IL REGOLAMENTO REGIONALE CHE SARA’ SPERIAMO VOTATO A BREVE…

La catena per i cani in Lombardia non è ANCORA  vietata. Il nuovo regolamento per la tutela degli animali e per la prevenzione del randagismo deve ancora essere votato dal Consiglio Regionale, ma per ora ha superato il vaglio della Commissione Sanità.

Il regolamento propone, tra le altre cose:

  • divieto di catena,  salvo che per ragioni sanitarie o di sicurezza, che deve comunque avere carattere temporaneo, documentabili e certificate dal veterinario.
  • fornire all’animale un ricovero adeguato, cibo e acqua in quantità sufficiente e un’adeguata attività motoria.
  • per gli animali in addestramento, viene previsto il divieto di sottoporli ad attività che possono risultare dannose per la loro salute.
  • i rifugi dovranno essere aperti al pubblico per almeno 4 giorni alla settimana compresi il sabato e la domenica per un minimo di quattro ore al giorno, con l’obiettivo di favorire la ricollocazione degli animali presso nuovi proprietari.
  • possibilità di accesso di cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite dalle strutture sanitarie e sociosanitarie.
  • è VIETATO usare animali come premio o regalo per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività.
  • La scomparsa di un cane o di un gatto deve essere denunciata dal proprietario, possessore o detentore entro due giorni al dipartimento di prevenzione veterinario o alla polizia locale territorialmente competenti. L’organo che riceve la denuncia di scomparsa deve registrarla nell’anagrafe canina e felina.
  • Chiunque ritrovi un cane vagante o un gatto vagante in stato di evidente abbandono, bisognoso di cure e non identificabile come gatto di proprietà, è tenuto a darne pronta comunicazione al dipartimento di prevenzione veterinario di un’ATS, anche diversa da quella in cui è avvenuto il ritrovamento o alla polizia locale del comune in cui è avvenuto il ritrovamento stesso, consegnandolo al più presto al canile sanitario o fornendo le indicazioni necessarie al suo ritiro.
  • La notifica del ritrovamento del cane o del gatto al proprietario, possessore o detentore comporta l’obbligo del ritiro entro cinque giorni e del pagamento dei costi sostenuti per la cattura, le eventuali cure ed il mantenimento.
  • I gatti che vivono in stato di libertà sono protetti ed è vietato maltrattarli o allontanarli dal loro habitat. Se il comune, d’intesa con l’ATS competente, accerta che l’allontanamento si rende inevitabile per la loro tutela o per gravi motivazioni sanitarie, individua altra idonea collocazione, nel rispetto delle norme igieniche. S’intende per habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di territorio nel quale viva stabilmente una colonia felina,. Nel caso la porzione di territorio sia privata e il proprietario deceduto, gli eredi del territorio subentrano al proprietario deceduto come responsabili dei felini in accordo con il Comune di pertinenza.

MOLTO INTERESSANTE QUESTO PUNTO:

Con l’entrata in vigore della presente legge è istituito il Villaggio dei randagi, luogo in cui i cani possano vivere in libertà e ove sia rispettato il loro bisogno etologico. Il Villaggio dei randagi è una struttura pubblica dove gli animali vengono ricoverati in attesa di adozione. Gli animali sono ricoverati in libertà senza gabbie di cemento o metallo e possono usufruire di casette e strutture ecologiche in legno coibentate in ampi spazi verdi. l Villaggio dei randagi è situato in un’area territoriale abbastanza vasta da permettere la suddivisione in zone atte a contenere un piccolo numero di cani, lasciati sempre liberi al loro interno. Le zone dovranno essere dotate di casette accessibili agli animali 24 ore e al giorno e protette da tettoie. Compito dei comuni sarà quello di mettere a disposizione un’area verde piantumata di almeno 5.000 mq servita da acqua, luce e gas che potrà essere anche a valenza intercomunale, convenzionandosi con enti pubblici, associazioni e cooperative sociali per la gestione dei Villaggi. La superficie di 5000 mq potrà essere utilizzabile per ospitare al massimo 30 cani, il numero di cani ospitabili aumenterà proporzionalmente al numero di mq messi a disposizione. Deve essere garantito uno spazio di 100 mq per ogni cane.

Il Villaggio dei randagi è dotato di una struttura eco compatibile, volta ad ospitare i cani malati ed è dotato di un ambulatorio attrezzato per il primo soccorso.

I Villaggi dei randagi offriranno: − pensione per cani abbandonati e di persone in difficoltà − servizi di pensione anche ad ore per lavoratori a prezzi convenzionati − educatore cinofilo − spazi per riabilitazione di soggetti fragili e diversamente abili − visite didattiche guidate 7. Il Villaggio dei randagi può essere gestito da uno staff di animalisti e volontari di comprovata competenza attestata da patentino cinofilo o da un certificato di partecipazione ad un corso base per operatore cinofilo della durata di almeno 100 ore.

Si deve inoltre prevedere la presenza di:

a) almeno un educatore cinofilo;

b) almeno un istruttore

c) almeno un veterinario reperibile 24 ore su 24.

Un’area cani per Pandino, di’ la tua!

Per adeguata conoscenza, pubblichiamo la proposta che abbiamo fatto all’Amministrazione di Pandino per l’individuazione dell’Area Sgambamento, con motivato anche il perché del nostro no al farla al Parco Laghetti.

Diteci la vostra nei commenti o compilate il questionario linkato a fine pagina!

La creazione di un’area sgambamento cani a Pandino è nelle promesse di questa Amministrazione, ma è già più volte slittata nel tempo.
Con la presente, UDA Gerundo intende fare alcune proposte sull’Area Sgambamento, sperando di poter dare il proprio aiuto e di essere utile nel percorso che l’Amministrazione sta facendo.
1- LOCATION
E’ noto che negli intenti dell’Amministrazione l’Area Sgambamento sarà al Parco Laghetti.
UDA Gerundo sconsiglia questa soluzione per le ragioni che va ad indicare:
1. Nella zona ci sono già gli Orti Sociali
2. Nella zona è presente un gran numero di avifauna selvatica
3. I cani già frequentano molto la zona: ce ne sono a qualunque ora, spesso liberi, alcuni fanno anche il bagno nella roggia e la parte di campo tra essa e la piscina è uno spazio in cui possono correre senza dare fastidio a nessuno. Continueranno a frequentare l’area anche se l’Area Cani sarà realizzata a pochi metri da lì, perché le abitudini non si perdono. Di fatto, il Parco Laghetti è già un’area cani. Se l’Amministrazione non lo istituzionalizzasse, ma decidesse di realizzare l’Area Cani altrove, si troverebbe di fatto con due aree cani. Senza togliere
spazio al parco, senza infastidire residenti e avifauna.
Per questo siamo a proporre una diversa location.
A nostro avviso, vi sono zone di Pandino (zona Ovest e zona Sud) che mancano di punti di aggregazione. E’ una periferia sbrindellata, più vecchia e meno studiata urbanisticamente, attraversata da due grandi strade quali via Milano e via Europa.
L’area Est e Nord è più prossima ad aree verdi, a campi, a lotti di terreno non edificati. Ve ne sono in via Zecca, via Rinetta, via Bonomelli, via Grandi, sulla ex Melotta, via Roggetto, via Caduti, via Cervi… I cani vengono spesso portati in quelle zone, e vengono anche lasciati liberi. Inoltre, il Parco Laghetti che – come si diceva – è già un’Area Cani, o, meglio, un Dog Park, è facilmente
raggiungibile dalla zona Est e Nord. Nell’Area Sud Ovest invece gli spazi verdi sono minori (verso il cimitero o verso la caserma) e meno diffusi.
Per questo proponiamo di fare l’Area Sgambamento cani nella zona più povera di verde, sia privato (poche ville) che pubblico (pochi parchi, seppure ce ne siano due grandi, mancano spazi verdi diffusi) e più pericolosa viabilisticamente di Pandino. La zona Sud Ovest.
La soluzione è ovvia: utilizzare il Parco Saint Denis, poco frequentato, più centrale e già oggi recintato e diviso in due, e fare l’area cani nella parte che è al di qua del ponticello. Ovvero, la parte con la fontana, che dà sull’ingresso, sarà area cani (tutta o la parte retrostante la fontana). Sul ponticello va messo un cancellino e al di là – più vicino alle abitazioni, con alberi e panchine –
resterà parco, con un eventuale ingresso a parte già predisposto. Le fontanelle dell’acqua sono in entrambe le sezioni del parco.
La spesa, decidendo di sfruttare un parco già esistente, soprattutto se si pensa a un parco già molto protetto, sarà minima. Inoltre, si va a rendere frequentato un parco dove notoriamente i ragazzi si ritrovano per fare uso di sostanze, come recenti raid dei Carabinieri hanno dimostrato. E i cani del quartiere smetterebbero di affollare la striscia verde accanto alla roggia in via Zara.

E’ possibile ricavare un’Area Cani anche al Parco Stella, dove non va NESSUNO; ma il parco Stella ha una caratteristica molto bella: il piazzale asfaltato, che potrebbe servire in futuro per varie attività e che sarebbe un peccato sacrificare in un’area cani. Il Parco Stella è in ogni caso abbastanza grande da poter ricavare uno spazio cani nello spicchio triangolare verso via Europa.
Anche questo parco è quasi sempre deserto (più ancora del Saint Denis), molto isolato, con un comodo parcheggio davanti, con due ingressi, in una zona molto trafficata e zeppa di palazzine (via Sauro, via Europa, via Quasimodo, via d’Acquisto), quindi dove i cani necessitano di uscire più che in zone con villette. E dove ad oggi escono sull’aiuola spartitraffico.
Si segnala infine la possibilità di adibire il parco di via Antonio da Pandino (così inutile da non avere neppure un nome) ad Area Sgambamento. Da anni il parco è lì, dimenticato, senza arredi, panchine, giochi, cestini. Ma ha delle bellissime piante. Confina con una casa della stecca di via Da Pandino e con le case disabitate di via Roggetto (tutte tranne una). Su un lato vi è una strada di
lottizzazione e su un altro via Zecca.
Sarebbe una magnifica area cani, anche se il quartiere non ne ha stringente necessità (i quartieri della zona Olmi, Caduti, Zecca vanno alla cascina Zecca con i cani). E così facendo si renderebbe utile quell’area verde, in un’area di Pandino densamente abitata da cani, e al momento non fruibile da nessuno. Il costo di allestimento è più alto che non nell’adattamento dei due parchi precedentemente nominati, ma vi è una proposta di
2 – FINANZIAMENTO
Come già proficuamente fatto altrove, si può realizzare l’area in partnership con un privato, nella fattispecie
– un educatore cinofilo (come fatto con Think Dog a Rivolta d’Adda)
– un costruttire a scomputo (come fatto con la lottizzazione di via Fermi a Spino d’Adda).
Nel caso di scomputo, l’Amministrazione sa già tutto. Nel caso di educatore cinofilo, è necessario stringere convenzione in cui ci si impegna a cedere ad uso esclusivo l’area o parte di essa (si può anche fare parte di essa, da chiudersi con una recinzione semovibile quando interdetta alla cittadinanza) per un monte ore settimanale prefissato, in cambio di lavori per 2-3000 euro di realizzazione della recinzione. A carico del Comune la realizzazione della fontanella dell’acqua.
UDA Gerundo ha a disposizione due nominativi di educatori cinofili interessati alla partnership, con cui definire le modalità di concessione dell’area o di parte di essa.

Sarebbe bello se voleste compilare il nostro SONDAGGIO

e dirci dove la vorreste.

da SUSSURRANDOM – Rivolta d’Adda, ha aperto lo sportello per i diritti degli animali

Il sindaco di Rivolta d’Adda, Fabio Calvi, con l’assessore agnadellese Maura Cesana e il consigliere delegato alla tutela animali Erika Bossetti, numerosi esponenti dell’associazione UNArivolta, capeggiati dalla presidente, Lucia Bertini, e con il dottor Carlo Rusconi, che per l’ATS Valpadana ha seguito il progetto e che è Dirigente Veterinario del Servizio Igiene Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche, e con Maurilio Giorgi, Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria, ha presentato sabato mattina la nascita dello sportello Diritti Animali. Lo sportello, UDA Gerundo, ha già esordito nella mattinata ad Agnadello con il suo primo giorno di apertura, ed è gestito dalla Onlus UNArivolta attraverso tre volontari: Silvia Tozzi, Matteo Vertua ed Emanuele Cagna (quest’ultimo vicepresidente dell’associazione).

Lo sportello è aperto nei tre comuni aderenti una volta la settimana a rotazione: il primo e il terzo sabato del mese a Rivolta d’Adda (piano terra), il secondo sabato del mese a Pandino (Ufficio Turistico) e il quarto ad Agnadello (piano terra), dalle 9 alle 11. L’Ufficio dispone di un sito (www.udagerundo.it), di una mail (info@udagerundo.it) e di un numero di cellulare (346 314 2641) e si occuperà di fare front office con le persone, dando consigli, facendo informazione, occupandosi del censimento delle colonie feline, promuovendo una corretta convivenza tra uomini e animali.

In più, l’Ufficio Animali promuove iniziative (presentazione di libri, attività all’area cani, conferenze), il patentino per proprietari di cani e i corsi per tutor colonie feline, e auspica a una collaborazione profonda con le altre realtà del territorio, non solo ATS Valpadana, ma anche con le altre realtà animaliste, con i veterinari attivi sul territorio, con il canile convenzionato e con i canili limitrofi (la Fondazione Barattieri, il canile di Calvenzano) e i gattili, ma anche con le altre associazioni dei tre paesi, avendo già in animo di incontrarle presto e di condividere con loro alcuni progetti.

Il dottor Giorgi ha sottolineato che gli animali di affezione per molte persone sono un supporto indispensabile allo stato di benessere dei proprietari e il loro benessere si integra perfettamente con quello dei loro proprietari, che trovano negli animali anche una ragione di vita. In provincia di Cremona vi sono solamente due Uffici Diritti Animali (l’altro è del Casalasco) e l’idea di creare l’ufficio dell’Altocremasco è venuta all’ex sindaco di Spino d’Adda Paolo Riccaboni subito appoggiato da Calvi.

La presidente di UNArivolta Lucia Bertini si è soffermata su un progetto in particolare: la creazione del Registro Persone Spole con animali. Chi vive da solo e avesse timore di venire a mancare (in via definitiva o per tempo limitato, per ricovero ospedaliero, ad esempio) può iscriversi ad un apposito Registro presso l’UDA e con esso ha la garanzia che se dovrà lasciare soli i propri animali, anche d’improvviso, l’UDA si occuperà di loro in via temporanea (appoggiandosi alla Fondazione Barattieri) o definitiva (cercando una nuova adozione). Lo sportello sta anche organizzando il corso per dog sitter al fine di dare una formazione, anche legale e di primo soccorso, agli operatori, i cui nominativi saranno poi iscritti in un albo sovracomunale creato ad hoc.

 

da SUSSURRANDOM