IL CANE E LA LEGGE

CAP 1, DOVERE DI CUSTODIA – > Il proprietario o detentore di un animale è tenuto a adottare tutte le cautele necessarie a prevedere le reazioni dell’animale. Ciò vale anche per il dogsitter. Si chiama responsabilità civile ed è prevista dall’art 2052 del Codice Civile. Essa esclude però la responsabilità in situazioni di caso fortuito.

 

Caso fortuito è l’avvenimento imprevedibile ed eccezionale che si inserisce d’improvviso nell’azione del soggetto. L’esempio tipico è quello di un automobilista che viaggia a moderata velocità mentre un passante, volendo suicidarsi, gli si getta all’improvviso sotto alle ruote. Talvolta la giurisprudenza fa rientrare nel caso fortuito il fenomeno del malore che coglie il conducente alla guida, dovendosi ritenere tale però solo il malore improvviso, di cui non c’erano avvisaglie prima dell’inizio del viaggio.

L’ORDINANZA 3 marzo 2009 del Ministero della Salute prescrive: Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo.

Ecco un elenco dei danni o disturbi che possono essere causati da animali come previsti dalla Legge:

Art. 638 UCCISIONE O DANNEGGIAMENTO DI ANIMALI ALTRUI
1. Chiunque senza necessità uccide o rende inservibili o comunque deteriora animali che appartengono ad altri è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309.
2. La pena è della reclusione da sei mesi a quattro anni, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.
2. Non è punibile chi commette il fatto sopra volatili sorpresi nei fondi da lui posseduti e nel momento in cui gli recano danno.

Art. 659 DISTURBO DELLE OCCUPAZIONI O DEL RIPOSO DELLE PERSONE
1. Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.
2. Si applica l’ammenda da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’autorità.

Art. 672 OMESSA CUSTODIA E MALGOVERNO DI ANIMALI
Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da lire euro 25 a euro 258. 
(1)
Alla stessa pena soggiace:
1) chi, in luoghi aperti, abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa, o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o conduce in modo da esporre a pericolo l’incolumità pubblica, ovvero li affida a persona inesperta;
2) chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone.

CAP 2: OMESSA CUSTODIA – > Il dog sitter può incorrere nel reato di omessa custodia; si tratta di un illecito amministrativo come da Codice Penale art 672 (omessa custodia e malgoverno animali). Di norma l’omessa custodia è collegata al reato previsto dalll’art 590, lesioni personali colpose. Infatti se il cane che è in vostra custodia aggredisce una persona / animale la responsabilità è vostra, perché sarà vostro dovere tutelare l’incolumità pubblica dal rischio di aggressioni da parte di cani

Le fattispecie punite sono tre, ovvero:

lasciar libero l’animale ritenuto pericoloso,

custodire senza adottare la dovuta cautela,

affidare un animale pericoloso a persona inesperta. 

Il proprietario non è esonerato da responsabilità neppure nell’ipotesi di assenza temporanea. L’obbligo di diligente custodia sorge ogni qual volta si instauri, nei confronti dell’animale pericoloso, un rapporto di possesso o di semplice detenzione, possesso che deve essere inteso anche come mera detenzione anche solo materiale e di fatto senza che sussista una relazione di proprietà in senso propriamente civilistico. Il reato è di tipo istantaneo ad effetti permanenti, che cessano con la rimozione della situazione di pericolo per la pubblica incolumità. L’elemento soggettivo richiesto è anche la sola colpa, avendo ammesso la giurisprudenza che non è sufficiente tenere l’animale in un luogo recintato, ma è anche doveroso fare in modo che lo stesso non possa uscire dalla recinzione e costituire un pericolo per le persone.

Si riporta l’assunto di derivazione giurisprudenziale teso ad ammettere che “In tema di omessa custodia di animali, l’obbligo di custodia sorge ogni qualvolta sussista una relazione anche di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, in quanto l’art. 672 c.p. collega il dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso, da intendere come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria un rapporto di proprietà in senso civilistico” (Sez. 4, n. 34813 del 02/07/2010, Rv. 248090)” (Cassazione penale, sez. IV, n. 12690/2016). Ancora, per completezza espositiva, si riporta l’orientamento della Suprema Corte con il quale questa ha riconosciuto che sussiste responsabilità del padrone di un cane per le lesioni riportate alla persona offesa la mancata adozione di accorgimenti minimi, non rilevando a nulla che in occasione delle visite della polizia locale lo stesso non si fosse mostrato aggressivo, soprattutto in ragione del fatto che un animale come il pastore maremmano, stante la sua taglia, deve essere adeguatamente custodito o, comunque, reso inoffensivo mediate museruola (Cassazione penale sez. IV n. 36461/2014).

L’evoluzione giurisprudenziale in materia (e in particolare della Corte di Cassazione) ha esteso la responsabilità penale dell’omessa custodia di animali anche ai familiari del proprietario presenti al momento del fatto, evidenziando che l’obbligo di risarcimento dei danni procurati da un animale domestico incombe su tutti i componenti del nucleo familiare presenti in quel momento e non solo sul proprietario dell’animale, in quanto tutti i componenti del nucleo nel quale vive l’animale hanno con lo stesso una relazione di possesso che li obbliga a non lasciarlo libero e a custodirlo con le debite cautele (Cassazione penale, sez. IV, 03/02/2011, n. 8875).

L’Art. 638 del CP considera l’uccisione o il ferimento dell’animale altrui come reati contro il patrimonio. Non si tratta di un reato perseguibile d’ufficio: il proprietario dell’animale ucciso o danneggiato, entro 3 mesi dal giorno in cui è venuto a conoscenza del fatto DEVE chiedere al giudice pretore di perseguire la persona o le persone colpevoli del reato. Non servono indagini per stabilire se l’animale è stato maltrattato, o se ha sofferto: basta accertare la sua morte o il suo danneggiamento fisico. Quindi senza denuncia (o se la denuncia è ritirata) non succede nulla e il giudice non può proseguire la sua azione penale. La pena può consistere nella reclusione, oppure in una multa e non prevede oblazione. Il responsabile dei reati descritti dall’Art. 638 potrebbe essere condannato senza che tale condanna risulti nel casellario (salvandogli quindi la reputazione).

Al fine di evitare il rischio di lesioni, attenetevi sempre a quanto disposto dall’ordinanza, emanata dal Ministero della salute, entrata in vigore il 23 marzo 2009. 

Ecco di seguito i punti principali del provvedimento.

  1. Responsabilità civile e penale dei proprietari, in caso di danni o lesioni a persone, animali o cose.
  2. Si cancella la black list, cioè la lista delle razze pericolose, introdotta dall’ordinanza numero 10 del 13 gennaio 2007, in quanto non è possibile stabilire l’aggressività di un cane in base alla sua razza o incrocio. Ovvero, il pitbull non è più razza pericolosa. Ma il pincher del signor Tal dei Tali può essere per l’ATS un cane pericoloso in quanto morsicatore. Per questo sono previsti percorsi di formazione per i proprietari (obbligatori per i proprietari di cani morsicatori), con regolare rilascio di un patentino, per favorire la formazione e l’acquisizione di adeguate cognizioni sulla corretta detenzione di un cane. La formazione va organizzata dai Comuni, in collaborazione con i Servizi Veterinari delle ATS.
  3. Obbligo di applicare il guinzaglio in ogni luogo; esso deve avere una lunghezza massima di 1 metro e mezzo nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico. Attenzione, si ritiene vagante un cane trovato libero sulla pubblica strada anche se a solo UN metro dall’abitazione del proprietario (Cass. 14 novembre 1961).
  4. Il proprietario di qualsiasi tipo di cane, anche di un cane toy, deve avere sempre con sé anche la museruola, da applicare in caso di potenziale pericolo. Infatti, secondo l’art. 83 del D.P.R. 320/1954, “Regolamento di polizia veterinaria”: nelle vie e in qualunque altro luogo aperto al pubblico, i cani quando non siano condotti a guinzaglio, debbono portare la museruola che corrisponda ai requisiti prescritti dai regolamenti locali di igiene (eccetto quanto di norma disposto per cani da guardia, da pastore  da caccia, per persone non vedenti).
  5. Obbligo della raccolta di feci in ambito urbano da parte dei proprietari, tenuti a possedere gli strumenti idonei all’operazione.
  6. affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
  7. Divieto di addestramento inteso ad esaltarne la naturale aggressivitào potenziale pericolosità.
  8. Divieto di qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività, oltre che di sottoposizione di cani a doping.
  9. Divieto di interventi chirurgici finalizzati a scopi non curativi, in particolare il taglio della coda, delle orecchie e delle corde vocali. Nessun veterinario può più tagliare le orecchie a un cane, sia esso un dobermann, un pitbull o un pastore tedesco.
  10. Obbligo di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati da proprio cane contro terzi.  essere protetti da un’assicurazione ci toglie almeno il peso dell’onere economico che dovremmo sostenere in caso di incidenti, come ad esempio l’investimento da parte di un’automobile che può provocare conseguenze gravi tanto per l’animale quanto per l’automobilista.

 

NOTA 1 : ASSICURAZIONE – > L’assicurazione per il proprio cane è una responsabile presa di coscienza, una tutela per noi stessi e per il nostro animale domestico, otre che un comportamento civile. Inoltre, per alcune razze, stipulare una polizza assicurativa è obbligatorio per legge. Ci sono diverse forme di tutela, la più comune è inclusa nella polizza del capo famiglia. Questo è un prodotto assicurativo molto diffuso, sebbene sia parecchio generico, ben adattabile alla custodia del cane. In genere, queste tipologie connesse alla custodia dei cani, hanno massimali di copertura bassi, proprio perchè si basano sull’idea di base che lo scopo principale sia quello di tutelare la famiglia e la casa.
Col passare del tempo, anche a causa della necessità di polizze specifiche per cani, come disposto per legge, alcune aziende assicurative hanno ideato prodotti ad hoc, semplici e dai costi contenuti.

Ad esempio esistono prodotti assicurativi multirischio riferiti alla casa, oppure polizze che coprono la responsabilità di danni a terzi (R.C.T: responsabilità civile a terzi). Oltre agli incidenti, altre polizze sono pensate per aiutarci economicamente anche in svariate occasioni, come negli interventi chirurgici, o ancora nella riabilitazione del nostro cane.

La polizza del cane tutela in conseguenza di danni per morte, per lesioni personali, per rotture di cose, per danni inerenti la proprietà e il possesso di cani, compresa la responsabilità delle persone che si occupano temporaneamente di custodire i vostri animali. La copertura assicurativa ha 750.000 euro di massimale.

In genere, il prezzo delle assicurazioni per i cani è correlato alla loro età, razza e pericolosità, per i differenti tipi di rischi che si corrono.

NOTA 2 : UN ELENCO DI OFFERTE DA CONSULTARE

– INA ASSITALIA

Offre due polizze specifiche per i cani: “Qua la zampa” e di “Amico Fedele”. La prima è una polizza contro gli infortuni dei nostri animali domestici, di età fra i 6 mesi e 10 anni, che copre le spese di interventi chirurgici – sia per malattie sia per infortuni – alloggi in pensione causa ricovero del proprio padrone, inumazione per decesso dell’animale per infortunio e le spese veterinarie sempre derivanti da incidenti. Obblighi per stipulare la polizza sono la buona salute dell’animale e la massima cura che deve ricevere dal padrone.“Amico fedele” è progettata per assicurare il cane in caso di morte, per responsabilità civile e anche per le spese veterinarie.

– RAS

Anche la RAS offre una polizza assicurativa ad hoc per il nostro migliore amico, che si chiama “Operazione Cane&Gatto”, che ci supporta in caso sia di danni a terzi causati dai nostri animali, sia per quanto concerne il rimborso di spese veterinarie. La Ras mette a disposizione dei clienti un numero verde, attivo 24 ore al giorno, per avere una consulenza veterinaria immediata, e per altre informazioni del mondo animale. Tra i principali vantaggi vi segnalo il rimborso, in caso di infortunio notturno (dalle 21.00 alle 7:30) delle spese di trasporto fino allo studio zooiatrico e successiva visita, fino a 120 euro, o anche dell’assistenza gratuita nei paesi dell’EU. Anche questa polizza può essere estesa, oltre all’assicurato, alle altre persone che accudiscono l’animale.

– LLOYD ITALICO

L’assicurazione per cane di Lloyd Italico si chiama “quattrozampe” ed offre una delle offerte più complete sul mercato. Adatto alle più svariate esigenze, a costi variabili. Copre da imprevisti come spese per furto o smarrimento del nostro animale, le spese veterinarie causate da infortunio o malattia. Spese di pensione se il padrone è costretto al ricovero, vitto e alloggio per il cane in caso di morte del padrone. Ancora: ci protegge dai danni per Responsabilità civile, offre una tutela giudiziaria e dispone di un’assistenza on-line e tramite numero verde, sia per consulti veterinari, sia per informazioni inerenti ai bisogni del nostro fido.

– SAI

Sul sito web della SAI, nella sezione per l’assicurazione al cane, è possibile scegliere una formula semplice e chiara: al costo di 26,00 euro per cane si è protetti tutto l’anno contro gli incidenti che possono vederlo responsabile. La polizza è estendibile, senza spese aggiuntive, anche a chi ha la tutela del cane temporaneamente. Anche questa copertura assicurativa ha un massimale di 750000 euro.

– POSTE ITALIANE

Ha pensato ad una polizza più adatta a tutelarsi dal rischio di incidenti causati dai cani, in particolare quelli considerati “aggressivi”. Questa polizza non copre solo i danni causati dal nostro animale ma anche quelli eventualmente causati da noi padroni. Costa 4,33 euro al mese e il tetto massimo di copertura assicurativa è di 500.000 euro. E’ possibile richiedere informazioni presso qualsiasi ufficio postale d’Italia.

-BROKER ONLINE

Esiste anche una polizza assicurativa stipulabile esclusivamente sul web. Quella della Broker Online, assicurazione via web, con cui proteggere il nostro animale da ogni imprevisto. E’ un’ottima e completa polizza, per tutti i cani fra il sesto mese e l’ottavo anno d’età. Questa formula copre dalle conseguenze di incidenti causati dal nostro fido, dalle spese veterinarie e da quelle delle pensioni per animali. Il prodotto si rivolge anche ai cani cosiddetti pericolosi e la somma assicurata è di 2100 euro, con garanzia riguardo le spese giudiziarie, e massimale di 7800 euro, in conseguenza di incidenti.

LA LEGGE PER TUTTI: Il cane del vicino fa cacca e pipì sulle mie piante

Che fare se il cane del vicino fa pipì e cacca sulle tue piante?

Puoi inviargli una diffida con raccomandata a.r. Se questi non pone rimedio al problema o non risponde alla lettera, puoi agire in tribunale con un ricorso d’urgenza (cosiddetto ricorso all’articolo 700 del codice di procedura civile), con un avvocato, per ottenere un ordine di interdizione. Il giudice, in pratica, ordina al titolare dell’animale di tenere il quadrupede lontano dalla proprietà altrui e, in particolare, da fiori e piantine circostanti. Su richiesta del ricorrente, il magistrato può anche prevedere una sanzione pecuniaria per ogni giorno in cui non verrà rispettato il suddetto obbligo di tenere lontano il cane: una sorta di sanzione preventiva che quantifica in anticipo il danno prodotto a terzi.

Puoi anche agire con un’azione giudiziaria per il risarcimento se hai subito danni ingenti.

Si tratta comunque di azioni di carattere civile: quindi non puoi rivolgerti a carabinieri o altre autorità di pubblica sicurezza. Se però gli escrementi possono costituire un pericolo per la salute pubblica puoi denunciare l’accaduto all’Asl.