccioli, per i pipistrelli Esbilac, con integratori minerali e vitaminici.

Temperatura
I piccoli implumi starebbero nel nido sotto la mamma e con i fratellini, vanno perciò tenuti caldi, tendono a raffreddarsi anche in piena estate, soprattutto di notte. Vanno bene la
borsa dell’acqua calda avvolta in un panno (non usate il cotone idrofilo che si impiglia nelle zampette, ostruisce le narici), una lampadina schermata vicino al nido.
Gli adulti feriti o malati vanno tenuti al caldo, ma non eccessivo, sempre lontani dal termosifone, soprattutto per le lunghe degenze e in vista della liberazione, quel che fa loro male infatti non è tanto il freddo ma lo sbalzo di temperatura improvviso tra ambiente interno ed esterno. Gabbie lontane anche dalle correnti d’aria, e non trasportate dentro e fuori. Nella terapia di urgenza, per recuperare adulti gravemente menomati, si usino gli accorgimenti indicati per i piccoli.

Volo
L’apprendimento al volo è istintivo, con lo sviluppo del piumaggio i piccoli uccelli tendono ad esercitarsi, bisogna dare loro agio di farlo, tenendoli in gabbie grandi, voliere, stanze, o almeno in scatoloni o vasche da cui possano uscire solo volando verso l’alto. Se un uccello vola verso l’alto sa volare, se da un mobile scende, sia pure battendo le ali, non si tratta di vero volo. I rondoni non apprendono mai a spiccare il volo da terra, bisogna portarli all’aperto in un prato e sollevarli in alto, se ricadono non c’è problema, non si feriscono e si deve ritentare dopo qualche giorno.

Migrazione
Alcune delle specie che più spesso si soccorrono, specialmente rondini e rondoni, sono migratrici obbligate, cioè lasciano del tutto il nostro Paese nella brutta stagione. Bisogna tenerlo presente per affrettare cure ed allevamento e non protrarli fino ad autunno avanzato.

Liberazione
Non è necessario cercare oasi e parchi naturali, la maggior parte dei nostri pazienti sono uccelli di città che si accontentano dei giardini condominiali, i piccioni preferiscono addirittura gli edifici alle piante. In “campagna” ci sono predatori e cacciatori, meglio liberarli, magari per gradi, così a volte ritornano per qualche tempo per mangiare, dai balconi e terrazzi di casa, dove sono stati allevati, ambiente familiare e sicuro, meglio se su strade non troppo trafficate e a piani non troppo alti.

Legge
Secondo la legge italiana solo i centri recupero autorizzati, più o meno uno per Regione, possono detenere animali selvatici, tutti gli altri, associazioni, privati o veterinari, non possono, anche se lo fanno per curarli. E’ chiaro che un minimo di buon senso vuol che un piccolo che si ha in cura solo per il tempo strettamente necessario all’allevamento non andrà sanzionato da eventuali autorità giuntene a conoscenza, tuttavia sarebbe difficile giustificare la detenzione dello stesso animale una volta cresciuto: motivo di più per liberarli al più presto!

Irrecuperabili
Un uccello inabile al volo non può essere liberato in natura, bisogna sistemarlo in uno spazio protetto senza gatti, giardino, cortile, terrazzo, voliera, da cui non possa scappare camminando o lanciandosi.

Imprinting
Si addomesticano e non possono più essere liberati? Assolutamente no, per istinto recuperano la paura degli essere umani, la giusta diffidenza, solo le cornacchie piccole si affezionano, soprattutto se tenute senza altre della stessa specie.

Trasporto e stabulazione
Gli animali selvatici hanno bisogno di quiete e di calma, per trasportarli non bisogna usare gabbie, perché ciò che vedono li stressa e spaventa, adoperiamo invece scatole di cartone forate per l’aria, all’interno uno straccio o carta morbida a cui aggrapparsi, inutili cibo e acqua, che si versano. Nel luogo dove li teniamo, bisogna vietare l’accesso a cani, gatti, bambini rumorosi, aspirapolvere, musica, devono avere luce naturale per potersi cibare, buio di sera; lo spazio non sempre necessariamente grande, i feriti spesso devono muoversi poco.

Avitaminosi dei piccioni
Molti piccioni vengono trovati in città con il collo ritratto tra le spalle, con movimenti rotatori di tutto il corpo, incapacità di mantenere l’equilibrio e quindi di volare. Molti di questi sono vittime di carenze alimentari tipiche della vita urbana: si nutrono di cereali non integrali (pane bianco) da cui non possono trarre l’apporto vitaminico e proteico necessario. Si impone una cura d’urto a base di vitamina B, facilmente reperibile in farmacia (Betotal); e legumi verdi (piselli secchi, azuki, soia).

Gatti
Bisogna dire a tutti di mettere loro al collo campanelli e di non farli uscire almeno nella stagione dei piccoli di merlo (maggio-luglio). Gli aggrediti da gatto sono graffiati e spesso hanno perso la coda. Un uccello adulto senza coda si può liberare ma prima bisogna fare una cura di tre giorni di antibiotico, perché i morsi e graffi di gatto si infettano sempre e bisogna considerare  che queste ferite ci siano anche se non si vedono.

Antibiotico
Il veterinario vi saprà indicare quale usare e con quale dosaggio, che varia da caso a caso.

Arnica
Arnica Compositum della Heel, compresse. Antistress, rigenerante, ricostituente, antidolorifico. Bisogna sciogliere ¼  di compressa in 100 cc acqua per un uccello della taglia di un merlo o cardellino, se non beve da solo, bisogna dargliene qualche goccia con una siringhina senz’ago o sondino. Per cornacchie o fagiani ½ compressa due volte al giorno nel cibo.

Peso
Molti medicinali vanno dosati per peso, è allora importante ricordare allora che gli uccelli sono molto leggeri, molto più di altri animali della stessa taglia: sono fatti per volare, le loro ossa sono cave! A titolo di esempio si riportano i pesi medi degli adulti di alcune specie più comuni, anche come riferimento per chi alleva un piccolo e non sa giudicare se si possa considerare del tutto cresciuto:
Fringuello, cinciallegra,  pettirosso e rondine 18/20 gr.; passero: 25/30 gr.; rondone: 40 gr.; storno 80 gr; merlo: 100 gr.; tortora 120 gr.; gallinella d’acqua 250 gr.; piccione 300 gr (con molte variabili per le varie razze domestiche che possono essere più pesanti); cornacchia e colombaccio 500 gr.; fagiano 1 kg.

Letargo
Ricci e pipistrelli che si trovano in giro d’inverno sono in difficoltà, soprattutto se accade di giorno, dovrebbero essere in letargo. L’intervento di un veterinario è necessario. Intanto tenerli tranquilli al buio, i pipistrelli all’umido e non al caldo, se stanno ancora dormendo. Anche in autunno si trovano in giro di giorno ricci che non hanno scorte di grasso sufficienti per l’ibernazione, in questo caso può essere necessario tenerli fino alla bella stagione facendo loro saltare il letargo.

PRASSI
a – una persona telefona e chiede di consegnare un uccello in difficoltà:
b – è un piccolo? in alcune stagioni lo si può escludere. I piccoli aprono il becco chiedendo cibo, hanno i bordi del becco molli e gialli
c- è davvero in difficoltà? Se un uccello adulto si fa raccattare, è in difficoltà, se è un piccolo può non esserlo
d – riconoscimento specie:è grosso come un pugno e bruno? è un merlo – è grosso come un pollice e beige? un passero
e – se è un rondone (possibile solo da aprile a luglio) spiegate di recarsi in un luogo aperto e sollevarlo in alto sulle mani, spesso basta a fargli riprendere il volo (se dicono “rondine” a Milano è spesso un rondone).

NB per tutti ma soprattutto per i piccoli uccelli non c’è un minuto da perdere e l’intervento dev’essere immediato

TELEFONO PER EMERGENZE SOCCORSO ANIMALI SELVATICI, CONSIGLI E RECUPERO
333 9206116