VOMITO nel gatto: quando preoccuparsi?

Lo sapete tutti. I gatti vomitano tantissimo. Io ho scoperto che il gatto può vomitare anche fino a 3 volte al mese, senza per questo soffrire di alcuna patologia. I boli di pelo, la voracità nel mangiare e la caccia in giardino possono essere solo alcune tra le situazioni che possono indurre la comparsa del vomito nel nostro amico felino.

Ma non solo, c’è da fare una differenza tra vomito e rigurgito.

Nel caso del vomito, questo è sempre preceduto dai classici “conati”: il gatto contrae ritmicamente la pancia ed aumenta la salivazione. L’aspetto del materiale espulso dallo stomaco può avere una consistenza particolare, poiché il cibo è già stato parzialmente digerito. In sostanza, tutto ciò che il gatto ha mangiato verrà espulso con un aspetto diverso.

Nel caso del rigurgito, invece, mancano i segnali che anticipano l’espulsione del cibo. Quindi il gatto non avrà conati, ma si limiterà ad allungare la testa in avanti, riversando all’esterno tutto ciò che ha ingerito da poco. Il rigurgito si manifesta soprattutto con l’espulsione del cibo o altro materiale contenuto nell’esofago, il canale che collega lo stomaco con la bocca. Considerando che il gatto molto spesso non mastica il cibo, questo verrà espulso nella forma originaria, quasi sempre con una tipica forma “a salsicciotto”.

Che si tratti di vomito o rigurgito, alcune situazioni possono favorire l’espulsione del cibo contenuto nello stomaco o nell’esofago. In particolare, non dobbiamo allarmaci se:

  • Il cibo viene ingerito troppo in fretta e con avidità;
  • Il gatto ha bevuto troppa acqua;
  • Ci sono boli di pelo nel vomito;
  • Il gatto ha giocato in maniera frenetica subito dopo aver mangiato;
  • Il cibo ingerito era avariato;
  • Il gatto ha mangiato l’erba gatta o altre piante non tossiche;
  • Abbiamo sostituito improvvisamente il tipo di mangime;
  • Il gattino ha appena iniziato lo svezzamento.

In caso di episodi isolati, che si verificano in una di queste circostanze, il gatto generalmente torna subito attivo dopo aver vomitato e può tornare a chiedere del cibo già dopo pochi minuti. In caso contrario consultate subito il vostro veterinario.

Quando invece dobbiamo preoccuparci?
Il vomito potrebbe rappresentare il campanello d’allarme per problemi più gravi qualora il gatto manifestasse altri sintomi, tra cui:

  • gatto triste con vomito
  • Vomito frequente, almeno una volta al giorno;
    Diarrea persistente;
  • Febbre;
  • Apatia;
  • Debolezza;
  • Letargia;
  • Dimagrimento;
  • Inappetenza;
  • Dolore addominale;
  • Il gatto beve tanto e spesso;
  • Vomito di colore rossastro o verdastro;
  • Vomito con odore “fecale”;
  • Presenza di parassiti nel vomito.

Correte dal veterinario, potrebbe avere

  • Corpi estranei nello stomaco o nell’intestino;
  • Boli di pelo che impediscono il passaggio del cibo;
  • Stitichezza;
  • Intolleranze e allergie alimentari;
  • Gastrite;
  • Gastroenteriti batteriche o virali;
  • Ostruzioni intestinali;
  • Presenza di parassiti nell’intestino, simili a chicchi di riso o stretti ed allungati;
  • Infiammazioni del pancreas o del fegato;
  • Diabete;
  • Insufficienza renale;
  • Infezioni respiratorie;
  • Intossicazione o avvelenamento;
  • Tumori dello stomaco o dell’intestino;
  • Disturbi neurologici;
  • Presenza di fecalomi, masse compatte di feci dure nell’intestino.

PORTATELO DAL VETERINARIO SUBITO: Uno dei rischi principali legati al vomito persistente, infatti, è quello della disidratazione.

La perdita eccessiva di liquidi, soprattutto se il vomito è associato a diarrea, può mettere a rischio la salute del gatto. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, il veterinario provvederà subito a reidratare il vostro gatto tramite una flebo, per reintegrare i liquidi persi.

Una volta individuata la causa, sarà più semplice sottoporre il paziente a quattro zampe ad una terapia mirata e specifica.

Se il vomito non è frequente, provate a cambiare l’alimentazione. Potreste scegliere un alimento più digeribile, ad esempio a base di pollo o tacchino, oppure uno monoproteico, per verificare la presenza di intolleranze o allergie alimentari. Il veterinario saprà comunque consigliarvi al meglio;

Obbligate il gatto a mangiare più lentamente. Provate a somministrargli voi stessi la pappa, aspettando qualche secondo tra un boccone e l’altro. Per rendere più piacevole questa operazione, provate con i giochi di intelligenza. Si inseriscono i croccantini nel supporto semichiuso, obbligando il gatto a faticare per riuscire ad aprirlo;

Sollevate la ciotola su un piano rialzato. In commercio sono disponibili dei supporti per le ciotole dell’acqua e del cibo ad altezza di felino. La posizione della testa verso il basso durante la pappa potrebbe indurre delle difficoltà nella discesa del cibo lungo l’esofago;

Non fate mangiare più gatti insieme. Se avete più di un gatto, dategli da mangiare in momenti diversi oppure in luoghi della casa abbastanza distanti. Spesso i gatti più ansiosi possono ingerire il cibo voracemente per impedire che gli altri gatti glielo possano sottrarre.

PER ESSERE OPERATIVI SUL TERRITORIO

A TUTTI I VOLENTEROSI DI AGNADELLO, PANDINO E RIVOLTA

Visto che a volte ci sono emergenze ed è difficile coordinarsi, è stato creato un GRUPPO CHIUSO SU FACEBOOK da usare per

  • coordinarsi in caso di ricerche di animali
  • passarsi informazioni su maltrattamenti o situazioni da monitorare
  • raccolta fondi per emergenze.

Spero che gli angeli del Gerundo si riconoscano e si iscrivano.

IL CANE E LA MUSERUOLA

Il cane impara giocando:

  1. utilizza la museruola come se fosse una ciotola, metti dentro bocconcini graditi al cane e offrigli la “ciotola”
  2. incastra bocconcini in fondo in modo che il cane impieghi più tempo a rimanga con il muso dentro più a lungo, così inizierà a sentire l’appoggio della museruola sul naso, cosa fastidiosa, ma associata ad emozioni positive
  3. spalma il fondo con omogenizzato, paté, formaggio spalmabile,… in modo che il cane impieghi sempre più tempo a ripulire e sempre mentre mangia puoi provare a fare il primo click, apri velocemente in modo che il cane quasi non si accorga che la clip è stata chiusa
  4. offri al cane la museruola vuota e, se infila dentro il muso spontaneamente, lodalo e dagli un premio; allunga progressivamente i tempi in cui il cane tiene dentro il muso, lodalo e premialo togliendo la museruola prima che il cane provi ad uscire
  5. metti di nuovo cibo gradito al cane in fondo e, quando si avvicina per infilare il muso, allontana la museruola in modo che debba seguirla per un po’ prima di riuscire ad entrare
  6. togli la parte anteriore della museruola e mostra al cane i bocconcini in modo che per raggiungerli debba infilare il muso dentro; ripeti allacciando la museruola mentre il cane mangia i bocconcini
  7. togli la parte anteriore della museruola e sostituisci la chiusura con un elastico per capelli, prepara il set di un gioco che il tuo cane conosce bene (ad esempio ricerca di bocconcini o rovesciare un barattolino per ottenere cibo) ed eseguite il vostro rituale di gioco prima senza la museruola, poi indossando la museruola. L’elastico riduce il tempo necessario per sistemarla e il cane rimarrà concentrato sul gioco, inoltre sarà più agevole toglierla se il cane dovesse mostrarsi a disagio
  8. chiedi al tuo cane (senza museruola) di eseguire un comportamento che conosce bene e che sa fare senza alcuna difficoltà, lodalo e premialo con qualcosa di molto gradito; ora mostra il bocconcino molto gradito al cane, ripeti lo stesso rituale e fai indossare la museruola, se esegue correttamente lodalo, togli la museruola e premia
  9. aumenta progressivamente la difficoltà del compito che chiedi al tuo cane di svolgere prima con la museruola e poi senza, se esegue correttamente, lodalo, togli la museruola e premialo
  10. aumenta progressivamente le distrazioni durante lo svolgimento del compito, riducendo di nuovo la difficoltà (ad esempio puoi chiedere un seduto al parco quando ci sono altri cani presenti e poi ripetere il seduto con la museruola)
  11. aumenta difficoltà e distrazioni durante l’esecuzione del compito richiesto

Di solito il momento critico per chi avvia un training di questo tipo è quando si toglie il cibo dalla museruola e si chiede al cane di indossarla, è importante che il cane abbia capito che dopo aver svolto il compito richiesto (indossare la museruola) avrà il suo premio e che voi siate in grado di proporre il traning sempre con atteggiamento ludico.

Le regole generali da rispettare sono semplici: creare sempre associazioni positive con la museruola, passare allo step successivo soltanto quando il precedente è ben assimilato, interrompere il gioco quando il cane si diverte per creare aspettativa, variare le condizioni ambientali durante il training, abbassarsi e mettersi di lato al cane quando offro e allaccio la museruola.

Gli errori più comuni e assolutamente da evitare sono: avanzare troppo rapidamente nel training, forzare il cane a infilare la museruola, lasciarla troppo a lungo finché cerca di togliersela da solo, incombere sul cane mentre infili e allacci la museruola.

 

DA paroladicane

IL REGOLAMENTO REGIONALE CHE SARA’ SPERIAMO VOTATO A BREVE…

La catena per i cani in Lombardia non è ANCORA  vietata. Il nuovo regolamento per la tutela degli animali e per la prevenzione del randagismo deve ancora essere votato dal Consiglio Regionale, ma per ora ha superato il vaglio della Commissione Sanità.

Il regolamento propone, tra le altre cose:

  • divieto di catena,  salvo che per ragioni sanitarie o di sicurezza, che deve comunque avere carattere temporaneo, documentabili e certificate dal veterinario.
  • fornire all’animale un ricovero adeguato, cibo e acqua in quantità sufficiente e un’adeguata attività motoria.
  • per gli animali in addestramento, viene previsto il divieto di sottoporli ad attività che possono risultare dannose per la loro salute.
  • i rifugi dovranno essere aperti al pubblico per almeno 4 giorni alla settimana compresi il sabato e la domenica per un minimo di quattro ore al giorno, con l’obiettivo di favorire la ricollocazione degli animali presso nuovi proprietari.
  • possibilità di accesso di cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite dalle strutture sanitarie e sociosanitarie.
  • è VIETATO usare animali come premio o regalo per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività.
  • La scomparsa di un cane o di un gatto deve essere denunciata dal proprietario, possessore o detentore entro due giorni al dipartimento di prevenzione veterinario o alla polizia locale territorialmente competenti. L’organo che riceve la denuncia di scomparsa deve registrarla nell’anagrafe canina e felina.
  • Chiunque ritrovi un cane vagante o un gatto vagante in stato di evidente abbandono, bisognoso di cure e non identificabile come gatto di proprietà, è tenuto a darne pronta comunicazione al dipartimento di prevenzione veterinario di un’ATS, anche diversa da quella in cui è avvenuto il ritrovamento o alla polizia locale del comune in cui è avvenuto il ritrovamento stesso, consegnandolo al più presto al canile sanitario o fornendo le indicazioni necessarie al suo ritiro.
  • La notifica del ritrovamento del cane o del gatto al proprietario, possessore o detentore comporta l’obbligo del ritiro entro cinque giorni e del pagamento dei costi sostenuti per la cattura, le eventuali cure ed il mantenimento.
  • I gatti che vivono in stato di libertà sono protetti ed è vietato maltrattarli o allontanarli dal loro habitat. Se il comune, d’intesa con l’ATS competente, accerta che l’allontanamento si rende inevitabile per la loro tutela o per gravi motivazioni sanitarie, individua altra idonea collocazione, nel rispetto delle norme igieniche. S’intende per habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di territorio nel quale viva stabilmente una colonia felina,. Nel caso la porzione di territorio sia privata e il proprietario deceduto, gli eredi del territorio subentrano al proprietario deceduto come responsabili dei felini in accordo con il Comune di pertinenza.

MOLTO INTERESSANTE QUESTO PUNTO:

Con l’entrata in vigore della presente legge è istituito il Villaggio dei randagi, luogo in cui i cani possano vivere in libertà e ove sia rispettato il loro bisogno etologico. Il Villaggio dei randagi è una struttura pubblica dove gli animali vengono ricoverati in attesa di adozione. Gli animali sono ricoverati in libertà senza gabbie di cemento o metallo e possono usufruire di casette e strutture ecologiche in legno coibentate in ampi spazi verdi. l Villaggio dei randagi è situato in un’area territoriale abbastanza vasta da permettere la suddivisione in zone atte a contenere un piccolo numero di cani, lasciati sempre liberi al loro interno. Le zone dovranno essere dotate di casette accessibili agli animali 24 ore e al giorno e protette da tettoie. Compito dei comuni sarà quello di mettere a disposizione un’area verde piantumata di almeno 5.000 mq servita da acqua, luce e gas che potrà essere anche a valenza intercomunale, convenzionandosi con enti pubblici, associazioni e cooperative sociali per la gestione dei Villaggi. La superficie di 5000 mq potrà essere utilizzabile per ospitare al massimo 30 cani, il numero di cani ospitabili aumenterà proporzionalmente al numero di mq messi a disposizione. Deve essere garantito uno spazio di 100 mq per ogni cane.

Il Villaggio dei randagi è dotato di una struttura eco compatibile, volta ad ospitare i cani malati ed è dotato di un ambulatorio attrezzato per il primo soccorso.

I Villaggi dei randagi offriranno: − pensione per cani abbandonati e di persone in difficoltà − servizi di pensione anche ad ore per lavoratori a prezzi convenzionati − educatore cinofilo − spazi per riabilitazione di soggetti fragili e diversamente abili − visite didattiche guidate 7. Il Villaggio dei randagi può essere gestito da uno staff di animalisti e volontari di comprovata competenza attestata da patentino cinofilo o da un certificato di partecipazione ad un corso base per operatore cinofilo della durata di almeno 100 ore.

Si deve inoltre prevedere la presenza di:

a) almeno un educatore cinofilo;

b) almeno un istruttore

c) almeno un veterinario reperibile 24 ore su 24.

Gatti che mangiano troppo

Il vostro gatto – come fa uno dei miei – miagola in continuazione fino a che non gli date da mangiare?

Perché?

Per noia: troppo spesso i nostri gatti a casa si annoiano. Anche quando siamo in casa, non abbiamo tempo da dedicare loro, torniamo dal lavoro e siamo stanchi e non gli prestiamo le dovute attenzioni. Ecco che il micio allora cerca di ottenerle nell’unico modo che conosce: miagola, noi scambiamo questa richiesta di attenzioni per richiesta di cibo, anche perché ci mettiamo di meno ad aprire il frigo piuttosto che a metterci a giocare con lui. E gli diamo da mangiare. Il micio in questo modo impara che per ottenere attenzioni, deve miagolare e noi apriamo la dispensa per lui. In fin dei conti gli abbiamo dato attenzioni

Per una dieta errata: se stiamo dando un’alimentazione sbagliata al gatto, magari una dieta commerciale non di ottima qualità, ecco che il gatto potrebbe manifestare un aumento dell’appetito per compensare il fatto che o non gli stiamo dando abbastanza cibo o gli stiamo dando quello sbagliato per lui

Ha il diabete mellito: nelle prime fasi del diabete mellito, il gatto mostra un aumento dell’appetito, della sete e dell’urinazione (polifagia, polidipsia e poliuria). Se il problema viene trascurato, ecco che il diabete evolve in direzione della cheto acidosi diabetica, con perdita di appetito, vomito e dimagramento

Per ipertiroidismo (la mia gatta ad esempio è ipertiroidea): i gatti che soffrono di ipertiroidismo manifestano come sintomi la polifagia, ovvero l’aumento dell’appetito. In contemporanea dimagriscono e diventano più nervosi e aggressivi

Per parassitosi intestinali: gatti che soffrono soprattutto di tenia, ma anche di ascaridi, mostrano un aumento dell’appetito. Questo perché parte di quello che mangiano viene assorbita dal parassita al posto che dal loro organismo
forme infiltrative intestinali: sia in caso di enteriti linfoplasmacellulari che di linfomi intestinali, spesso si nota un aumento dell’appetito del gatto con concomitante diarrea. Il fatto di andare in diarrea e di non riuscire ad assorbire correttamente i nutrienti fa sì che il gatto aumenti in maniera smodata il suo appetito.

Ha l’acromegalia: provocata da un tumore all’ipofisi.

E’ affetto da iperadrenocorticismo (sindrome di Cushing). Generalmente, esso è anche associato ad un aumento del senso di sete e delle minzioni.

QUINDI?

Facile, fate come ho fatto io, andate dal veterinario!!

– Si consiglia di prestare attenzione ai seguenti segni:

  • Aumento dell’appetito associato all’aumento o alla perdita di peso. L’aumento di peso si verifica in caso di polifagia psicologica o comportamentale. La perdita di peso può verificarsi in caso di scarso assorbimento intestinale o di tumori insulino secernenti. Sia l’aumento che la perdita di peso possono essere associati a diabete e iperadrenocorticismo.
  • Nel caso di un cambiamento nel comportamento, il gatto può sviluppare una fissazione per il cibo.
  • Notare se vi è un cambiamento nella conformazione corporea. E’ possibile notare depositi adiposi ridistribuiti in tutto il corpo del gatto, un addome sporgente e atrofia muscolare.
  • Se ha vomito. In questi casi, il gatto tende ad ingerire il cibo in modo talmente rapido da vomitarlo subito dopo aver mangiato.

Un’area cani per Pandino, di’ la tua!

Per adeguata conoscenza, pubblichiamo la proposta che abbiamo fatto all’Amministrazione di Pandino per l’individuazione dell’Area Sgambamento, con motivato anche il perché del nostro no al farla al Parco Laghetti.

Diteci la vostra nei commenti o compilate il questionario linkato a fine pagina!

La creazione di un’area sgambamento cani a Pandino è nelle promesse di questa Amministrazione, ma è già più volte slittata nel tempo.
Con la presente, UDA Gerundo intende fare alcune proposte sull’Area Sgambamento, sperando di poter dare il proprio aiuto e di essere utile nel percorso che l’Amministrazione sta facendo.
1- LOCATION
E’ noto che negli intenti dell’Amministrazione l’Area Sgambamento sarà al Parco Laghetti.
UDA Gerundo sconsiglia questa soluzione per le ragioni che va ad indicare:
1. Nella zona ci sono già gli Orti Sociali
2. Nella zona è presente un gran numero di avifauna selvatica
3. I cani già frequentano molto la zona: ce ne sono a qualunque ora, spesso liberi, alcuni fanno anche il bagno nella roggia e la parte di campo tra essa e la piscina è uno spazio in cui possono correre senza dare fastidio a nessuno. Continueranno a frequentare l’area anche se l’Area Cani sarà realizzata a pochi metri da lì, perché le abitudini non si perdono. Di fatto, il Parco Laghetti è già un’area cani. Se l’Amministrazione non lo istituzionalizzasse, ma decidesse di realizzare l’Area Cani altrove, si troverebbe di fatto con due aree cani. Senza togliere
spazio al parco, senza infastidire residenti e avifauna.
Per questo siamo a proporre una diversa location.
A nostro avviso, vi sono zone di Pandino (zona Ovest e zona Sud) che mancano di punti di aggregazione. E’ una periferia sbrindellata, più vecchia e meno studiata urbanisticamente, attraversata da due grandi strade quali via Milano e via Europa.
L’area Est e Nord è più prossima ad aree verdi, a campi, a lotti di terreno non edificati. Ve ne sono in via Zecca, via Rinetta, via Bonomelli, via Grandi, sulla ex Melotta, via Roggetto, via Caduti, via Cervi… I cani vengono spesso portati in quelle zone, e vengono anche lasciati liberi. Inoltre, il Parco Laghetti che – come si diceva – è già un’Area Cani, o, meglio, un Dog Park, è facilmente
raggiungibile dalla zona Est e Nord. Nell’Area Sud Ovest invece gli spazi verdi sono minori (verso il cimitero o verso la caserma) e meno diffusi.
Per questo proponiamo di fare l’Area Sgambamento cani nella zona più povera di verde, sia privato (poche ville) che pubblico (pochi parchi, seppure ce ne siano due grandi, mancano spazi verdi diffusi) e più pericolosa viabilisticamente di Pandino. La zona Sud Ovest.
La soluzione è ovvia: utilizzare il Parco Saint Denis, poco frequentato, più centrale e già oggi recintato e diviso in due, e fare l’area cani nella parte che è al di qua del ponticello. Ovvero, la parte con la fontana, che dà sull’ingresso, sarà area cani (tutta o la parte retrostante la fontana). Sul ponticello va messo un cancellino e al di là – più vicino alle abitazioni, con alberi e panchine –
resterà parco, con un eventuale ingresso a parte già predisposto. Le fontanelle dell’acqua sono in entrambe le sezioni del parco.
La spesa, decidendo di sfruttare un parco già esistente, soprattutto se si pensa a un parco già molto protetto, sarà minima. Inoltre, si va a rendere frequentato un parco dove notoriamente i ragazzi si ritrovano per fare uso di sostanze, come recenti raid dei Carabinieri hanno dimostrato. E i cani del quartiere smetterebbero di affollare la striscia verde accanto alla roggia in via Zara.

E’ possibile ricavare un’Area Cani anche al Parco Stella, dove non va NESSUNO; ma il parco Stella ha una caratteristica molto bella: il piazzale asfaltato, che potrebbe servire in futuro per varie attività e che sarebbe un peccato sacrificare in un’area cani. Il Parco Stella è in ogni caso abbastanza grande da poter ricavare uno spazio cani nello spicchio triangolare verso via Europa.
Anche questo parco è quasi sempre deserto (più ancora del Saint Denis), molto isolato, con un comodo parcheggio davanti, con due ingressi, in una zona molto trafficata e zeppa di palazzine (via Sauro, via Europa, via Quasimodo, via d’Acquisto), quindi dove i cani necessitano di uscire più che in zone con villette. E dove ad oggi escono sull’aiuola spartitraffico.
Si segnala infine la possibilità di adibire il parco di via Antonio da Pandino (così inutile da non avere neppure un nome) ad Area Sgambamento. Da anni il parco è lì, dimenticato, senza arredi, panchine, giochi, cestini. Ma ha delle bellissime piante. Confina con una casa della stecca di via Da Pandino e con le case disabitate di via Roggetto (tutte tranne una). Su un lato vi è una strada di
lottizzazione e su un altro via Zecca.
Sarebbe una magnifica area cani, anche se il quartiere non ne ha stringente necessità (i quartieri della zona Olmi, Caduti, Zecca vanno alla cascina Zecca con i cani). E così facendo si renderebbe utile quell’area verde, in un’area di Pandino densamente abitata da cani, e al momento non fruibile da nessuno. Il costo di allestimento è più alto che non nell’adattamento dei due parchi precedentemente nominati, ma vi è una proposta di
2 – FINANZIAMENTO
Come già proficuamente fatto altrove, si può realizzare l’area in partnership con un privato, nella fattispecie
– un educatore cinofilo (come fatto con Think Dog a Rivolta d’Adda)
– un costruttire a scomputo (come fatto con la lottizzazione di via Fermi a Spino d’Adda).
Nel caso di scomputo, l’Amministrazione sa già tutto. Nel caso di educatore cinofilo, è necessario stringere convenzione in cui ci si impegna a cedere ad uso esclusivo l’area o parte di essa (si può anche fare parte di essa, da chiudersi con una recinzione semovibile quando interdetta alla cittadinanza) per un monte ore settimanale prefissato, in cambio di lavori per 2-3000 euro di realizzazione della recinzione. A carico del Comune la realizzazione della fontanella dell’acqua.
UDA Gerundo ha a disposizione due nominativi di educatori cinofili interessati alla partnership, con cui definire le modalità di concessione dell’area o di parte di essa.

Sarebbe bello se voleste compilare il nostro SONDAGGIO

e dirci dove la vorreste.

Il mio cane è minaccioso con mio figlio

Molti proprietari di cani che stanno per diventare genitori sono preoccupati da come il loro amico a quattro zampe possa reagire all’arrivo del neonato. Effettivamente un bimbo, con i suoi ritmi e le sue esigenze, sconvolge la vita dei genitori e di conseguenza anche quella del cane di casa. Inoltre lo stile di vita della famiglia tende a cambiare radicalmente e spesso il cane vede ridursi drasticamente il tempo dedicato a lui: le passeggiate sono più corte, i momenti di gioco e d’interazione si riducono in frequenza e durata.

Perciò, in previsione della nascita del neonato, bisogna fare in modo che il cane impari a conoscere i bambini gradualmente e in modo corretto, associandoli sempre ad esperienze positive.

Per questo motivo, qualche settimana prima del parto, è bene far comparire in casa la carrozzina e la culla, oltre a riprodurre pianti, urla e vocalizzi dei neonati, grazie ai cd appositi che si trovano in commercio.

Si possono creare delle situazioni piacevoli dove si gioca e si coccola il cane, tenendo come sottofondo i suoni dei bimbi (ad un volume inizialmente molto basso, per poi aumentarlo gradualmente).

Quando il bambino arriva a casa, è bene non diminuire la quantità di attenzioni riservate al cane e premiare sempre (con carezze, premi in cibo e giochi ) l’amico a quattro zampe quando rimane tranquillo. In questo modo, nella sua mente, si creerà un’associazione positiva con l’immagine del bambino.

Proprio a tale scopo, evitiamo di punire il cane in presenza del bimbo, altrimenti si rischia, al contrario, un’associazione negativa. Allo stesso modo, evitiamo di allontanare l’amico a quattro zampe quando tenta un approccio con il bambino: cerchiamo piuttosto di far stare il cane nella stessa stanza con il bimbo, tenendolo magari impegnato con qualche gioco interattivo riempito con del cibo (si tratta di giocattoli che stimolano la mente, il fiuto e la masticazione). Al contrario, se il cane si nasconde o si allontana dal bimbo, non costringiamolo per forza a stare in sua presenza.

Naturalmente è sempre utile supervisionare le interazioni tra cani e bambini, perché anche l’amico a quattro zampe più tranquillo, se disturbato eccessivamente, potrebbe reagire in modo aggressivo per difesa e comunque, anche giocando, potrebbe fare involontariamente del male al bambino. Quando non è possibile supervisionare le interazioni tra cane e bambino è preferibile tenerli separati: allo scopo si possono usare dei piccoli cancelli per dividere gli ambienti, o si può tenere il cane in un altra stanza impegnandolo con un gioco di “attivazione mentale” (si tratta di giocattoli che sviluppano la capacità di risolvere un problema). È inoltre bene evitare che il bambino tocchi le cose del cane, come la ciotola, la cuccia e i giochi: a questo scopo collochiamo la cuccia in una zona della casa tranquilla e inaccessibile al bimbo.

Dovrete dimostrare al cane che siete comunque voi che comandate,e soprattutto, se l’aggressività è indirizzata a un essere umano, dovrete fargli capire che anche il nuovo “inquilino” è comunque al di sopra di lui nella gerarchia, e che non può essere quindi aggressivo con lui.

Importante inserire il nuovo arrivato nella gerarchia del branco del cane, quindi nel caso di un bimbo dovrete responsabilizzare Fido facendovi accompagnare nelle passeggiate. Oppure indicandogli di fare la guardia alla culla, a prescindere dalla razza e dal formato, rendendolo consapevole della nuova presenza.
Si agisce esattamente come se il cane fosse il fratello maggiore e lo si coinvolge nella nuova dinamica, senza dimenticare le continue dimostrazioni d’affetto spartite in eguale misura.

Quando il cane dimostra comportamenti, di aggressività con i proprietari, e comunque, quando non ha mai avuto possibilità di incontrare bambini, e’ il caso di rivolgersi ad un educatore cinofilo esperto sui problemi comportamentali del cane, che potrà certamente dirvi se il cane è idoneo o meno alla convivenza in casa con un bambino.
L’errore che spesso si commette, è quello di rivolgere attenzioni e giocare con il cane quando il bambino non è in casa o quando dorme. Così facendo, il cane vedrà il bambino come suo principale rivale perché assocerà la presenza del bambino con la mancanza del gioco e dell’interazione con il proprio padrone.

Ecco alcuni consigli utili.

– abituare il cane a ricevere meno attenzioni già prima dell’arrivo del bambino, in questo modo il cane non potrà associare l’arrivo del bimbo con la diminuzione delle attenzioni.
– molto utile è portare a casa e far annusare al cane i nuovi odori degli indumenti del bimbo e della madre che sono ancora in ospedale.
– all’arrivo in casa del bambino, lasciare che il cane si avvicini a lui, per annusarlo e conoscerlo. E’ importante che il cane capisca ciò che sta accadendo, ovviamente i proprietari devono sempre controllarlo senza bloccargli la sua naturale curiosità. Non devono mandarlo via o punirlo quando si avvicina al bambino.
– essere sempre presenti e premiare i comportamenti corretti del cane con un bocconcino o facendolo giocare, se invece notate che è molto agitato, distraetelo con un gioco, ma non punitelo.
Il bambino deve rappresentare per il cane qualche cosa di positivo, quindi è importante cercare di dare il maggior numero di attenzioni al cane, quando il bambino è presente, accarezzandolo, parlando e giocando con lui. Quando invece il bambino non c’e’, i proprietari dovranno dare meno attenzioni al cane perché così facendo, la presenza del bimbo viene associata al premio, al gioco all’esperienza positiva e all’interazione.

Pulci, zecche, filaria e Leishmania

ECTOPARASSITI: PULCI E ZECCHE

CHI COLPISCONO: Possono interessare sia i cani che i gatti.

COME PREVENIRLE: Il modo migliore per prevenire l’infestazione da questi parassiti è sicuramente una corretta profilassi tramite prodotti spot-on (pipette), collari specifici o pastiglie/tavolette che, applicati o somministrati correttamente per tutto il periodo primaverile-estivo, garantiscono un’efficace prevenzione. Chiedete al vostro veterinario consiglio sul prodotto migliore per il vostro animale.

COME TOGLIERLE: nel caso delle pulci l’unico modo è l’utilizzo di prodotti spot-on o collari; per le zecche, invece, è possibile eseguire la rimozione anche in modo manuale utilizzando un liquido viscoso (sapone, vaselina, olio da cucina) per «soffocare» la zecca che poi verrà estratta con movimenti rotatori («svitandola»).

ZANZARE: FILARIOSI

CHI COLPISCE: Può interessare sia i cani che i gatti.

COME PREVENIRLE: esistono, in commercio, diverse prodotti che permettono una corretta profilassi nei confronti di questo parassita.

E’ fondamentale ricordarsi di effettuare una corretta profilassi tutti gli anni e per un periodo adeguato alla presenza delle zanzare: normalmente si consiglia da Aprile a Novembre/Dicembre.

E’ importante anche, ogni due anni, ricordarsi di effettuare un test del sangue per confermare l’assenza della patologia nei nostri amici cani, prima di iniziare un nuovo ciclo di profilassi preventiva.

Vi sono diverse soluzioni per effettuare una corretta profilassi: tavolette, compresse, punture.. chiedete consiglio al vostro veterinario, che saprà sempre indicarvi la soluzione più adatta alle vostre esigenze e, soprattutto, a quelle del vostro amico.

FLEBOTOMI: LEISHMANIOSI

CHI COLPISCE: interessa esclusivamente i cani.

COME PREVENIRLE: in questo caso invece la prevenzione è, attualmente, una delle poche armi realmente efficaci per prevenire l’insorgere di questa patologia; purtroppo non esiste, attualmente, una terapia capace di debellare la patologia una volta contratta, ma ci è possibile soltanto tenere sotto controllo i sintomi, capite anche voi, perciò, l’importanza di effettuare una corretta profilassi eseguita costantemente.

Il modo migliore rimane, attualmente, quello di utilizzare collari o soluzioni spot-on ad effetto repellente, presenti in commercio e registrate appositamente nei confronti della leishmania; vi è la possibilità, inoltre, di effettuare una vaccinazione, consigliata in zone altamente endemiche.

da MYPETCLINIC