da ESSERE ANIMALI

Le nostre denunce hanno portato in questi anni non solo denunce e multe, ma anche alla chiusura di allevamenti e all’inizio di processi significativi. Stiamo portando in tribunale allevamenti intensivi e puntiamo alla tutela legale di animali finora considerati quasi al pari di oggetti.

Un allevamento intensivo in tribunale

È iniziato oggi, con la prima udienza presso il Tribunale di Forlì, il processo a carico del legale rappresentante di un allevamento di maiali imputato del reato di maltrattamento di animali.

Il processo è scaturito da una nostra indagine e denuncia nota come “Prosciutto crudele”, pubblicata nel dicembre 2016. Quell’allevamento forniva il noto consorzio del Prosciutto di Parma.

Durante l’udienza all’esterno del Tribunale abbiamo realizzato un flash mob per chiedere che venga riconosciuto il reato di maltrattamento di animali, che prevede la responsabilità penale dei soggetti coinvolti.

L’indagine fece scalpore in tutto il mondo

Per ben 6 mesi il nostro Team Investigativo monitorò questo allevamento con controlli settimanali e l’utilizzo di telecamere nascoste.

Durante questo capillare lavoro i nostri operatori filmarono situazioni davvero terribili: animali con ferite da cannibalismo alle orecchie e alle code, altri visibilmente agonizzanti e lasciati morire di stenti. Abbiamo documentato anche maltrattamenti e comportamenti violenti da parte degli operatori.

Le immagini crearono un grande scandalo attorno al nome del Prosciutto di Parma efecero il giro del mondo, diffuse sui media anche in Inghilterra, Cina e Hong Kong.

Il filmato fu depositato assieme a una denuncia all’allora Corpo Forestale dello Stato che con un controllo confermò quanto da noi segnalato e avviò le indagini.

Perché questo processo è importante

È importante che il reato di maltrattamento di animali sia effettivamente applicato anche agli animali allevati per l’alimentazione e non solo alle specie cosiddette da compagnia, come cani e gatti.

I maiali, estremamente sensibili e intelligenti, sono già ben poco protetti dalle limitate norme per il benessere animale.

Se di fronte a simili immagini non venisse nemmeno riconosciuto il reato di maltrattamento si darebbe un messaggio pericoloso, che esistono animali di serie B a cui si può procurare deliberatamente sofferenza.

Seguiremo da vicino questo processo e forniremo ogni aggiornamento.

Questo è il primo caso in Italia nei confronti di un allevamento intensivo e ci stiamo impegnando al massimo per creare un precedente importantissimo per il futuro!

Anche il Garante Animali del Piemonte reputa l’abbattimento delle nutrie inutile

Riportiamo un comunicato emesso dal Garante deglo Animali della Regione Piemonte:

 

La Città Metropolitana di Torino ha emesso un Piano di contenimento delle nutrie in tutto il territorio di competenza. Le nutrie sono una specie alloctona disperse sul territorio dopo la chiusura degli allevamenti di “castorini” diffusi qualche decennio fa. L’Unione europea chiede il contenimento del loro numero come per altre specie non originarie europee, lasciando però la possibilità di scegliere il sistema che si ritiene migliore. Il Piano della Città Metropolitana si basa esclusivamente sulla cattura e uccisione degli animali. Nel corso del tempo si è constatato che i piani di uccisione degli animali, per eliminarli o ridurli di numero, non raggiungono quasi mai lo scopo prefissato. Si deve infatti riflettere sul fatto che se una specie prospera numericamente il motivo principale è l’assenza di competitori naturali che comporta una disponibilità di alimenti e una mancanza di diminuzione biologica. Quando l’uomo si sostituisce ai nemici naturali svolge solo una parte di quello che avviene in natura, di conseguenza la diminuzione delle presenze provocata dalla caccia viene compensata da una maggiore prolificità favorita dalla disponibilità di cibo, così avviene per qualsiasi specie libera sul territorio, colombi, cinghiali, nutrie, gabbiani, ecc. I piani di abbattimento, provocando degli spazi vuoti, favoriscono l’arrivo di nuovi individui e le uccisioni finora non hanno raggiunto lo scopo prefissato, come dimostra la vicenda dei cinghiali.

Ho chiesto pertanto di rivedere il testo e di sostituire le uccisioni con le sterilizzazioni che hanno già dato buon esito nelle occasioni in cui sono state utilizzate. Prossimamente sarà convocato un tavolo per discutere una diversa formulazione del Piano.

Diritti degli animali (da reddito) il convegno di Animal Law (parte 1)

Il 24 gennaio presso la Fondazione Forense si è  svolto l’incontro organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Milano e da Animal Law dal titoli La tutela penale degli animali a 15 anni dalla Legge 189/2004.
Come ha correttamente ricordato il garante di Mialno Paola Fossati, si tutelano tutti gli animali, non solo i cani, ma anche i selvatici, che sono a tutti gli  effetti “dei cittadini che vanno tutelati nella salvaguardia dei loro interessi.”. Il che ha aperto la strada a un incontro che ha trattato principalmente degli animali da reddito, probabilmente spiazzando gli avvocati presnti che si immaginavano un inconto in cui imparare come fare soldi con le cause tra condomini…

Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law, ha ricordato a sua volta che gli animali non sono soltanto cani e gatti e che la Legge penale si applica a tutti gli animali al di là della specie. Ad esempio, è punibile il proprietario di un cavallo che è stato dopato. Però è vero anche – ha aggiunto Ricciuti – che la norma penale prevede eccezioni in materia di caccia, pesca, macellazione, trasporto, allevamento, sperimentazione e circhi, seppure la Cassazione chiarisce che tutti gli animali possono essere vittime di maltrattamento.

“È ipocrita: si ammette lo sfruttamento dell’animale (richiami vivi, animali nei circhi) ma … con moderazione”.

Ii garante dei diritti animali della Regione Piemonte Enrico Moriconi ha sottolineato che è importante anche avere comportamenti verso gli animali che siano coerenti con le loro caratteristiche etologiche. Attualmente, però, la valutazione del malessere dell’animale o del suo maltratamento è delegata solo ai medici veterinari (formati per lo più sulla anatomia animale) non agli etologi.

Insomma Moriconi ha di fatto confermato che quando il veterinario e consigliere comunale di Pandino ha sostenuto, nel 2017,  che gli animali del circo non soffrono non è magari che avesse torto ma di certo non aveva titolo e competenze per sostenere ciò . Infatti gli animali hanno necessità di esprimere i propri bisogni fondamentali. Diversamente, esso manifesta una situazione di stress a causa dello sforzo eccessivo di adeguarsi all’ambiente. Lo stress può rendere l’animale meno produttivo (minore crescita ponderale o minore produzione latte o minore riproduttività). Di norma in questi casi si somministrano antibiotici per ovviare al problema.

Spesso, il veterinario non ha il coraggio di segnalare il dolo che ha rilevato, o non sa riconoscere gli atteggiamenti ossessivi o lo stress dell’animale.

Lo stress è stato riconosciuto in alcune sentenze ecenti:  al Tribunale di Cuneo due fratelli allevatori residenti a Vignolo sono stati accusati di aver sottoposto a sevizie, lasciandoli senza acqua e cibo ed in condizioni al limite, 51 bovini di loro proprietà. Duirante l’iospezione si è rilevata la presenza di 14 carcasse di animali deceduti, presumibilmente per inedia ed incuria. I bovini giacevano in parte all’interno della stalla, dove il pavimento era coperto da uno strato di circa 50 cm di deiezioni, ed in parte all’aperto, semisepolti dalla neve. Di alcune carcasse restavano soltanto le ossa. I 37 capi vivi, che si trovavano nella neve, all’esterno della struttura, non avevano a disposizione né acqua né fieno e tre di essi erano sprovvisti di marchi auricolari di identificazione.

 

 

 

A Scalenghe, sono stati ritenuti colpevoli anche di violenza du animali i tre proprietari degli allevamenti, di 36, 50 e 62 anni, il veterinario di 53 anni, i tecnici dell’azienda di 45 e 57 anni e un’impiegata di 44 anni che ha falsificato i documenti necessari per avviare gli animali al macello. Essi somministravano
agli animali farmaci cortisonici e steroidi sessuali, per ostacolare l’identificazione e movimentazione degli animali, e sostituivano le marche auricolari e i documenti necessari al tracciamento dei capi di bestiame.

Il Tribunale di Asti nel 2012 ha condannato in primo grado Caroli Desirèe, Circo
Karoli, per le zebre nella neve ad Alba. Sequestrati gli animali di Martin Show e del circo Krones, a Sassari.

Il Circo Victor è stato condannato in via definitiva per detenzione incompatibile, perché “deteneva animali, e segnatamente pitoni ed anaconda, un leone marino, n.4 alligatori, degli istrici africani, alcuni esemplari di rapaci ed altri volatili in gabbie ed in altre strutture di contenimento, inadeguate ed incompatibili rispetto alle caratteristiche etologiche delle singole specie e tali da produrre alle bestie gravi sofferenze”.

Vi è poi la sentenza Green Hill e Circo Medrano perché “senza necessità, cagionava lesioni psico-fisiche ad animali anche esotici ricoverati presso lo stesso circo dato che li sottoponeva a comportamenti incompatibili con le loro caratteristiche etologiche”. In particolare – scrive la LAV – gli elefanti erano detenuti in ambienti spogli e privi di arricchimenti ambientali capaci di fornire stimoli, senza zone ombreggiate per il riposo, costretti a sopportare le gelide temperature invernali in ambiente senza riscaldamento, nonostante la normativa preveda almeno 15° di temperatura. Assenti anche lettiera o materiale assorbente, e luoghi per bagni d’acqua. Uno dei tre elefanti, inoltre, manifestava un atteggiamento stereotipato, dondolando incessantemente in avanti e indietro, indicatore di stress cronico e sofferenza.

Anche il canguro presentava comportamenti stereotipati provocati da una grave situazione di stress psicofisico, incrociando le zampe anteriori e stringendole allo sterno, talvolta utilizzandole per grattare la parte dorsale superiore dell’arto opposto. Le tigri, invece, erano segregate in gabbie allestite sull’asfalto senza alcun isolamento e protezione, e camminavano ossessivamente avanti e indietro lungo il perimetro della gabbia, mentre i rettili, ma anche ragni e scorpioni, erano prigionieri in teche sottodimensionate senza verde o rami per riprodurre l’habitat.

Vi sono poi il sequestro all’allevamento di pappagalli nei pressi di Novara, di dromedari e tucani a Voghera, di asini a Rosati, di cani all’allevamento Amico
Cane di Isola della Scala, dove molti animali soffrivano di dermatiti, otiti, parodontiti, ernie, ulcere, lesioni cutanee ed oculari, tumori mammari, diarrea profusa e parassitosi; il canile Cascinale San Francesco a Oppeano, dove veniva sia disincentivata costantemente l’adozione dei cani in custodia, sia comunicato ai Comuni con grave ritardo l’avvenuto decesso o adozione, lucrando quindi sui contributi erogati dalle pubbliche amministrazioni per il mantenimento giornaliero degli animali” (ma questa storia è andata a finire male).  Sequestrati anche gli uccelli da richiamo dell’allevamento Lugoboni Livio Augusto, località Quinzano, Verona. Purtroppo, in Lombardia sono stati autorizzati 19mila esemplari di richiami vivi: cesena (5.100), merlo (2.809), tordo bottaccio (5.619) e tordo sassello (5.472). (“La cattura di richiami vivi è stata definita dalla stessa ISPRA come un servizio che la pubblica amministrazione deve rendere ai cittadini cacciatori e viene esercitata in numerosi Paesi europei nei confronti di specie cacciabili in buono stato di conservazione“, ha detto il consigliere regionale Floriano Massardi della Lega Nord eletto nella ciorcoscrizione di Brescia. Hanno votato a favore del provvedimento Lega, Forza Italia, FdI e la Consigliera del PD Antonella Forattini, della circoscrizione di Mantova).

 

Sono, tutti questi, casi in cui il veterinario Ats aveva dato il nulla osta senza rilevare anomalie.

Allo stesso modo, secondo Moriconi, non è il caso per esempio che negli allevamenti sia il veterinario dell’azienda a dare verifiche sullo stato di benessere degli animali, perché,  qualora un problema ci fosse, quel veterinario è colui che il problema non lo ha mai visto (esempio i maiali della San Daniele: che soffrono lesioni e infezioni, che hanno disperato bisogno di cure veterinarie e in alcuni casi sono troppo deboli per muoversi; insufficienti sistemi di ventilazione e di acqua; strutture sporche e talvolta infestate dai topi; scrofe incinta senza accesso all’acqua; maiali costretti a restare in piedi nelle proprie feci e urine; animali a cui è stata tagliata illegalmente la coda; carcasse di porcellini e di feti abbandonati.). Esiste il medico veterinario ufficiale di Polizia Giudiziaria, che di norma è il veterinario della Ats che a volte conosce la situazione che deve verificare,  e la tollera.  Non è quindi consigliato affidare quel ruolo al veterinario ATS.

Su dove vanno a finire gli animali sequestrati, parleremo nel prossimo articolo.

Quindi l’avvocato Maria Cristina Giussani ha trattato della legislazione speciale ovvero delle norme minime relative a trasporto, macellazione, caccia pesca, allevamenti, circhi e vivisezione che ho già citato in precedenza.

Si è focalizzata su macelli e laboratori di sperimentazione perché “sono i luoghi in cui l’abuso di consuma più facilmente. In primis perché gli interessi relativi reddito e consumo sono reputati più importanti del benessere, e in secondo luogo perché spesso questi posti sono isolati ed è difficile l’attività di controllo da parte degli attivisti“.

Ha poi citato alcune sentenze.

La Sentenza del 2015 relativamente alle sevizie alla mucca Doris, un bovino destinato alla macellazione incapace di deambulazione, spinto con la pala di un trattore e poi calpestato dai due addetti alle pulizie e dai quattro trasportatori.
Il tribunale di Cuneo nel 2010 aveva condannato queste sei persone. La corte di appello confermava nel 2013 la sentenza.

La mucca, non più in grado di camminare, era stata spinta lungo il pavimento con l’ausilio della pala di un trattore, caricata sulla pala e sollevata, trascinata, schiacciata tra il camion e la rampa, picchiata, calpestata sulle mammelle e fatta rotolare nel camion chiudendo la rampa del camion mentre lei vi giaceva sopra. Inoltre era stata gravemente maltrattata con un pungolo elettrico in varie parti del corpo ­ compresa la zona ano-genitale, particolarmente ricettiva al dolore ­ nonostante fosse ovvio che l’animale non era in alcun modo in grado di alzarsi

Il Tribunale di Brescia 13 febbraio 2017 si è pronunciato riguardo allo scandalo del macello di Ghedi dove è stato documentato il trascinamento con corde e catene tramite mezzi meccanici degli animali. Tra i colpevoli anche i due veterinari dell’Ats, ovvero il tribunale ha riconosciuto il ruolo di garanzia del veterinario che ha l’obbligo di intervenire quando ha notizia di maltrattamento.

A Frosinone sono stati ritenuti colpevoli gli operatori del macello in cui i vitelli venivano gettati dai camion e presi a pugni. I bufalini vengono lanciati per aria, maltrattati con il pungolo elettrico o decapitati da vivi, operai che trascinavano gli animali per la coda o per le orecchie alla linea di macellazione. Il tutto è stato filmato da Free John Doe (Il valore commerciale dei bufalini è praticamente zero, sono infatti considerati “scarti di macellazione” (niente carne o latte) e per questo gli investimenti sulla macellazione sono minimi: la procedura deve costare poco: di nuovo il sistema frega se stesso: se deve costare poco, lo si fa velocemente, quindi male)

Legambiente, CIWF Italia e Animal Law stanno facendo pressione politica per ottenere la videosorveglianza nei macelli, per tutelare gli animali, ma anche lavoratori, veterinari e consumatori.

Ma Giussani ha ricordato che “in altri luoghi la violenza non è così inaudita, gli animali sono solo abbandonati a loro stessi o non nutriti o non viene loro fornita acqua” e in questi casi la Legge spesso non li difende.
Sì veda il caso della Fattoria delle Coccole di  Appiano Gentile dove sono stati sequestrati dieci animali (maiali e cinghiali) e contestati i reati di maltrattamento e detenzione incompatibile con la natura degli animali. E dove finiscono questi animali… ? … ne parliamo nel prossimo articolo.

PANDINO: Appello per la ricerca del proprietario di questo siamese

Elena Piloni di PANDINO sta cercando di risalire alla proprietà di questo gatto. Ecco il suo messaggio:

 

Salve a tutti, volevo sapere se qualcuno di voi riconsce questo gatto. Pare che sia più o meno un mese che giri a Pandino in via Leoonardo da Vinci tra il civico24 è 24/h. Non si riesce a prendelo ed era un po’ che non lo vedevo. Oggi una signora è riuscita a fotografarlo. Vorrei solo sapere se è di qualcuno che si è appena trasferito qui o se si è preso so che qui le famiglie gli danno da mangiare. Da me non entra perché abbiamo un cagnolino che sopporta solo il nostro gatto. Se qualcuno sa qualcosa può scrivere.

 

MERCOLEDI’ 27 LA TERZA PASSEGGIATA CON EDUCATORE CINOFILO

La passeggiata di mercoledì 27 ad Agnadello è adatta a tutti e breve. Siarriverà alla chiesa di Sant’Antonio nella omonima frazione percorrendo via Sant’Antonio, che è asfaltata. Lungo il percorso, si transiterà dalla Cascina Paradiso (maneggio, capre) e si vedrà il vecchio mulino in legno e il cippo che segnava il confine Veneto. Quindi a Sant’Antonio la chiesa di campagna, e alla roggia Badessa e al Brolo.

La costruzione, che risale al 1663, ha una forma quasi quadrata ed è composta da chiesetta, campanile, casa del custode, cortiletto e il tutto è cintato da un muro.La chiesa è divisa in due parti da un muro con tre grandi aperture arcuate provviste di cancelletto.
Si possono distinguere, pertanto, l’atrio e la chiesa propriamente detta. Sul muro dell’atrio si può notare un affresco che rappresenta l’apparizione della Madonna di Caravaggio.
Nella chiesa, il sito dell’altare maggiore è situato sull’alzata di un gradino. Sulla parete centrale si trova un grande affresco rappresentante S. Antonio da Padova; sul lato destro c’è un piccolo affresco dedicato a S. Defendente. Sempre sul lato destro ma nel sito dei fedeli si trova un quadro di grandi dimensioni con l’immagine del santo di Padova.
La costruzione fu restaurata nel 1984 per interessamento del parroco di quel tempo, Don Luigi Possenti, delle famiglie residenti nella cascina e della popolazione di Agnadello.

Una volta ritornati al punto di ritrovo, chi lo vorrà potrà concludere la serata con un aperitivo al bar SuMisura di Agnadello, con i cani, per verificare come si comportano socializzando non in passeggiata e per salutarci all’anno prossimo.

 

La passeggiata si svolge dalle 19.45 alle 21.30. Ad accompagnare padroni e cani ci sarà, anche quest’anno, l’educatore cinofilo Diego Antoniotti di Cuordicane, specializzato in trekking e passeggiate con i cani.

 

PER ISCRIVERSI: O VIA MAIL: info@udagerundo.it OPPURE AL BAR SPEZIALI (CHIEDERE DI CLAUDIO). SI SPECIFICA NOME COGNOME PAESE UN CONTATTO MAIL O TELEFONICO, RAZZA/ DIMENSIONE DEL CANE, NOME ETA’ E SE E’ STERILIZZATO.

 

Dalla nostra mostra sugli allevamenti intensivi – Rivolta d’Adda, 11 febbraio 2018

Domande e risposte: Anagrafe Regionale Animali d’affezione

Cos’è l’anagrafe degli animali da compagnia?
È la registrazione della popolazione canina, felina e di furetti, identificata, presente sul territorio della Lombardia, collegata ai dati del proprietario.

A cosa serve?
A garantire la veloce restituzione degli animali smarriti ai legittimi proprietari. A conoscere la consistenza e la distribuzione della popolazione canina.

Come funziona?
L’animale viene identificato con un “microchip”, che viene applicato dal Medico Veterinario per via sottocutanea sul lato sinistro del collo, in modo rapido, innocuo e indolore.
Il microchip è contenuto in una capsula di pochi millimetri e contiene un numero di identificazione univoco, che viene rilevato mediante uno strumento denominato “lettore”.
Dopo aver applicato il microchip il Medico Veterinario registra nell’anagrafe degli animali d’affezione il numero del microchip, i dati segnaletici dell’animale e i dati relativi al proprietario. Al proprietario viene consegnato un certificato di iscrizione, completo dei dati registrati.

È obbligatorio iscrivere gli animali d’affezione all’anagrafe?
L’iscrizione all’anagrafe dei cani, oltre che essere utile per il proprietario, è un obbligo di legge. Il proprietario o il detentore, compreso il commerciante e l’allevatore, deve provvedere all’iscrizione del proprio cane in anagrafe entro trenta giorni dalla nascita o entro quindici giorni dal momento in cui ne entra in possesso e comunque prima della sua cessione a qualunque titolo (art. 109 della legge regionale 33/2009). Chi non l’avesse ancora fatto, deve provvedere al più presto.
Per gli altri animali d’affezione l’iscrizione è obbligatoria solo in caso di espatrio.

Il mio cane è tatuato: devo comunque provvedere a identificarlo con il “microchip”?
Se il tatuaggio è stato applicato anteriormente al 1° gennaio 2004 ed è ben leggibile, il cane viene considerato correttamente identificato e non è obbligatorio applicare il “microchip”.

Cosa devo fare per iscrivere il mio cane già tatuato in anagrafe?
Il proprietario deve recarsi con il cane o con un certificato di un veterinario che attesti la lettura del tatuaggio, presso:
• il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL (via Capergnanica a CREMA), oppure
• un Medico Veterinario libero professionista accreditato;
munito di documento di identità e codice fiscale ed eventuali documenti che comprovino la proprietà dell’animale, per l’iscrizione del cane all’anagrafe degli animali d’affezione regionale.

Cosa devo fare per identificare il mio animale?
Il proprietario, con documento di identità e codice fiscale, deve rivolgersi esclusivamente a:
• il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL, oppure a
• un Medico Veterinario libero professionista accreditato, i cui nominativi sono reperibili presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’Asl di CREMONA/ CREMA.
Il Medico Veterinario provvede contestualmente :
1. all’inoculazione del microchip;
2. all’iscrizione dell’animale nell’anagrafe degli animali d’affezione regionale.
A seguito di identificazione il Veterinario rilascia al padrone il certificato d’iscrizione all’Anagrafe.

Devo comunicare eventuali variazioni?
Sì, è obbligatorio recarsi al Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL o presso un Medico Veterinario libero professionista accreditato o presso il proprio l’Ufficio Diritti Animali del Comune di residenza per segnalare, entro quindici giorni:
• variazione di proprietà;
• cambio di residenza;
• decesso dell’animale.

Ho comprato – ho ceduto il mio cane da un proprietario che abita in un’altra Regione o stato estero cosa devo fare?
Devi presentarti presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL, oppure da un Medico Veterinario libero professionista accreditato, con un documento che certifichi il passaggio di proprietà (ne trovi una copia da compilare sul sito udagerundo.it nella sezione MODULISTICA) e con fotocopia del documento d’identità e del codice fiscale del vecchio e del nuovo proprietario. Se il cane proviene da uno stato estero deve essere dotato di passaporto.

Cosa devo fare se ho smarrito il mio animale o me lo hanno rubato?
La scomparsa del proprio animale deve essere denunciata al più presto e comunque entro sette giorni al Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL o alla Polizia Locale del
comune dove si è verificato l’evento. Ideale è rivolgersi all’Ufficio Diritti Animali che
svolgerà ogni pratica per te. info@udagerundo.it oppure 3463142641
Devo recarmi all’estero con il mio animale, come faccio ad ottenere il passaporto ed in
quali paesi è obbligatorio ?
Il proprietario deve presentarsi per tempo presso Dipartimento di Prevenzione Veterinario
dell’ASL con un certificato d’iscrizione all’anagrafe ed il certificato di vaccinazione anti
rabbica in corso di validità e richiedere l’emissione del passaporto.
E utile comunque accertarsi presso il consolato dello stato in cui ci si reca per verificare
ulteriori disposizioni sanitarie in vigore.
In caso di smarrimento del passaporto è necessario sporgere denuncia ai Carabinieri e
successivamente sarà possibile richiederne il duplicato. Il passaporto non ha scadenza ma
per potersi recare all’estero bisogna che la vaccinazione anti rabbica sia in corso di validità
e sia stata riportata sul passaporto dal Veterinario che l’ha eseguita.
Mi sono separato/a come faccio ad acquisire il possesso dell’animale ?
Deve presentarsi presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL oppure preso
un Medico Veterinario libero professionista accreditato, con un documento che certifichi la
volontà di entrambi e con fotocopia del documento d’identità e codice fiscale del vecchio e del nuovo proprietario.

Mia figlia/o minorenne può essere proprietaria di un cane/gatto/a?
No, un animale può essere di proprietà e in detenzione esclusivamente di persone maggiorenni

Il mio animale ha morsicato una persona cosa devo fare?
Deve recarsi al Dipartimento di Prevenzione Veterinario o Medico dell’ASL per segnalare l’accaduto. Se la persona morsicata si reca al Pronto Soccorso o dal Medico curante, saranno i medici stessi a trasmettere tale comunicazione per l’osservazione dell’animale.

Il mio animale è stato morsicato da un altro animale cosa devo fare?
Recarmi presso il Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL o dal Veterinario di fiducia con il mio animale; sarà lo stesso Veterinario a comunicare all’ASL quanto accaduto per l’osservazione dell’animale.

Ho trovato un animale d’affezione cosa devo fare?
Segnalare il ritrovamento alla Polizia Locale o al Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL. Se è sera, chiamare 3463142641 per ritrovamenti nei comuni di Pandino, Rivolta o Agnadello.

Ho perso un animale d’affezione cosa devo fare?
Vieni all’Ufficio Diritti Animali Gerundo.

Quanto costa microchippare/registrare ?
Le tariffe sono pubblicate presso i il Dipartimenti di Prevenzione Veterinaria delle ASL e presso gli studi dei Medici Veterinari liberi professionisti accreditati all’accesso alla Banca Dati degli Animali d’Affezione. La tariffa in vigore presso le ASL è di circa 15 euro.

Quali sanzioni sono previste se non iscrivo il mio cane all’anagrafe?
In caso di mancata iscrizione del proprio cane in anagrafe, o di omessa segnalazione di variazione dei dati registrati è prevista una sanzione amministrativa da 25 a 150 euro, fatte salve le ipotesi di responsabilità penale.
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Se vuoi accedere all’anagrafe canina, clicca www.anagrafecaninalombardia.it:
troverai sul sito anche gli indirizzi dei Dipartimenti di Prevenzione Veterinari delle ASL.